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ANBI CHIEDE AL Mi.P.A.A.F. UN TAVOLO PER L’ACQUA IRRIGUA, L’AMBIENTE E LA QUALITA’ DEI TERRITORI

Anbi: “L’acqua irrigua torna ad essere strategica nelle scelte del Paese ed anche in vista del summit europeo a Malta e della prossima riunione del G20 in Italia, proponiamo la costituzione, presso il Mi.P.A.A.F., di un tavolo, che abbia protagonista l’intera filiera agricola e che affronti il tema dell’irrigazione dal punto di vista della sostenibilità d’uso, ma soprattutto delle ricadute positive per l’ambiente, il territorio e l’economia italiana.”

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A chiederlo è l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela  del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), tramite il direttore generale, Massimo Gargano, intervenuto alla Giornata di Studio, organizzata a Roma dal GRU.S.I.  (Gruppo Studi sull’Irrigazione) nella sede del Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali, rappresentato dal capo dipartimento, Giuseppe Blasi, sull’applicazione delle metodologie di stima dei volumi irrigui, previste dalle Linee Guida del Mi.P.A.A.F. e recepite da quasi tutte le Regioni con appositi regolamenti.

MASSIMO GARGANO, DIRETTORE ANBI

“La conoscenza dei dati irrigui – conclude il direttore generale ANBI – obbliga ad un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti interessati, ma soprattutto è fondamentale per la correttezza delle scelte politiche su un fattore determinante per l’agricoltura, comparto strategico per il futuro del Paese e della sua economia. Il protagonismo costruttivo, che stanno dimostrando i consorzi di bonifica, apre una pagina nuova, oggi significativamente rappresentata dalla convergenza fra le culture del sapere e del fare.”

Prevenire l’emergenza: un protocollo per gestire le crisi idriche di Naviglio Brenta e Novissimo

Un protocollo per gestire le crisi idriche di Naviglio Brenta e Novissimo nei periodi di siccità: se ne è discusso oggi all’idrovora di Santa Margherita di Codevigo nella riunione convocata dal presidente del Consorzio di bonifica Bacchiglione Paolo Ferraresso, con l’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan, il presidente di Anbi Veneto Giuseppe Romano, il presidente del Consorzio di bonifica Acque Risorgive Francesco Cazzaro e i rappresentanti delle associazioni di categoria Coldiretti, Confagricoltura e Cia di Padova e Venezia.

La carenza idrica che, nella stagione estiva, da un paio d’anni riguarda i corsi d’acqua a valle del nodo idraulico di Stra – Naviglio Brenta e Novissimo – provoca infatti seri problemi per le aziende agricole dalla Riviera del Brenta al Piovese fino a Chioggia, interessando i Comuni di Codevigo, Piove di Sacco, Vigonovo, Stra, Dolo, Fossò, Camponogara e Campolongo Maggiore.

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Consorzio di bonifica Piave: allarme siccità

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Il Piave è in secca e l’emergenza idrica diventa sempre più realistica. Non piove e in montagna non nevica, l’inverno particolarmente siccitoso sta pregiudicando la possibilità irrigua per il 2017.
Qui siamo a Quero, ponte di Fener.
L’anomalia è l’assenza di precipitazioni, ma che d’inverno piova poco è normale.
Il Piave è in regime di magra, anche se appare “in secca”, come è scontato sia in questo periodo, è garantito il minimo deflusso vitale (DMV) stabilito e le nostre derivazioni di Fener e Nervesa si adeguano alle condizioni imposte dalla norma. Oggi abbiamo una riduzione delle portate derivate a Fener del 35% e a Nervesa del 70%.
Ci apprestiamo nei prossimi giorni a chiudere progressivamente altri canali derivati, al fine di garantire il DMV nel Piave.

 

 

 

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Consorzio di bonifica Delta del PO – 1,9 milioni per adeguare gli impianti irrigui obsoleti

È ritornato il sereno al Consorzio di bonifica delta del Po per l’arrivo dalla Regione di due importanti finanziamenti per complessivi 1 milione e 900 mila euro, finanziamenti che stanno ritornando ad essere concretamente visibile per l’importanza del Consorzio di bonifica per il territorio deltizio.

Le tante progettazioni redatte dall’Ufficio tecnico dell’ente consortile, esecutive e previsionali, cominciano ad essere finanziate per cui saranno realizzati dei lavori di natura urgente ed indifferibile per la difesa e tutela del territorio. Il Consorzio di bonifica Delta del Po è l’unica vera garanzia per la vivibilità del territorio fortemente abitato e coltivato in maniera tradizionale e specializzata, anche nelle lagune, ma soltanto se a questo ente saranno garantite le risorse per il mantenimento della sicurezza idraulica che per il delta non vuol dire solamente arginature solide ma anche l’espulsione delle acque superflue dovute sia alle piogge e quelle che escono per filtrazione dagli argini dei canali e dei fiumi Po e Adige essendo un territorio, a causa della subsidenza, sotto il livello del medio mare anche di 4 metri. (altro…)

Consorzio di bonifica Veronese – sistemato il fosso storto a Ronco d’Adige

Il Consorzio di Bonifica Veronese ha iniziato lo scorso maggio i lavori di sistemazione e riqualificazione del Fosso Storto, nel tratto che fiancheggia la strada comunale in località Colombarotto. Il Fosso Storto, che si trova sul confine tra i Comuni di Ronco all’Adige e di Palù, ha origine in località Albaro e dopo un percorso rettilineo verso sud attraversa il comune di Oppeano, dove piega bruscamente verso est descrivendo un sinuoso semicerchio, immettendosi nel Bussè a nord del Bastiello.

Tra il 1194 e il 1199 venne realizzata la bonifica integrale del Comune di Palù. La maggior parte delle acque che defluivano dall’area bonificata si immettevano nel Fosso Storto, che ne costituiva il limite sud-orientale. Successivamente confluirono nel Fosso Storto anche le colaticce delle nuove irrigazioni. La situazione odierna rispecchia quella del passato. A monte del tratto oggetto di intervento, confluiscono nel Fosso Storto, la Fossa Sagramosa Tramarine, lo scolo Mirandolo e lo scolo Bolognese.

Lo scolo Mirandolo, fu scavato tra il 1194 e 1199 in occasione sempre della bonifica integrale di Palù. Ha origine da una sorgente situata in contrada Rivalunga in Comune di Zevio e, dopo aver costeggiato i confini settentrionali-orientali di Palù, si immette nel Fosso Storto in contrada Motte, dopo aver superato la pila omonima ormai dismessa.

La rete idraulica in questa zona è frutto di un’azione di bonifica che ha avuto inizio nel 1200. Risolto il problema dello scolo delle acque, la rete successivamente è stata integrata con corsi d’acqua aventi lo scopo di veicolare le portate per l’irrigazione. Con l’evoluzione dell’agricoltura, i mulini e le pile, presenti in questa zona hanno perso la loro funzionalità e con loro anche la rete di collettori necessari al loro funzionamento.

A questo vanno aggiunti, i diversi lavori che si sono resi necessari negli ultimi anni, per estendere il servizio irriguo che hanno portato a modificare parte della rete a servizio del bacino del Fosso Storto.

Il presidente

La condizione attuale – spiega il Presidente del Consorzio di Bonifica Veronese Antonio Tomezzoli – creava però problemi per il deflusso, perché la vicinanza della strada e gli esili argini, che dividono il fosso Storto dagli altri corsi d’acqua, causavano frane che ne riducevano la sezione e che non potevano essere sistemate per l’impossibilità di accedere sugli argini, che sono in parte privati e che hanno soprattutto dimensioni troppo esigue per il transito dei mezzi operativi.

L’intervento di ripristino della funzionalità idraulica del Fosso Storto – prosegue il Presidente del Consorzio che ha sede in Strada della Genovesa a Verona – ha rappresentato quindi anche l’occasione per porre in sicurezza la strada comunale e, al tempo stesso, ha anche permesso un importante intervento di riqualificazione ambientale del corso d’acqua.

Tra i vari interventi eseguiti dal Consorzio di Bonifica Veronese sul Fosso Storto, si è provveduto alla rimozione degli argini e al deposito del terreno per la chiusura degli scoli Turchetto delle Motte e Scolo delle Canne, alla realizzazione della nuova sponda sinistra del corso d’acqua con conseguente allargamento della strada e creazione di una banchina stradale e all’esecuzione di opere di ricomposizione ambientale, che consistono nella creazione di una fascia alberata lungo tutto lo sviluppo dell’intervento sul lato campagna.

I lavori sono terminati in dicembre, ma si è dovuto aspettare qualche giorno per riaprire la strada per attendere il perfetto compattamento della nuova banchina.

I lavori hanno avuto un costo complessivo di 280mila euro, dei quali 230mila a carico del Comune di Ronco all’Adige e 50mila a carico della Regione del Veneto.

 

Ufficio stampa

Consorzio di bonifica Veronese

Terrevolute – Un progetto per valorizzare il patrimonio materiale e immateriale nelle aree di bonifica del Veneto

Padova, 20 dicembre. Terre “evolute”, perché frutto di un secolare processo di evoluzione e miglioramento produttivo, economico e sociale, e terre “volute”, perché fortemente desiderate, ritenute indispensabili per le esigenze di una popolazione in continua crescita. È dunque un gioco di parole il nome del progetto scientifico Terrevolute. Valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale nelle aree di bonifica del Veneto realizzato dal Laboratorio di storia orale del Dipartimento di Scienze Storiche Geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova sotto la responsabilità scientifica della prof.ssa Elisabetta Novello, con il cofinanziamento di Consorzio di bonifica Bacchiglione e Consorzio di bonifica Adige Euganeo e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, i cui risultati sono stati presentati oggi nel corso di un convegno a Palazzo Bo, sede centrale dell’Ateneo patavino. (altro…)

IL CIPE CONFERMA 295 MILIONI PER L’IRRIGAZIONE ITALIANA. SIAMO SODDISFATTI PERCHE’ E’ UNA SCELTA LUNGIMIRANTE

“Dobbiamo rendere merito per  i 295 milioni  destinati ad infrastrutture irrigue, stanziati definitivamente dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e che si aggiungono ai 300 milioni, previsti dal Programma di Sviluppo Rurale Nazionale.”
A dirlo è stato Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale Consorzi  Gestione  Tutela  Territorio ed Acque Irrigue (ANBI), che ha espresso la soddisfazione del mondo dei Consorzi di bonifica e di irrigazione per un provvedimento, che significa il riavvio del Piano Irriguo Nazionale.

“Ampliare e migliorare l’irrigazione nel nostro Paese vuol dire non solo incrementare la qualità dei prodotti agricoli, ma incrementare la ricaduta ambientale di un uso produttivo della risorsa acqua, dalla cui disponibilità già oggi dipende l’84% del made in Italy agroalimentare” ha chiosato Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI. L’Italia è tra i Paesi europei, che maggiormente fanno ricorso all’irrigazione: è seconda in termini di superficie irrigata solo alla Spagna (circa 2,4 milioni di ettari contro i 3 milioni di ettari iberici) e quarta in termini di incidenza della superficie irrigata sulla S.A.U. (Superficie Agricola Utile) con circa il 9%, dopo Malta, Cipro e Grecia, che irriga circa il 20% ! della S.A.U. 

Per più della metà della S.A.U. irrigata in Italia (1.300.000 ettari su 2.400.000) l’irrigazione è gestita in maniera collettiva  dai Consorzi. In uno studio svolto con l’Università di Trieste, il Mi.P.A.A.F. (Ministero Politiche Agricole Alimentari Forestali) ha stimato il valore dell’irrigazione a partire dall’effetto prodotto sul valore dei suoli agrari. Dall’analisi è emerso che il Valore Agricolo Medio (V.A.M.) delle colture più importanti dal punto di vista economico (seminativo, frutteto, orto, prato) si aggira sui 40.000 euro/ha, con un massimo al Nord pari a 52.000 euro/ha ed il minimo nel Centro: 20.000 euro/ha. ! La presenza dell’irrigazione incide significativamente sul valore, introducendo una differenza fra irriguo e non irriguo pari a 13.500 euro/ha. In termini percentuali tale differenza è più elevata al Centro-Sud (60-80%) rispetto al Nord (39%) a causa delle differenze climatiche.
Nei seminativi, mediamente, l’incremento di valore riconducibile all’irrigazione è pari a circa il 27%. Il contributo massimo si registra per i suoli a colture specializzate: frutteto (+35%) e orto (+82%). Significativo è pure il contributo fornito al valore dei prati (+48%) che, nel Nord, richiedono elevati volumi d’acqua. “Ne consegue – ha concluso il Presidente ANBI – che l’irrigazione contribuisce in modo significativo al valore agricolo e quindi al reddito di tutte le principali colture praticate in Italia, diminuendo al contempo il rischio economico legato ai fattori meteorologici. E’ evidente che, in un’economia globalizzata, l’irrigazione è essenziale per la sopravvivenza di sistemi agricoli ital! iani, basati sulle colture specializzate, al Nord come al Sud.”

Lo sbarramento sul Brenta si farà

Lo sbarramento sul Brenta si farà.

Con  sentenza n.297/2016, il Tribunale Superiore delle Acque di Roma ha rigettato, perchè infondati, tutti gli argomenti contro lo sbarramento antintrusione salina alle foce del fiume Brenta. Il ricorso fu promosso dai titolari di darsene fluviali presenti lungo l’asta terminale dei fiumi Brenta-Gorzone. Ora il Provveditorato alle Opere Pubbliche, assieme alla Regione Veneto ed al Comune di Chioggia, con il Consorzio di Bonifica ed Ministero Per le Politiche Agricole valuteranno la modalità di realizzazione dell’opera strategica, attesa da oltre 16 anni.

Il Comune potrà, pertanto, dare il via libera alla radicale riprogettazione del sistema viario tra le due sponde del fiume, attualmente collegate esclusivamente dal ponte della Romea. (altro…)

Si chiude la stagione irrigua 2016 – il bilancio del Consorzio di bonifica Veronese

Con metà ottobre, e con l’ultimo turno dedicato specificatamente alle colture del kiwi, il Consorzio di Bonifica Veronese chiude i rubinetti dell’irrigazione in provincia di Verona e si iniziano a tirare le prime somme sulla stagione oramai alle spalle.

Il Consorzio di Bonifica Veronese si estende su una superficie di 160mila ettari, comprendendo 70 Comuni della provincia di Verona, e fornisce l’irrigazione al territorio con tre modalità differenti. La prima è l’irrigazione strutturata in pressione, che opera su quasi diecimila ettari raggiunti da una rete di oltre mille chilometri di condotte interrate. La seconda è l’irrigazione strutturata a scorrimento, che copre venticinquemila ettari serviti da quasi duemila chilometri di canali a cielo aperto e condotte interrate. La terza modalità, l’irrigazione di soccorso, interessa la zona sud della provincia dove, non essendo presente una rete irrigua strutturata, attraverso un’opera continua di manutenzione ed una capillare rete di canali naturali ed artificiali di oltre duemila chilometri permette di portare l’acqua a cinquantatremila ettari di terreni, convogliandola dalle risorgive e dalla zona di irrigazione strutturata.

Dal primo di aprile fino al 15 di ottobre – spiega il Presidente del Consorzio di Bonifica Veronese Antonio Tomezzoli – sono state quasi dodicimila le ditte agricole che hanno potuto lavorare grazie all’acqua fornita dal Consorzio. Oltre a tutta la struttura amministrativa e tecnica sempre di supporto, abbiamo dedicato alle attività specifiche dell’irrigazione ben 63 persone. Intensa è stata anche l’opera delle squadre manutenzione, che nel corso dell’estate hanno assicurato che gli impianti lavorassero sempre in efficienza intervenendo su manufatti e condotte, specie quelli di antica fabbricazione, maggiormente soggetti a perdite e rotture. Particolarmente significativi gli interventi eseguiti tra giugno e agosto a Cavaion, Rivoli Veronese, Sona, Valeggio sul Mincio, Sommacampagna, Lazise ed Isola della Scala.

Da sottolineare anche il costante sforzo di adeguamento tecnologico – prosegue Tomezzoli -, soprattutto attraverso la realizzazione di impianti a pressione che permettono la razionalizzazione della fornitura dell’acqua ai terreni, riducendo quasi a zero i rischi di spreco di questa preziosa risorsa. A maggio, ad esempio, è stato inaugurato il nuovo impianto in pressione della Valpolicella, a servizio di circa 200 aziende agricole su oltre 600 ettari di territorio, che ha funzionato da subito regolarmente e senza alcun problema. Anche gli impianti di Cavaion e Pastrengo sono stati profondamente rinnovati a livello di pompe e quadri elettrici, ora ispirati a criteri di massima efficienza ed affidabilità.

Durante la stagione irrigua 2016 il Consorzio di Bonifica ha erogato alle campagne veronesi circatrecento milioni di metri cubi d’acqua.Ricchezza vera per il territorio e non solo per l’agricoltura, con il grande valore aggiunto di contribuire in maniera determinante allavivificazione delle falde e dei fontanili, che senza l’apporto irriguo presente da oltre un secolo vedrebbero un progressivo impoverimento a causa dei cambiamenti climatici che registrano un aumento delle stagioni siccitose.

Uno sforzo enorme, anche energetico.

Ma a fronte di un consumo elettrico medio annuale di 9 milioni di chilowattora per il 90% assorbito dagli impianti di sollevamento irriguo –conclude Tomezzoli – siamo in grado di produrne autonomamente circa 3,28milioni da fonti rinnovabili, di cui 3 milioni a energia idroelettrica e 280mila da solare fotovoltaico, mitigando il fabbisogno da acquisire all’esterno.

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Fonte: http://portale.bonificaveronese.it/si-chiude-la-stagione-irrigua-2016-il-consorzio-di-bonifica-veronese-ha-distribuito-sul-territorio-300-milioni-di-metri-cubi-dacqua/

Un nuovo impianto pluvirriguo a Bassano

È stato inaugurato sabato 8 ottobre alla presenza delle autorità il nuovo impianto pluvirriguo recentemente introdotto nella centrale di pompaggio di via San Bortolo.

L’impianto è stato realizzato dal Consorzio di Bonifica Brenta e interessa 250 ettari nei territori di Bassano, Romano e Pove. Si tratta di una centrale di pompaggio che con acque prelevate dal fiume Brenta mette in pressione una rete di tubazioni sotterranee che raggiungono le varie proprietà agricole interessate. Il progetto iniziale è del 2004.

I fondi statali sono pervenuti nel 2013 attraverso un finanziamento di circa 3,5 milioni di euro del ministero delle Politiche Agricole. Il Consorzio ha poi appaltato i lavori, concludendoli nei tempi previsti e consentendo l’utilizzo irriguo già dall’estate del 2015. Con una parte del finanziamento si è potuto anche completare l’impianto più a sud, che si sposta tra Romano, Cassola, Mussolente e Rosà, per altri 450 ettari.

Con queste opere, il Consorzio di Bonifica Brenta arriva a 9 mila ettari irrigati a pioggia, sul totale di 30 mila ettari irrigati.

“L’irrigazione a pioggia arreca grandi benefici – spiega il presidente del Consorzio di Bonifica Brenta, Enzo Sonza – tra cui un notevole risparmio idrico e lo sviluppo di colture agrarie specializzate, grazie ad un impianto più moderno che utilizza sistema a pressione. L’impianto, inoltre, è stato predisposto per ulteriori allacciamenti futuri, a favore di altre aree meritevoli e per cui c’è forte richiesta da parte del mondo agricolo. Si auspica, nell’occasione, di coinvolgere le istituzioni al fine del reperimento dei fondi necessari”.

 

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