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PRESENTATA LA 2^ ED. DI TERREVOLUTE | FESTIVAL DELLA BONIFICA: I RISCHI E LE OPPORTUNITA’ LEGATE ALL’ACQUA TEMA DI QUEST’ANNO

A maggio, per quattro giorni, il Veneto torna al centro del dibattito nazionale sulla relazione tra uomo, risorsa idrica e territori di pianura. Tema della seconda edizione di Terrevolute | Festival della Bonifica è l’acqua quale fattore di rischio e al contempo opportunità di sviluppo dei territori. A San Donà di Piave, dal 16 al 19 maggio.

Dalla tempesta Vaia, che lo scorso autunno mise in ginocchio buona parte del Veneto, alla “sostanza organica”, fondamentale per rendere i terreni fertili e ottimizzare il consumo d’acqua in ambito agricolo. La seconda edizione di Terrevolute | Festival della Bonifica, organizzato da Anbi Veneto, con i suoi 11 Consorzi di Bonifica – Adige Euganeo, Adige Po, Acque Risorgive, Alta Pianura Veneta, Bacchiglione, Brenta, Delta del Po, L.E.B. (Lessinio Euganeo Berico), Piave, Veneto Orientale, Veronese – e dall’Università degli Studi di Padova, avrà luogo a San Donà di Piave (Ve) dal 16 al 19 maggio p.v., nel territorio del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale, e sarà incentrata quest’anno sulle opportunità, le sfide, i rischi legati alla risorsa idrica.

Le tematiche, il programma e gli obiettivi sono stati presentati venerdì 22, Giornata Mondiale dell’Acqua, a Padova, presso l’Orto Botanico, durante l’incontro-tavola rotonda “Per uno sviluppo sostenibile e partecipato dei Territori di Bonifica” organizzato dal Consorzio di Bonifica Bacchiglione e dall’Università degli Studi di Padova, in collaborazione con Anbi Veneto.

Ideatrice e curatrice di Terrevolute è Elisabetta Novello, docente di Storia economica presso il Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità. Il Festival rientra a pieno titolo fra le modalità attraverso le quali il settore interpreta la Settimana Nazionale della Bonifica, iniziativa promossa da molti anni da Anbi Nazionale per sensibilizzare la cittadinanza sulla gestione attenta della risorsa idrica e sulla difesa del suolo. Tale iniziativa è declinata in ambito locale dalle Anbi Regionali e dai Consorzi di Bonifica.

Prosegue, così, dopo il successo della prima edizione – oltre 5.000 visitatori, tour, spettacoli e convegni “sold out” – il percorso di avvicinamento alla celebrazione, nel 2022, dei 100 anni dal Primo Congresso Regionale per le Bonifiche Venete che si svolse a San Donà di Piave nel 1922. In quell’occasione venne sviluppata una nuova idea di bonifica, già maturata da alcuni anni, secondo la quale gli interventi di trasformazione di territori improduttivi e malsani dovevano essere coordinati fra di loro fin dalla prima fase progettuale: una ‘bonifica integrale’ che alle azioni tese al prosciugamento unisse quelle di sanificazione, di irrigazione, di fornitura di acqua potabile, di predisposizione di infrastrutture, di gestione dei bacini montani.

Confermata per l’edizione 2019 di Terrevolute la curatela artistica di Andrea Pennacchi, regista e attore teatrale e televisivo, che sta definendo il cartellone degli spettacoli – con la presenza di artisti di calibro nazionale – incentrati sul rapporto tra uomo e risorsa idrica. Tutti i dettagli su www.festivalbonifica.it

Il successo della prima edizione di Terrevolute dimostra quanto sia vivo l’interesse dei cittadini verso il territorio, un interesse che va inquadrato nel contesto generale di attenzione ai mutamenti climatici che vede l’alternarsi di lunghi periodi siccitosi a nubifragiafferma Giuseppe Romano, presidente di Anbi Veneto -. Da questa riflessione parte la seconda edizione del Festival che ha come focus l’acqua quale fattore di rischio e al contempo opportunità per i territori. I Consorzi di Bonifica del Veneto che gestiscono 26mila km di canali, 400 idrovore, servendo 4,5 milioni di cittadini su una superficie di 1,2 milioni di ettari, sono ben consapevoli che la vera ricchezza per un territorio sono cittadini informati e responsabili e Istituzioni attente ed efficienti. Il festival – continua Romano – nasce proprio con l’obiettivo, condiviso dall’Anbi nazionale, Università di Padova, organizzazioni agricole, comuni e Regione di mantenere vivo il dibattito sull’importanza di una gestione attenta della risorsa idrica.”

«La tutela del territorio e il suo sviluppo sostenibile sono temi centrali per il nostro Ateneo – afferma il rettore dell’Università di Padova, Rosario Rizzuto -. Ed è per questo motivo che siamo lieti di portare il nostro contributo a manifestazioni diffuse che puntano a sensibilizzare cittadinanza e studenti su argomenti sempre più cruciali. Così come è essenziale gestire in maniera responsabile e solidale le risorse che il territorio ci mette a disposizione: ed è il messaggio che ci viene ricordato oggi, Giornata mondiale dell’acqua, data non a caso scelta per la presentazione di Terrevolute-Festival della Bonifica».

La Giornata mondiale dell’acqua nasce con l’obiettivo di richiamare l’attenzione pubblica su di una gestione etica e responsabile della risorsa idricaspiega la prof.ssa Elisabetta Novello, curatrice del Festival -. Non è un caso, quindi, che proprio in questa giornata si sia scelto di presentare la seconda edizione di “TerreEvolute | Festival della Bonifica”, contenitore scientifico e culturale che ha come principale obiettivo quello di dare spazio e nuova linfa ai temi della sostenibilità e della tutela del territorio. L’ambiente nel quale siamo ospiti è un patrimonio prezioso che merita di essere conosciuto, valorizzato e partecipato. La salvaguardia di tale ricchezza può essere garantita solo se tutti, ognuno negli ambiti di propria competenza, si impegnano nella realizzazione di azioni condivise”.

Il format

Confermato anche il format di successo della prima edizione, un mix di spettacoli di piazza, tavole rotonde, presentazioni di libri, progetti didattici, laboratori per i più piccoli, visite guidate, concerti, mostre, eventi gastronomici. Una programmazione articolata che si rivolge a cittadini ma anche agli addetti ai lavori, agli amministratori, agli studenti e che vuole sensibilizzare la cittadinanza sul ruolo cruciale di una corretta e oculata gestione della risorsa idrica.

Tra le novità della seconda edizione, il taglio scientifico del Festival. Già dall’inizio del 2019 alcune commissioni tecnico-scientifiche, composte da docenti universitari provenienti da diversi Atenei italiani ed esperti del mondo della bonifica, sono all’opera per produrre documenti programmatici su alcune tematiche di rilievo per lo sviluppo delle aree di bonifica. Durante il Festival il risultato delle Commissioni verrà presentato e discusso pubblicamente alla presenza di politici nazionali e locali, rappresentanti delle amministrazioni pubbliche, portatori di interesse. Tutti i documenti presentati saranno poi condivisi nel sito web.

Quattro i temi affrontanti: “Intervenire sul territorio per migliorare la gestione del rischio idraulico e geomorfologico” (giovedì 16 maggio, mattina); “A dieci anni dall’emanazione della l.r. 08/05/2009, n. 12: Nuove norme per la bonifica e la tutela del territorio” (giovedì 16 maggio, pomeriggio); “Paesaggio e turismo culturale: strategie per la valorizzazione del territorio” (venerdì 17 maggio, mattina); “La sostanza organica per migliorare le caratteristiche fisiche e idrologiche dei suoli agrari” (venerdì 17 maggio, mattina). Completa il programma scientifico la tavola rotonda a cura dei ricercatori under 40 anni di AISSA, Associazione Italiana Società Scientifiche Agrarie dedicata ad “Acqua e agricoltura” (venerdì 17 maggio, pomeriggio). Le iniziative scientifiche saranno anche valevoli per il conseguimento di crediti formativi degli iscritti agli ordini professionali. Sabato mattina avrà luogo l’evento “Università in Piazza”: 8 docenti dell’Ateneo patavino terranno delle brevi lezioni agli studenti delle scuole di San Donà in Piazza Indipendenza, introdotti da Andrea Pennacchi che, per l’occasione, interpreterà il ruolo di Galileo Galilei.

Altro aspetto fondamentale, in continuità con la prima edizione, è il programma di tour in bici e bus nei luoghi della bonifica. Queste alcune tra le destinazioni delle visite guidate da personale del Consorzio di Bonifica del Veneto Orientale: Idrovora di Torre di Fine, Idrovora del Termine, Idrovora Valle Tagli, Azienda Agricola Tre Case, Idrovora di Cittanova, Ponte sostegno di Brian, Azienda agricola «La Fagiana», Azienda Genagricola di Ca’ Corniani, Ca’ Savio.

Tra le proiezioni che si terranno presso la sede del Consorzio di Bonifica del Veneto Orientale figurano il documentario sulla bonifica di Ca’ Corniani di Caorle (giovedì 18 maggio) realizzato dal Laboratorio di Storia Orale dell’Università di Padova, e il video realizzato presso l’Idrovora di Santa Margherita di Codevigo (Pd) dagli studenti del Master in sceneggiatura Mazzacurati dell’Università di Padova.

Vi saranno anche iniziative dedicate alle scolaresche, con la lezione plenaria conclusiva del Progetto Scuola di Anbi Vento “Alla Scoperta del meraviglio Mondo dell’Acqua” che porterà a San Donà di Piave studenti da tutto il Veneto, e il progetto didattico del Consorzio Veneto Orientale “Tra altura e bassura, percorsi di bonifica”.

Altre iniziative sono in fase di organizzazione con la collaborazione delle associazioni agricole Coldiretti, Confagricoltura e CIA.

 

Ufficio stampa Anbi Veneto

Mauro Poletto – comunicazione@anbiveneto.it – 041 716533

22 MARZO 2019, GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA: SI PRESENTA A PADOVA LA 2^ ED. DI TERREVOLUTE | FESTIVAL DELLA BONIFICA

“Per uno sviluppo sostenibili e partecipato dei territorio di bonifica” è il titolo dell’incontro che Consorzio di Bonifica Bacchiglione e Università di Padova, in collaborazione con Anbi Veneto, hanno organizzato per il 22 marzo, Giornata Mondiale dell’Acqua, presso l’Orto Botanico di Padova, con inizio alle ore 9.00. Momento fondamentale della mattinata è il lancio della 2^ ed. di Terrevolute | Festival della bonifica.

Torna Terrevolute, la seconda edizione del Festival della Bonifica, in programma dal 16 al 19 maggio a San Donà di Piave con un approfondimento sull’acqua come fattore di rischio e opportunità di sviluppo per i territori. Il focus è ancora una volta il rapporto tra l’uomo e l’ambiente, tema che si pone essere al centro del dibattito nazionale grazie a una iniziativa promossa dagli 11 Consorzi di Bonifica della regione Veneto, con il sostegno dell’Università degli Studi di Padova e di Anbi e della sua diramazione regionale.
Dalla tempesta Vaia, che lo scorso autunno mise in ginocchio buona parte del Veneto, alla “sostanza organica”, fondamentale per rendere i terreni fertili e ottimizzare il consumo d’acqua in ambito agricolo.
Le tematiche, il programma e gli obiettivi saranno presentati venerdì 22 marzo con inizio alle ore 9 a Padova nell’Auditorium dell’Orto Botanico, durante l’incontro-tavola rotonda “Per uno sviluppo sostenibile e partecipato dei Territori di Bonifica” organizzato nel contesto della Giornata Mondiale dell’Acqua dal Consorzio di Bonifica Bacchiglione e dall’Università degli Studi di Padova, in collaborazione con Anbi Veneto.

Tra le novità della seconda edizione, il taglio scientifico del Festival. Già dall’inizio del 2019 alcune commissioni tecnico-scientifiche, composte da docenti universitari provenienti da diversi Atenei italiani ed esperti del mondo della bonifica, sono al lavoro per produrre documenti programmatici su alcune tematiche di rilievo per lo sviluppo delle aree di bonifica. Durante il Festival il risultato delle Commissioni verrà presentato e discusso pubblicamente alla presenza di politici nazionali e locali, rappresentanti delle amministrazioni pubbliche, portatori di interesse. Tutti i documenti presentati saranno poi condivisi nel sito web.

Prosegue, così il Festival che ha visto un grande successo nella sua prima edizione con oltre 5.000 visitatori, tour, spettacoli e convegni “sold out” . Confermata per l’edizione 2019 di Terrevolute la curatela artistica di Andrea Pennacchi, regista e attore teatrale e televisivo, che vedrà un programma di artisti di calibro nazionale – che si alterneranno sul tema del rapporto tra uomo e risorsa idrica.

 

IL PROGRAMMA

 

9.00 – 10.30

Saluti istituzionali

Presentazione di TerrEvolute | Festival della bonifica – edizione 2019
Prof.ssa Elisabetta Novello – Curatrice del Festival, Dott. Andrea Pennacchi – Direttore Artistico

Illustrazione dei Comitati tecnico-scientifici:

1 . La sostanza organica per migliorare le caratteristiche fisiche e idrologiche dei suoli agrari
Prof. Maurizio Borin e Prof. Francesco Morari – DAFNAE

2. Intervenire sul territorio per migliorare la gestione del rischio idraulico e geomorfologico
Prof. Marco Borga – TESAF e Prof. Paolo Salandin – ICEA

3. A dieci anni dall’emanazione della l.r. 08/05/2009, n. 12: Nuove norme per la bonifica e la tutela del territorio
Prof.ssa Patrizia Marzaro – DiPIC

4. Paesaggio e turismo culturale: strategie per la valorizzazione del territorio
Prof.ssa Benedetta Castiglioni e Prof.ssa Elisabetta Novello – DiSSGeA

5. AISSA#under40: Acqua e agricoltura
Dott. Carmelo Maucieri e Dott. Carlo Nicoletto – DAFNAE

 

10.30 – 11.30

La complessità del nodo idraulico di Padova
Ing. Francesco Veronese, Direttore Consorzio di bonifica Bacchiglione

“Valorizziamo i canali cittadini”: un progetto di utilità sociale
Prof. Luca Palmeri e Ing. Alberto Barausse [Laboratorio di analisi dei sistemi ambientali – DII Università di Padova]

#Respect: “Conosci le acque del tuo Consorzio”
Paolo Ferraresso [Consorzio di bonifica Bacchiglione]; Dott. Eriberto Eulisse [Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua]

“Convergenze: Narrazioni Fluide da Cristalli di Memoria”
Progetto Argonauti – in collaborazione con il Master di Sceneggiatura Carlo Mazzacurati (Sillumina 2017 SIAE- MiBACT)
Prof.ssa Farah Polato e Marina Zangirolami

 

11.30 – 13.00

Tavola rotonda
Giuseppe Pan [Regione del Veneto]; Giuseppe Romano [Anbi Veneto]; Maurizio Borin [Università degli Studi di Padova]; Paolo
Ferraresso [Consorzio di bonifica Bacchiglione]; Andrea Micalizzi, Chiara Gallani [Comune di Padova]; Massimo Bressan [Coldiretti
Padova]; Roberto Betto [Cia Padova]; Michele Barbetta [Confagricoltura Padova]

Introduce e coordina la Dott.ssa Carla Menaldo – Respondabile Ufficio Stampa UniPd

 

13.00

Aperitivo e buffet

 

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ANBI E I CONSORZI DI BONIFICA SUPPORTANO LE INIZIATIVE DI #FRIDAYSFORFUTURE #CLIMATESTRIKE

Anbi e i Consorzi di Bonifica e Irrigazione operano quotidianamente per la salvaguardia dei territori nella piena consapevolezza dell’importanza e della fragilità dell’ambiente.

Ogni giorno lavoriamo per garantire l’irrigazione alle colture, contrastare il rischio idrogeologico, garantire un habitat favorevole agli animali, alle piante e ovviamente all’essere umano; qui in Veneto siamo poi alle prese con altri temi fondamentali quali la ricarica delle falde acquifere e il contrasto alla risalita dell’acqua marina nei fiumi, ancor più insidiosa quando la portata dei fiumi diminuisce, ove possibile produciamo anche energia idroelettrica contenendo così l’emissione di CO2. Ogni giorno ci confrontiamo con le minacce legate ai mutamenti climatici causati dall’azione sconsiderata dell’uomo. Gran parte della nostra progettualità, dell’azione quotidiana sul territorio è atta a contrastare i rischi causati da nubifragi sempre più imprevedibili e violenti, ma anche legati ai lunghi periodi siccitosi che compromettono la qualità dell’aria e le colture.

In ragione di tutto ciò non possiamo che accogliere con la massima convinzione l’iniziativa contro i cambiamenti climatici della giovane Greta Thunberg e del movimento “Student Climate Network – Fridays For Future”. Anche noi diamo il nostro massimo sostegno alle iniziative #FridaysForFuture #ClimateStrike.

COLDIRETTI INCONTRA IL VENETO DELLA BONIFICA: AUTOGOVERNO DEI CONSORZI GARANZIA PER LA TUTELA DEL TERRITORIO

Duecento amministratori tra  agricoltori, rappresentanti dei cittadini e sindaci hanno oggi affollato la sala dell’hotel Laguna Palace di Mestre al convegno organizzato da Coldiretti Veneto, in collaborazione con Anbi, sul sistema della bonifica veneta quale eccellenza del Paese.

“I numeri parlano chiaro – ha detto in apertura dei lavori il direttore dell’Anbi regionale Andrea Crestani – 12mila kmq di territorio servito (il 60% della Regione), quasi 5 milioni di assistiti (l’89% della popolazione), 26 mila km di canali irrigui e di scolo, circa 400 idrovore (delle 700 totali in Italia).  Un esempio nazionale per professionalità, capacità d’intervento, progettualità e innovazione,  il tutto sostanziato ulteriormente da conti in ordine, sprechi azzerati e senza oneri sul bilancio regionale”. Un biglietto da visita che non lascia dubbi sul modello virtuoso di controllo e manutenzione del territorio basato sull’autogoverno, la sussidiarietà, l’autonomia finanziaria.

“Giusto fare un po’ di storia – ha spiegato Massimo Gargano direttore dell’Anbi nazionale – l’intuizione a cui si devono i moderni consorzi sta in un Regio Decreto n.12 del 1933 “Nuove norme per la bonifica integrale”, se non fu visionaria, per certo fu innovativa affidando agli abitanti di una certo comprensorio il compito di programmare le attività irrigue e idrogeologiche, segnalare le straordinarietà ma soprattutto prevenirle con la cura e la manutenzione del paesaggio nel rispetto dell’equilibrio naturale”.

“La legge regionale del 2009 mise i puntini sulle “i” disciplinando le funzioni, semplificando l’organigramma, aggregando  ulteriormente,  applicando il principio comunitario di precauzione e prevenzione del danno ambientale – ha sottolineato Giuseppe Romano, presidente di Anbi Veneto – anticipando con saggezza e preparando le strutture normativamente, dotandole di strumenti adeguati per quanto sarebbe accaduto negli anni successivi, eventi alluvionali e fenomeni atmosferici fuori dall’ordinario che hanno visto il pronto intervento di Sindaci schierati con la Protezione Civile, i tecnici consortili nonché i funzionari della Regione insieme ovviamente agli imprenditori agricoli. L’azione nel momento dell’urgenza ha scardinato gerarchie e favorito la consapevolezza che difronte ai cambiamenti climatici non si è mai sufficientemente pronti nonostante i guanti e i caschetti in dotazione”.

Il presidio dei primi cittadini e la loro responsabilità rispetto al dissesto idrogeologico del 91% dei comuni è stato testimoniato da Maria Rosa Pavanello presidente di Anci Veneto.  Secondo i dati Ispraa oltre un milione di persone vive in aree a pericolosità da frana elevata e più di 6 milioni in zone a pericolosità idraulica. La popolazione più a rischio si trova  in Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Lombardia, Veneto e Liguria.

Sul patrimonio di storia, abilità e competenza da difendere e valorizzare è intervenuto Daniele Salvagno presidente di Coldiretti Veneto, che alla luce quanto accaduto anche recentemente, dalle alluvioni ai tornado fino alla siccità, ha invocato soluzioni e politiche adatte. “Un ragionamento sul risparmio della risorsa idrica e la sua conservazione va avviato e ovviamente  condiviso  dai consumatori, dagli ambientalisti oltre che dagli attori principali della campagna”.

Di capitale umano ha parlato Onofrio Rota, Segretario Generale Fai Cisl: “Metteremo in campo un’agenda agroalimentare, industriale e ambientale riformatrice, che leghi le istanze della produttività con quelle della giustizia sociale. Il binario da seguire è composto dal lavoro, che deve essere sostenuto e ben contrattualizzato. La nostra strategia è la negoziazione con le istituzioni locali e non”.

In chiusura il direttore  Pietro Piccioni, non ha perso l’occasione di evidenziare la disponibilità di Coldiretti al dialogo per procedere, con la forma della concertazione, lungo un percorso di studio e ricerca per esaltare il ruolo degli enti consortili in una prospettiva di sviluppo ecosostenibile.

CONSORZI DI BONIFICA DEL VENETO: IL VALORE DELL’AUTOGOVERNO. UN INCONTRO PROMOSSO DA COLDIRETTI, CON LA COLLABORAZIONE DI ANBI

Il biglietto da visita del sistema consortile veneto è fatto di una serie di numeri non indifferenti a cominciare dai  12mila kmq di territorio servito (il 60% della Regione), dai quasi 5milioni di cittadini assistiti (l’89% della popolazione), 26mila km di canali irrigui e di scolo, circa 400 idrovore (delle 700 totali in Italia). Un esempio nazionale per professionalità, capacità d’intervento, progettualità e innovazione: il tutto sostanziato ulteriormente da conti in ordine, sprechi azzerati e senza oneri sul bilancio regionale.

Le esperienze maturate, i risultati raggiunti, le sfide future del sistema della Bonifica a servizio del territorio, dei suoi cittadini, della sua agricoltura sono al centro dell’incontro che Coldiretti Veneto, in collaborazione con ANBI e ANBI Veneto, ha organizzato per giovedì 7 marzo, alle ore 10.00, presso l’hotel Laguna Palace di Venezia-Mestre (Viale Ancona 2)

PROGRAMMA DEI LAVORI

SALUTI
Daniele SALVAGNO, Presidente Coldiretti Veneto

RELAZIONE INTRODUTTIVA
Il sistema veneto dei Consorzi di Bonifica
Andrea CRESTANI, direttore di Anbi Veneto

TAVOLA ROTONDA
Daniele SALVAGNO, Presidente Coldiretti Veneto
Massimo GARGANO, Direttore Anbi
Giuseppe ROMANO, Presidente Anbi Veneto
Maria Rosa PAVANELLO, Presidente Anci Veneto
Onofrio ROTA, Segretario Generale FAI CISL
Claudio MARTINO, avvocato, Studio Legale Compagno

CONCLUSIONI
Pietro PICCIONI, Direttore Coldiretti Veneto

Modera: Fabrizio STELLUTO, giornalista

 

 

  • archivio Consorzio Adige Po

CONSORZIO ADIGE PO: UN LIBRO RACCONTA LA NASCITA DELL’ARCHIVIO

Poco più di un anno fa il Consorzio di Bonifica Adige Po ha inaugurato il proprio archivio storico: oltre 6.000 documenti raccolti nella splendida idrovora San Marco alle porte di Rovigo. Un volume, appena pubblicato, ripercorre la nascita dell’archivio fornendo un nuovo punto di vista su un territorio ricco di storia e di grande interesse ambientale.

È stato presentato mercoledì 20 febbraio 2019 presso il palazzetto “Le Campagne Vecchie” di Rovigo il libro che racconta la nascita del nuovo archivio storico del Consorzio di Bonifica Adige Po, inaugurato nell’ottobre 2017 presso l’impianto idrovoro San Marco, alle porte della città.

Il Presidente del Consorzio, Mauro Visentin afferma “che è stato sicuramente uno sforzo economico importante quello necessario per mettere in sicurezza la documentazione del Consorzio. Documenti che in realtà parlano della storia e delle vicende non solo della bonifica, ma, di riflesso, di tutto il territorio polesano. Il patrimonio archivistico posseduto oggi dal Consorzio risulta culturalmente, ma anche materialmente, molto consistente. È formato infatti da oltre 6000 pezzi fra buste e registri, con documenti a partire dal 1486. In questo contesto – continua il Presidente Visentin – credo sia un onore, per me, per il Consiglio di Amministrazione, per i Consiglieri dell’Assemblea consortile, aver consolidato il tutto con la presentazione di un libro che raggruppa tutte le notizie del nostro archivio. Tutte le autorità civili e militari e le persone intervenute alla presentazione della Guida archivistica hanno modo di valutare, anche con i nostri relatori, l’importanza dell’intervento fatto”.

Autori del volume sono Francesco Ennio, Francesca Pivirotto e Stefano Cattozzo, il coordinamento dell’opera è stato affidato a Giancarlo Mantovani, direttore generale del Consorzio.

Oltre alla “Presentazione” del presidente del Consorzio Mauro Visentin e alla “Prefazione” di Simona Angelini dirigente MIPAAFT, il volume si articola in sei capitoli: “Il progetto, il bando della Fondazione, la Soprintendenza archivistica e l’iter realizzativo”, “Il sito prescelto presso l’idrovora S. Marco”, “L’archivio del Consorzio Adige Po”, “Mappa topografica dei fondi”, “L’inaugurazione dell’Archivio San Marco, 25 ottobre 2017: rassegna fotografica”, “L’archivio e la sua disciplina normativa”. Completano l’opera La Guida contiene in allegato i “Piani di classificazione e conservazione della documentazione archivistica consorziale approvati dalla Soprintendenza Archivistica del Veneto e del Trentino Alto Adige e la Bibliografia.

Vai al sito del Consorzio di Bonifica Adige Po

BARRIERA ANTI SALE SUL PO: SÌ DA CONSORZIO E AUTORITÀ DI BACINO

Una maxi barriera mobile in grado di consentire il normale deflusso delle acque dolci da monte verso la foce del fiume Po e al contempo capace di impedire il passaggio dell’acqua salata nell’opposta direzione. E’ questa un’accreditata soluzione volta a contrastare la risalita del cuneo salino nel Delta.

Nei giorni scorsi, nella sede del Consorzio di Bonifica Delta del Po, il presidente dell’ente Adriano Tugnolo e il direttore generale Giancarlo Mantovani hanno incontrato – in una sessione tecnica mirata – il Segretario dell’Autorità di Distretto del Fiume Po Meuccio Berselli e con lui hanno esaminato l’ipotesi idraulica che contempla il posizionamento della maxi barriera.

All’incontro hanno preso parte anche AIPO e Arpa Veneto. Il problema della risalita del cuneo salino infatti ha assunto negli ultimi anni carattere di particolare intensità rischiando di minacciare aree ambientali e produttive sempre più vaste causando danni di ingente entità. A partire dai primi Anni 2000 gli effetti della risalita del cuneo salino registrati a Pontelagoscuro (FE) – a parità di portata – si sono palesati in modo decisamente più evidente così come la stessa lunghezza del perimetro di risalita dei flussi di acqua salata. Precedentemente, nel corso degli Anni ’80 e 90’ la realizzazione di barriere antisale a livello sperimentale alla foce del Po di Gnocca e alla foce del Po di Tolle videro svanire l’ambizione idraulica delle azioni a causa della risalita repentina che si verificò sul Po di Pila, proprio per questo oggi occorre una soluzione che possa assicurare garanzie di durata ed efficacia.

Oltre alla pratica irrigua – che nell’area rappresenta un essenziale valore economico per le comunità – la mancanza di una metodologia valida nel contrasto della progressiva salinizzazione della risorsa idrica rischia di toccare da vicino anche l’uso idropotabile viste le importanti derivazioni a Ponte Molo e Sabbioni nei Comuni di Taglio di Po e Corbola. In più una presenza massiccia di acqua salata in aree piuttosto distanti dall’Adriatico comporta un contestuale “aumento della concentrazione salina” della falda (dolce) con conseguente possibilità di microdesertificazione dei terreni a vocazione agricola e cambiamento sostanziale dell’habitat nel Parco Regionale del Veneto del Delta del Po e nelle limitrofe aree Natura 2000.

La barriera antisale realizzata con tecnologie avanzate in grado di rispondere alle esigenze del territorio – ha commentato il Segretario Berselli – rappresenta uno strumento utile per regolare al meglio il flusso delle acque bloccando così la risalita del cuneo salino; aggiungo anche che la stessa barriera può rappresentare una sorta di invaso, una vera e propria risorsa irrigua aggiuntiva ed alternativa con possibile impiego stagionale dell’acqua accumulata in periodi siccitosi sempre più frequenti. Soddisfazione per la proficua collaborazione che si sta concretizzando con il Consorzio di Bonifica Delta del Po e con il territorio tutto”.

Da sx a dx: Giancarlo Mantovani, direttore del Consorzio di Bonifica Delta del Po; Adriano Tugnolo, presidente del Consorzio; Meuccio Berselli, segretario generale dell’Autorità di Bacino del Fiume Po.

  • Bacino sul Lusore

UTILE ALL’UOMO E ALL’AMBIENTE: È IL NUOVO BACINO ANTI ALLUVIONE SUL LUSORE, NEL VENEZIANO

Previene il rischio idraulico, contribuisce a depurare le acque e al contempo rappresenta un’area di biodiversità: il nuovo bacino sul canale Lusore, in provincia di Venezia, è un ottimo esempio di come i Consorzi di Bonifica, con la realizzazione di un’unica opera, siano in grado di aiutare il territorio sotto più punti di vista.

Il Consorzio di Bonifica Acque Risorgive (con sede a Venezia-Mestre) ha recentemente ultimato il bacino anti-alluvione che salverà gran parte dei comuni di Santa Maria di Sala e Mirano, nel veneziano, dal rischio idraulico. L’opera, il cui costo si aggira intorno ai 2 milioni di euro, si articola in 5 bacini interconnessi che occupano un’area di 4 ettari. È situata alla confluenza tra due canali di scolo, il Lusore e il Fiumicello, in località Caltana a Santa Maria di Sala. Lo sbarramento, l’ingresso e l’intercettazione delle acque vengono garantiti dai due manufatti, uno per scolo, mentre l’uscita e la restituzione dell’area umida viene regolata da un terzo manufatto posto in corrispondenza della confluenza dei due canali.

Con il bacino nasce anche un’area umida con valenza ambientale. Grazie alla realizzazione di un canneto si favorirà infatti il processo di depurazione delle acque, con l’obiettivo di abbattere una quantità pari al 15% di azoto e al 10% di fosforo. Nella realizzazione del bacino sono state inoltre piantumate 2.300 piante di 16 specie diverse di alberi e arbusti tra i quali: l’acero campestre, l’ontano nero, l’olmo campestre, la farnia, il frassino, il biancospino, il nocciolo.

L’intervento – spiega il presidente del Consorzio di bonifica, Francesco Cazzaro – si inserisce nel più ampio progetto che stiamo portando avanti da tempo e che si ispira ad un modello di sviluppo sostenibile nella tutela e gestione delle acque. Esso si fonda sulla rimozione di rivestimenti di calcestruzzo che impediscono il contatto dell’acqua con l’ambiente circostante, allargando le sezioni e riducendo la pendenza delle sponde così da avere una maggiore varietà di specie vegetali nella zona riparia e favorire processi naturali di fitodepurazione. Attraverso la ricalibratura degli alvei miglioriamo l’effetto tampone sui nutrienti come azoto e fosforo che altrimenti finirebbero in laguna. Le aree umide, come quella che abbiamo realizzato anche sullo scolo Lusore a Santa Maria di Sala, trattengono l’acqua, rallentandone il deflusso, e favoriscono la complessità biologica dell’ambiente”.

Ma i lavori riguardanti l’area non finiscono qui:  utilizzando le economie risultanti dal ribasso d’asta, entro l’estate verranno realizzati ulteriori lavori complementari come la sistemazione della scarpata in certi tratti franata dei canali Lusore e Fiumicello e la posa di un cavidotto per l’allacciamento alla rete Enel per l’alimentazione delle opere elettromeccaniche. È in corso inoltre il progetto di queste ultime che permetteranno, insieme all’installazione del telecontrollo, la gestione e ottimizzazione del funzionamento del sistema idraulico e ambientale.

 

Leggi la news nel sito del Consorzio di Bonifica Acque Risorgive

 

Il nuovo bacino sullo scolo Lusore sorge tra Santa Maria di Sala e Mirano, in provincia di Venezia

  • Trivellazioni Polesine Subsidenza

TRIVELLAZIONI, POLESINE: I CONSORZI DI BONIFICA DICONO NO

Anbi e i Consorzi di Bonifica del Polesine esprimono contrarietà per le misure di legge che possono preludere a nuove trivellazioni nell’Alto Adriatico. La provincia  di Rovigo sta ancora fronteggiando gli effetti disastrosi dei prelievi di gas metano avvenuti tra gli anni ’30 e ’60 dal secolo scorso.

Non si può rifinanziare, grazie ad un impegno politico trasversale da noi sollecitato, la cosiddetta Legge Ravenna, con lo stanziamento di 26 milioni di euro dal 2018 al 2024 per mitigare le conseguenze della subsidenza e contestualmente rischiare di riaccenderne le cause, creando le condizioni per  trivellazioni anche nell’Alto Adriatico”: a dichiararlo è Francesco Vincenzi, Presidente nazionale di Anbi, aderendo all’invito dei Presidenti dei  Consorzi di bonifica rodigini Adige Po e Delta del Po, i cui presidenti, Mauro Visentin e Adriano Tugnolo, dichiarano: “Non vogliamo più alluvioni, non vogliamo più che il territorio si abbassi. Le conseguenze sono state disastrose per il  Polesine.”

I territori delle province di Rovigo, Ferrara e del comune di Ravenna – ricorda Giancarlo Mantovani, Direttore dei Consorzi di bonifica polesani – sono stati interessati dallo sfruttamento di giacimenti metaniferi dal 1938 al 1964; l’emungimento di acque metanifere innescò un’accelerazione, nell’abbassamento del suolo, decine di volte superiore ai livelli normali: agli inizi degli anni ‘60 raggiunse punte di 2 metri ed oltre, con una velocità stimabile fra i 10 ed i 25 centimetri all’anno; misure successive hanno dimostrato che l’abbassamento del territorio ha avuto punte massime di oltre 3 metri dal 1950 al 1980. Successivi rilievi effettuati dall’Università di Padova hanno evidenziato un ulteriore abbassamento di 50 centimetri nel periodo 1983-2008 nelle zone interne del Delta del Po.

L’ “affondamento” del Polesine e del Delta Padano ha causato un grave dissesto idraulico e idrogeologico, nonché ripercussioni sull’economia e la vita sociale dell’area; il sistema di bonifica è attualmente costituito da un numero importante di centrali idrovore, che continuano a garantire l’indispensabile pompaggio per “sollevare” l’acqua verso il mare: 201 nel rodigino, 170 nel ferrarese e 144 impianti nel ravennate. La conseguenza dell’alterazione dell’equilibrio idraulico fu  lo sconvolgimento del sistema di bonifica. Tutti i corsi d’acqua si trovarono in uno stato di piena apparente, perché gli alvei e le sommità arginali si erano abbassate, aumentando la pressione idraulica sulle sponde ed esponendo il territorio a frequenti esondazioni. Gli impianti idrovori cominciarono a funzionare per un numero di ore di gran lunga superiore a quello precedente (addirittura il triplo od il quadruplo), con maggior consumo di energia e conseguente aumento delle spese di esercizio a carico dei Consorzi di bonifica.

Si è reso  inoltre indispensabile il riordino di tutta la rete scolante così come degli argini a mare.

I territori del delta del fiume Po – concludono all’unisono i Presidenti di ANBI e dei Consorzi di bonifica polesanida oltre mezzo secolo stanno subendo  le conseguenze di una scelta sbagliata;  il Polesine ha già dato e le conseguenze sono note a tutti.

  • Contratto di Area Umida per la Laguna di Caorle

CONSORZIO VENETO ORIENTALE: UN CONTRATTO DI AREA UMIDA PER LA LAGUNA DI CAORLE

Avviato il percorso per il primo Contratto di Area Umida d’Europa, servirà a tutelare la Laguna di Caorle. Si ispira ai contratti di Fiume e di Foce e vede in prima linea il Consorzio di Bonifica Veneto Orientale.

Il Consorzio di Bonifica Veneto Orientale (con sede a San Donà di Piave, in provincia di Venezia) ha sottoscritto lunedì 4 febbraio, in comune a Concordia Sagittaria (Ve), un documento d’intenti per la realizzazione del Contratto d’area umida che tuteli la Laguna di Caorle.

Tale contratto, inserito nel progetto europeo Weetnet punta, nelle parole del direttore del Consorzio Sergio Grego, “a diventare un’esperienza pilota in Europa”, si tratta infatti del primo caso di Contratto di Area Umida, e ricalca strumenti già esistenti come il Contratto di Fiume e il Contratto di Foce. Il Consorzio, grazie alla sua esperienza, è tra i capofila di questa iniziativa che raccoglie una cinquantina di soggetti tra Regione, comuni di Caorle, Concordia Sagittaria e San Michele al Tagliamento, organizzazioni economiche, associazioni di tutela e promozione territoriale.

Giorgio Piazza, Presidente del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale, è un convinto sostenitore di questo metodo: “Credo che il sistema dei contratti d’area possa dimostrarsi vincente per relazionarsi all’ambiente in modo consapevole e sostenibile, perché, coinvolgendo tutti i soggetti interessati, li rende parte attiva nel processo di salvaguardia, recependone le istanze e contemperandole con le esigenze ambientali, evitando così quelle decisioni calate dall’alto che vengono spesso mal digerite dalle comunità locali. Per questo il Consorzio, che ormai da anni ha messo al centro del proprio agire la sostenibilità ambientale (in tal senso abbiamo appena avviato una collaborazione con l’Università di Padova per avviare la sperimentazione di metodi volti a contrastare l’impoverimento e la desertificazione dei terreni agricoli), si sta impegnando al massimo delle proprie possibilità in questo progetto per cui ringrazio comunque la Regione Veneto per la regia, i comuni di Caorle, Concordia Sagittaria e San Michele al Tagliamento, Veneto Agricoltura e tutti gli altri soggetti per l’impegno e la sensibilità dimostrate.

Il gruppo di lavoro dovrà redigere un Piano strategico di medio lungo-termine e un Piano d’azione a breve termine (2-3 anni) finalizzati alla salvaguardia del paesaggio delle aree umide lagunari, alla tutela delle acque, alla mitigazione del rischio idraulico e alla valorizzazione delle produzioni agroalimentari. Questioni fondamentali sono anche il contrasto al fenomeno dell’interramento della laguna e la riqualificazione dell’area di Falconera. Tutte attività nelle quali il Consorzio è quotidianamente impegnato. “La mia speranza è che da queste azioni si possa innescare un circolo virtuoso che ci permetta di lasciare alle future generazioni un territorio in cui sia ancora bello vivere,” chiosa Piazza.

Alla firma del documento hanno partecipato anche il vice presidente della Regione del Veneto, Gianluca Forcolin, e l’assessore all’Agricoltura e alla Bonifica, Giuseppe Pan, che nell’occasione ha affermato: “Si tratta non solo di proteggere la laguna ma anche far sì che la laguna possa diventare non solo un’attrattiva turistica, ma anche ambientale e allo stesso tempo un’area di opportunità legate a importanti segmenti della pesca.

 

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