Entra nel vivo il grande progetto di efficientamento della gestione della risorsa idrica del Veneto, una sorta di “piano anti-siccità” che ha visto il sistema regionale della bonifica destinatario, nel 2018, di 161 milioni di finanziamenti ministeriali tra PSRN – Piano Sviluppo Rurale Nazional (MIPAAFT), Piano Invasi (MATTM e MIT) e Fondo per le infrastrutture Strategiche (MISE e MEF).

Prima opera interessata è il Canale Leb, principale arteria irrigua della regione che grazie a 20 milioni finanziati con il Piano Invasi potrà ricostruire la parte iniziale (circa 4.665 m in territorio veronese) arrivando a contenere le perdite idriche di oltre il 50% a beneficio di un territorio di 350mila ha tra le province di Verona, Vicenza, Padova e Venezia. È fissata per l’11 aprile alle 12 la scadenza della presentazione dell’offerta per gli appalti. Il cantiere aprirà in ottobre.

“Grazie alla sinergia tra Anbi Veneto, Consorzi e Regione, il Veneto – spiega il presidente di Anbi Veneto Giuseppe Romano – si è aggiudicato una cospicua quota di finanziamenti (il 20% di tutte le linee di finanziamento nazionali) la cui importanza emerge in tutta la sua chiarezza in questo periodo caratterizzato da una forte siccità che potrebbe avere effetti gravi sulle colture se perdurasse fino a metà aprile, ovvero con l’apertura della stagione irrigua”.

“Serve un grande investimento, costante e prolungato negli anni, che può essere affrontato solo con risorse nazionali ed europee”, afferma l’Assessore alle Politiche Agricole del Veneto Giuseppe Pan. “L’acqua sarà sempre più un bene prezioso e limitato: dobbiamo tutti imparare a farne un uso intelligente, controllando i consumi ed evitando gli sprechi, anche nell’uso domestico”.

 

Stato della risorsa idrica.

“L’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici per il Distretto delle Alpi Orientali, del quale fa parte anche Anbi Veneto, ha classificato la situazione attuale ad un livello di “severità idrica bassa” – ha spiegato il direttore di Anbi Veneto Andrea Crestani – in pratica, la domanda idrica è ancora soddisfatta, del resto non è ancora stagione irrigua, ma gli indicatori mostrano una tendenza verso valori meno favorevoli. In mancanza di precipitazioni rilevanti nei prossimi giorni, potremmo trovarci in seria difficoltà”.

Nello specifico, secondo le rilevazioni Arpav, le precipitazioni in Veneto, al 15 marzo (ma non vi sono state precipitazioni significative nei giorni successivi), segnavano una media di 7,4 mm contro i 70 mm di media dell’intero mese (periodo di riferimento 1994-2018): situazione migliore nel bacino del Piave dove la percentuale arriva al 23%, situazione critica nella pianura centrale e meridionale con il 3%-5% delle precipitazioni mensili.

Sotto la media anche le precipitazioni nevose e conseguentemente la copertura nevosa. Bisogna raggiungere i 1.700 metri (dato del 15 marzo) per avere almeno il 50% dei pendii innevati. L’indice di spessore medio neve al suolo (I-HSmed) è di 66 cm, contro il valore normale di 101 cm.

Superiore alla media è il livello del Lago di Garda. In crescita anche il volume d’acqua invasato nei principali serbatoi del Piave, circa 120 mm³ corrispondenti al 71% del volume massimo invasabile (laghi di Pieve di Cadore, Mis e Santa Croce). In calo il volume invasato sul serbatoio del Corlo (che alimenta il Brenta) che segna il 41% del volume invasabile ed è sotto la media del periodo del 14%.

Per quanto riguarda le portate dei fiumi, i deflussi medi, al 15 marzo, risultano ovunque al di sotto della media del periodo:  -6% sull’Adige; – 26% sul Brenta; -50% sul Bacchiglione; – 47% sul Po. Per quanto riguarda il Piave le sezioni montane presentavano al 15 marzo una percentuale sopra la media del periodo (+60% bacino del Boite; +34% il bacino Fiorentina), in calo invece il deflusso del torrente Sonna nel bacino prealpino del Piave (-22% rispetto alla media).

 

Il “piano anti-siccità”.

Opere irrigue efficienti, in grado di distribuire la risorsa idrica con attenzione e contenere le perdite sono fondamentali per affrontare periodi siccitosi sempre più frequenti e lunghi. In quest’ottica, estremamente preziosi sono i 161 milioni di risorse ministeriali intercettati dai Consorzi di Bonifica del Veneto con la collaborazione della Regione. Tali risorse provengono da tre linee di finanziamento: 93 milioni provengono dal Piano di Sviluppo Rurale Nazionale (PSRN) gestito dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e Turismo); 23,5 milioni del Piano Invasi (Ministero Ambiente e Ministero delle Infrastrutture e Trasporti); 45 milioni provenienti dal Fondo per le infrastrutture strategiche (gestito da Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero Economia e Finanza).

I 93 milioni del PSRN finanzieranno le seguenti opere:

Consorzio di Bonifica Veneto Orientale (€ 13.100.000) miglioramento della rete irrigua del Bacino di Brian e dei canali S. Osvaldo e Lison.

Consorzio di Bonifica Piave (€ 20.000.000): miglioramento delle reti irrigue di Istrana, Paese, Quinto di Treviso, Arcade, Nervesa della Battaglia, Crocetta del Montello e Montebelluna.

Consorzio di Bonifica Acque Risorgive (€ 16.228.000): recupero dell’efficienza irrigua del Canale CUAI (sigla del soppresso Consorzio Utenti Acquedotti Industriali) che interessa i comuni di Venezia, Quarto d’Altino, Mogliano Veneto e Casale sul Sile.

Consorzio di Bonifica Bacchiglione (€ 4.550.000): ottimizzazione della capacità d’invaso e dei sistemi di telecontrollo della Riviera del Brenta.

Consorzio di Bonifica Delta del Po (€ 19.404.974): adeguamento della rete irrigua di distribuzione dell’Isola di Ariano (Ro).

Consorzio di Bonifica Veronese (€ 20.000.000): conversione irrigua dell’impianto a scorrimento con sollevamento meccanico di Palazzolo nei comuni di Sona e Bussolengo; conversione irrigua del vacino di Ca’ degli Oppi a Oppeano, Bovolone e Isola Rizza; conversione irrigua a Villafranca di Verona, Sommacampagna e Valeggio sul Mincio.

I ca. 23,5 milioni del Piano Invasi interesseranno:

Consorzio Leb (€ 20.000.000): rifacimento del fondo del canale nel tratto Adige-Gua per una lunghezza di 4.665 m. per un significativo contenimento delle perdite idriche.

Delta del Po (€ 3.450.000): sistemazione del collettore Padano Polesano dalla conca di Volta Grimana alla chiavica emissaria per la sicurezza idraulica dell’unità territoriale di Porto Viro.

I 45 milioni del Fondo per le infrastrutture strategiche interesseranno:

Il Consorzio Adige Euganeo per la realizzazione di un nuovo condotto irriguo per l’utilizzo delle acque dell’Adige portate dal Leb, in sostituzione delle derivazioni dal Fiume Fratta nelle province di Verona e Padova.

 

Il Leb: lavori strutturali di rifacimento della principale opera irrigua del Veneto.

In questo contesto il rifacimento di parte del canale Leb (Lessinio Euganeo Berico), finanziato con 20.000.000 del Piano Invasi è particolarmente significativo vista l’importanza dell’opera ad uso irriguo.

Il Leb (Sede a Cologna Veneta – Vr) è un Consorzio di II Grado istituito per far fronte alle necessità irrigue dei Consorzi di Bonifica Adige Euganeo (con sede a Este- PD), Alta Pianura Veneta (sede a S. Bonifacio – VR), Bacchiglione (sede a Padova). Il comprensorio copre una superficie di 349.826 ettari. Preleva acqua pulita dell’Adige a Belfiore d’Adige (Vr) e le riversa sul Bacchiglione a Cervarese S. Croce (PD) in un percorso di 48,063 km. Attraversa 103 comuni tra le province di Verona, Vicenza, Padova e Venezia. Intersecandosi con il fiume Fratta Gorzone a Cologna Veneta (dove ha sede il Consorzio Leb) consente di diluirne le acque inquinate con acqua pulita. 42 opere di derivazione permettono l’irrigazione dell’ampio territorio attraversato.

“I lavori interessano 4.665 m nel tratto iniziale denominato Adige -Guà – spiega il presidente del Consorzio di Bonifica Leb Moreno Cavazza -, nello specifico si provvederà a sostituire le lastre del fondale aumentando sensibilmente l’impermeabilità: dagli attuali 4,8 m³/s di risorsa idrica persa oggi si scenderà a 2,06 m³/s, il risparmio idrico a lavori ultimati sarà di oltre 87,2 milioni di m³ all’anno. A beneficiarne saranno le colture e la vivificazione del Fratta, del Guà-Frassine e del Bacchiglione. Ridotti anche i prelievi dell’Adige”.

Ufficio stampa Anbi Veneto Mauro Poletto comunicazione@anbiveneto.it c. 340 5813286
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