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SICCITÀ: AL VENETO SERVE UN PIANO DI IRRIGAZIONE REGIONALE

Siccità: il rapporto Cnr pubblicato il 4 dicembre indica nel 2017 l’anno più secco degli ultimi due secoli, con un -30% di precipitazioni rispetto alla media di riferimento. Non è più emergenza, è un mutamento climatico consolidato per cui serve un approccio pianificato di contrasto alla siccità. In quest’ottica, un Piano di Irrigazione Regionale appare quanto mai auspicabile.

I dati forniti dal Cnr, che mostrano come il 2017 sia stato l’anno più secco dal 1800 con un 30% di precipitazioni in meno sulla media di riferimento tra il 1971 e il 2000, dimostrano un cambiamento climatico consolidato con picchi di siccità che si ripetono sempre più frequentemente. È dunque ben evidente quanto sia importante una gestione pianificata della risorsa idrica in ambito agricolo: non possiamo più agire, come fatto fino ad oggi, in emergenza, con dichiarazioni di stato di calamità, rinviando di anno in anno la soluzione del problema. È necessario che Stato e Regione pianifichino e investano somme adeguate per le irrigazione”.  Ad affermarlo è Giuseppe Romano, presidente di Anbi Veneto, l’associazione che riunisce i Consorzi di bonifica della regione. “Servono invasi per trattenere l’acqua – spiega Romano – , ma anche un ammodernamento ed efficientamento della rete; auspichiamo che la Regione accompagni l’agricoltura e i consorzi di bonifica con un piano di irrigazione regionale e adeguate risorse economiche”.

Attraverso un’attenta gestione della risorsa idrica – spiega il direttore di Anbi Veneto Andrea Crestani -, i Consorzi di bonifica, nella stagione estiva 2017, sono riusciti a soddisfare il fabbisogno del settore primario garantendo il massimo della risorsa disponibile. Solo con nuovi invasi e una rete efficiente si riuscirà a mantenere il comparto agricolo veneto tra i principali in Europa. I 5,5 miliardi di euro di produzione vendibile della nostra regione, e bene ricordarlo, sono dovuti a un’agricoltura irrigua, che vede cioè nell’acqua l’elemento determinante di crescita e sviluppo.”

I consorzi di Bonifica del Veneto si estendono per 1,2 milioni di ettari, pari al 65% della superficie regionale; la metà – circa 600.000 ettari – rappresentano terreni irrigati. Di questi, 400.000 (il 66% del totale irriguo) sono ettari in cui è presente un’irrigazione di soccorso mentre 200.000 sono ettari a irrigazione strutturata (34% del totale irriguo) basata su canalette a gravità (su 160.000 ettari) e impianti a pressione (su 40.000 ettari).

 

Vai al comunicato stampa del CNR

DEFLUSSO ECOLOGICO, ROMANO (ANBI VENETO): “SPERIMENTAZIONE TENGA CONTO DI SPECIFICITÀ SITI”

Deflusso ecologico, qualcosa si muove. Il tema è approdato lunedì 13 novembre alla III Commissione (Agricoltura) del Consiglio Regionale del Veneto; nei prossimi 15 giorni sarà oggetto di due iniziative promosse dall’Autorità di bacino Alpi Orientali a Vicenza e Pordenone.

“Il tema del deflusso ecologico va oltre l’applicazione di asettiche formule matematiche, per questo è necessario sperimentare misure sostenibili che tengano in considerazione le specificità dei singoli siti. La sperimentazione è necessaria per evitare che venga compromessa la distribuzione della risorsa idrica”. Con queste parole il presidente di Anbi Veneto Giuseppe Romano si è rivolto, lunedì 13 novembre, alla III Commissione (Agricoltura) del Consiglio Regionale del Veneto riunitosi, su richiesta di Anbi Veneto e delle autorità di bacino Alpi Orientali e fiume Po, per affrontare il tema del deflusso minimo ecologico.

“I fiumi – ha spiegato Romano – devono essere salvaguardati ma anche il territorio deve vivere, senza compromettere l’agricoltura e anche gli altri usi. È importante che la Regione ne sia consapevole e fa ben sperare il fatto che si sia espressa nei termini proposti da Anbi Veneto”.

La discussione sul deflusso ecologico, ormai entrata nel vivo, avrà altri importanti appuntamenti nelle prossime due settimane. L’Autorità di Bacino delle Alpi Orientali ha infatti promosso due iniziative che si terranno a Vicenza (il 22 e 30 novembre) e a Pordenone (il 24 e il 29 novembre): due sedi localizzate in aree diverse del Distretto per facilitare un’ampia partecipazione. In entrambi i casi, il primo appuntamento sarà dedicato all’illustrazione del metodo di riferimento distrettuale per la determinazione del deflusso ecologico, il secondo sarà dedicato all’ascolto e alla condivisione delle idee. “Gli incontri promossi dall’Autorità di bacino delle Alpi Orientali – ha affermato il presidente di Anbi Veneto – rappresentano un ulteriore, fondamentale, passo in avanti nella discussione sui parametri del deflusso ecologico. È dunque importante che tutti i portatori di interesse vi partecipino, a partire dai consorzi di bonifica.

L’Ordine del Giorno nella pagina della Consiglio Regionale Veneto

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