sicurezza idraulica

Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta – L’intervento ad Arzignano

Il presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta Silvio Parise: “messa in sicurezza un’area in cui si trovano abitazioni a rischio idraulico”

Pulizia è sinonimo di sicurezza per i corsi d’acqua.

È questo il caso dello scolo Restena-Carlette ad Arzignano, dove il Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta ha recentemente portato a termine delle importanti attività di manutenzione, con il taglio delle piante e la pulizia del fondo.

“Lo scolo Restena-Carlette è piuttosto importante – spiega il presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, Silvio Parise – in quanto ubicato in una vasta area, in parte residenziale, di Arzignano, dove il rischio idraulico è sempre stato significativo negli ultimi anni. La manutenzione, quindi, riveste oggi un carattere di particolare importanza, così come la sua esecuzione costante e meticolosità”. Il lavoro svolto è stato decisamente importante al fine di consentire il deflusso regolare delle acque.

“Sono interventi che vengono eseguiti quotidianamente dal Consorzio di bonifica in più scoli dei territori serviti – sottolinea il presidente Parise – e che spesso non destano la dovuta attenzione e non vengono considerati per l’effettiva utilità che hanno. L’attività viene svolta nell’ambito di un piano di manutenzione territoriale programmata, resa possibile grazie ad una rete di attenti tecnici presenti nel territorio e costantemente impegnati nella salvaguardia della rete idraulica”.

La messa in sicurezza degli scoli, che si sostanzia prioritariamente attraverso la pulizia e fresatura dei fondi e delle rive, è fondamentale per garantire a cittadini ed attività produttive una buona vivibilità del territorio, rispondendo al contempo ad una logica di pulizia generale che certamente non guasta. “Le attività svolte – conclude il presidente Parise – richiamano l’importante azione che il Consorzio di bonifica svolge in stretta sinergia con le amministrazioni comunali, al fine di manutenere nel migliore dei modi il territorio, così da renderlo fruibile ai cittadini, ma anche per preservarlo da rovinosi eventi naturali che potrebbero verificarsi in caso di abbandono e noncuranza”.

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Matteo Crestani

Ufficio stampa Consorzio APV

Terrevolute – Un progetto per valorizzare il patrimonio materiale e immateriale nelle aree di bonifica del Veneto

Padova, 20 dicembre. Terre “evolute”, perché frutto di un secolare processo di evoluzione e miglioramento produttivo, economico e sociale, e terre “volute”, perché fortemente desiderate, ritenute indispensabili per le esigenze di una popolazione in continua crescita. È dunque un gioco di parole il nome del progetto scientifico Terrevolute. Valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale nelle aree di bonifica del Veneto realizzato dal Laboratorio di storia orale del Dipartimento di Scienze Storiche Geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova sotto la responsabilità scientifica della prof.ssa Elisabetta Novello, con il cofinanziamento di Consorzio di bonifica Bacchiglione e Consorzio di bonifica Adige Euganeo e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, i cui risultati sono stati presentati oggi nel corso di un convegno a Palazzo Bo, sede centrale dell’Ateneo patavino. (altro…)

INIZIATI I LAVORI PER DUE NUOVI BACINI DI ESPANSIONE

Il Consorzio di bonifica Veronese ha dato il via in questo giorni ad un importante intervento di sicurezza idraulica, finalizzato alla riduzione delle portate delle acque di pioggia, che confluiscono dalle condotte fognarie del centro urbano di Bovolone e che vengono scaricate nel fiume Menago e nello scolo Menaghetto. Scopo dell’intervento è quello di arginare le situazioni di piena ed evitare, quindi, problemi di allagamento per i centri abitati circostanti.
“Queste situazioni, che una volta erano assolutamente episodiche – spiega il presidente del Consorzio di bonifica Veronese, Antonio Tomezzoli – tendono invece ora ripetersi frequentemente a causa dalle mutate condizioni climatiche, che determinano condizioni di precipitazioni più estreme, dando origine alle cosiddette bombe d’acqua. Parliamo di precipitazione di breve durata, ma di grande intensità – prosegue Tomezzoli – che causano deflussi tali da non risultare compatibili con le capacità attuali di portata dei canali di scolo, determinando pericolosi allagamenti ed esondazioni in aree urbane e agricole.”

Le opere, che sta realizzando il Consorzio di bonifica, prevedono, quindi, la realizzazione di due bacini di laminazione, pensati proprio per arginare le portate di piena, causate da precipitazioni di forte intensità.
Il primo dei due bacini (capacità: oltre 19.000 metri cubi) verrà realizzato immediatamente a valle dello scarico della zona industriale di Bovolone sul fiume Menago, in località Montagne; il secondo (volume: 7.000 metri cubi) verrà realizzato per ricevere le portate dell’area residenziale, che scarica nello scolo Menaghetto in località Crosare, sempre in comune di Bovolone.

Questo secondo intervento, che prevede anche lavori di riqualificazione ambientale come la plantumazione di aree boscate, sarà attuato in coordinamento con “Acque Veronesi”, che ha previsto uno studio di fattibilità per il potenziamento della rete fognaria, che andrà a scaricare proprio in questa vasca di laminazione, prima di essere evacuata.

I lavori sono previsti concludersi nel febbraio 2017.

Manutenzione: Importante fresatura di rive e fondo al Rio Albo a Montecchia di Crosara (VR)

Silvio Parise, Presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta

“Un detto da tenere sempre in considerazione suggerisce che prevenire è meglio che curare. Niente di più vero, anche per quanto concerne la sicurezza idraulica. La manutenzione idraulica programmata, infatti, è fondamentale per la sicurezza del territorio ed il Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta ne ha fatto un cavallo di battaglia, a tutto vantaggio della comunità locale”.

Con queste parole il presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, Silvio Parise, descrive i lavori recentemente conclusi al Rio Albo a Montecchia di Crosara, dove è stata effettuata un’attenta fresatura del fondo e delle rive con un escavatore cingolato. “Un territorio idraulicamente sicuro e pulito – aggiunge il presidente Parise – è un territorio migliore, in quanto migliore è la sua vivibilità, sia per i cittadini che per le attività professionali che in esso sono ubicate.

Con questo spirito e con grande senso etico, il Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta lavora ogni giorno per garantire ai cittadini un futuro sicuro e sereno, mettendo al riparo dai rischi abitazioni ed imprese”. Un lavoro di monitoraggio costante e capillare, in quanto bisogna ridurre al massimo le aree scoperte.

“Il territorio viene battuto a tappeto con meticolosità ed una professionalità di alto livello – conclude il presidente Parise – e, nel caso dello scolo Rio Albo, è stata eseguita un’accurata fresatura di rive e fondo, un intervento rilevante per la sicurezza idraulica e, quindi, per la tutela del territorio”.

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CONCLUSI I LAVORI DI RIPRISTINO LUNGO IL FIUME ZERO

L’intervento del Consorzio di bonifica Acque Risorgive ha interessato il fiume Zero lungo il territorio compreso tra i comuni di Resana e Vedelago. 

Si sono conclusi in questi giorni gli interventi di ripristino che il Consorzio di bonifica Acque Risorgive ha realizzato lungo il fiume Zero, nel territorio tra i comuni di Resana e Vedelago. Nell’arco di appena due mesi dall’inizio dei lavori sono state ripristinate le sponde arginali del corso fluviale che erano state danneggiate da alcuni eventi alluvionali, in particolare quelli avvenuti nel settembre 2006.

L’intervento, costato oltre 140 mila euro, aveva una particolare valenza ambientale prevedendo la riforestazione dell’argine in destra idraulica con la posa di specie arboree e arbustive autoctone. Durante i lavori si è avuto cura anche di creare la continuità della viabilità a lato del fiume Zero, necessaria per poter garantire il passaggio ai mezzi del Consorzio di bonifica impegnati negli interventi di manutenzione e sfalcio.

Ufficio Stampa: Enrico Scotton – © 389.0974788 – @ enrscott@alice.it

Sede legale: VIA ROVERETO, 12 – 30174 VENEZIA – COD. FISC. 94072730271

Web: www.acquerisorgive.it – E-Mail: consorzio@acquerisorgive.it

Maltempo, quanto costa all’Italia il dissesto idrogeologico

L’Anbi (Associazione nazionale dei consorzi per la gestione e tutela del territorio e acque irrigue) ha stimato i costi del dissesto idrogeologico all’anno. E propone un Piano per prevenirlo, ma servono ingenti investimenti.

Roma, 25 novembre 2016  – Ma quanto costerà il dissesto idrogeologico costa all’Italia? Qualche giorno fa Francesco Vincenzi, il presidente dell’Anbi (Associazione nazionale dei consorzi per la gestione e tutela del territorio e acque irrigue) presentando l’annuale report per la riduzione del rischio idrogeologico ‘Manutenzione Italia – Azioni per l’Italia sicura’ a Roma spiegava: “‘Non è possibile stimare il valore della sicurezza ma quello del costo del dissesto idrogeologico sì: 2,5 miliardi di euro all’anno”.

Quindi 2,5 miliardi di euro all’anno, con ben il 9,8% del territorio italiano è ad alto rischio di dissesto. Anbi fa presente che l’emergenza idrogeologica è sempre presente nel nostro Paese. La popolazione italiana a rischio alluvioni è pari a 9.039.990 abitanti (di cui 5.922.922 a pericolosità media ed elevata), le imprese a rischio sono 879.364 (di cui 576.535 a pericolosità media ed elevata), i beni culturali a rischio sono 40.454 (di cui 29.005 a pericolosità media ed elevata), le superfici artificiali a rischio si estendono su 292.690 ettari (di cui ha. 201.130 a pericolosità media ed elevata). (altro…)

Stop allagamenti a Vigasio, nel veronese

Lavori importanti quelli iniziati nel Comune di Vigasio sul Fiume Tartaro dal Consorzio di Bonifica Veronese a Vigasio.

L’alveo che attualmente passa a fianco di alcune abitazioni tra cui l’ex Mulino Martini, sarà infatti spostato ed abbassato su un tratto di circa un chilometro. 

Il Presidente Antonio Tomezzoli

La finalità dei lavori – spiega il Presidente del Consorzio di Bonifica Veronese Antonio Tomezzoli – è quella di mettere in sicurezza alcune abitazioni sulla sponda destra e tutto il quartiere Alzeri in sponda sinistra, attualmente più basso del fiume Tartaro i cui argini sono messi quotidianamente a rischio dalla presenza di nutrie e gamberi. Qualora si verificasse una rottura arginale durante una piena, difficilmente si riuscirebbero ad evitare estesi allagamenti e danni alle abitazioni del quartiere.

I lavori sono iniziati partendo da valle, nelle vicinanze dell’ex Mulino anche se ancora prima è stato necessario deviare la portata proveniente da monte su altri canali e fosse, che a loro volta hanno subìto lavori di pulitura e adeguamento.

Sull’alveo in asciutta è stato inoltre necessario procedere alla rimozione della fauna ittica, intervento questo eseguito da personale qualificato su richiesta del Consorzio ed in presenza della Polizia Provinciale.

L’intero intervento ha un costo complessivo di 900mila euro e sarà ultimato nel corso dell’inverno.

http://portale.bonificaveronese.it/

Sistemazione dei canali di Rosà

Con la conferenza stampa tenutasi in Comune a Rosà si è presentata una serie di importanti lavori che si stanno concretizzando nel territorio comunale, su iniziativa del nostro Consorzio. Erano presenti il sindaco di Rosà, Paolo Bordignon, il vicesindaco Simone Bizzotto, l’architetto Mirko Campagnolo e per il Consorzio di bonifica Brenta il presidente Enzo Sonza, il direttore Umberto Niceforo e il geom. Franco Svegliado.

Grazie all’accordo di programma tra il Ministero dell’Ambiente e la Regione (stipulato il 23 dicembre 2010 e poi aggiornato a fine 2011) riguardante un piano di interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico nel Veneto, si è infatti ottenuto un finanziamento di 1.284.000 euro per il progetto riguardante «Interventi di sistemazione dei canali consorziali, con aree di espansione delle acque, con il duplice obiettivo di difesa idraulica e ricarica della falda, in comune di Rosà» proposto dal Consorzio in collaborazione con il Comune.

GLI INTERVENTI

Il territorio del Comune di Rosà è attraversato da un fitta rete di canali aventi funzione mista di irrigazione e bonifica; in tale ambito sono stati individuati gli interventi di seguito elencati:

– Sistemazione della Roggia Segafredo a nord di via San Bonaventura per un tratto di circa 350 metri;

– Installazione di uno sgrigliatore automatico sulla roggia Civrana a monte del manufatto di attraversamento sotto la Strada Statale n° 47 “Valsugana”;

– Risezionamento della Roggia Munara a nord di via Calvisano per un tratto di circa 130 metri;

– Risezionamento della Roggia Balbi con realizzazione di difese spondali per un tratto di circa 320 metri;

– Ripristino delle difese spondali, ristrutturazione dei manufatti e recupero ambientale nel tratto della Roggia Dolfina denominato “Livelloni”;

– Riqualificazione dell’area boschiva denominata “Bosco le Prese” di proprietà del Comune di Rosà e ubicata a Tezze sul Brenta, mediante realizzazione di un’area di ricarica della falda.

Per i primi quattro lavori, già appaltati, la consegna lavori avverrà lunedì 17 ottobre prossimo (e in particolare inizieranno per il primo intervento; il secondo inizierà il 31 ottobre; il terzo inizierà il 28 novembre e il quarto il 9 gennaio), per il quinto si terrà a breve l’appalto e per il sesto è in corso di stesura la progettazione esecutiva, con la collaborazione dell’azienda regionale Veneto Agricoltura esperta nel settore forestale.

I DETTAGLI SUGLI INTERVENTI

Di ognuno di tali interventi viene di seguito fornita la descrizione di dettaglio.

1) Sistemazione della Roggia Segafredo a nord di via San Bonaventura per un tratto di circa 350 metri.

La Roggia Segafredo è un canale di scolo che, nel suo percorso, attraversa l’area degli impianti sportivi ad est del centro del comune di Rosà. Il tratto oggetto di intervento interessa un’estesa di circa 350 metri del canale dove, a tratti, si prevede di eseguire il risezionamento del canale con esecuzione di difese spondali.

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2) Installazione di uno sgrigliatore automatico sulla Roggia Civrana a monte del manufatto di attraversamento sulla S.S. n. 47 “Valsugana”.

La Roggia Civrana, nel suo percorso in comune di Rosà, attraversa la Strada Statale n° 47 “Valsugana” a valle del centro urbano. L’attraversamento esistente è costituito da un manufatto a doppia canna quadrata, ognuna delle dimensioni di 1,00 x 1,50 metri. In più occasioni, durante i periodici eventi di piena del canale, tale manufatto è stato ostruito da ramaglie, fogliame e materiale solido trasportato dalla corrente, con conseguenti episodi di tracimazione e allagamento. Per la messa in sicurezza di tale manufatto nel progetto è prevista l’installazione, poco a monte dell’attraversamento, di un nuovo sgrigliatore oleodinamico a postazione fissa, per intercettare il materiale e allontanarlo.

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3) Risezionamento della Roggia Munara a nord di via Calvisano per un tratto di circa 130 metri.

La Roggia Munara è un canale ad uso misto di irrigazione e bonifica. Il tratto oggetto dell’intervento interessa un’estesa di circa 130 metri in evidente stato di degrado, in esso si prevede il risezionamento del canale con esecuzione di difese spondali.

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4) Risezionamento della Roggia Balbi con realizzazione di difese spondali per un tratto di circa 320 metri.

Nel tratto oggetto di intervento il canale risulta particolarmente depresso rispetto alla quota media di campagna, con un evidente stato di degrado e rischio di cedimenti spondali che possono compromettere anche la stabilità della strada comunale (via Balbi) che corre parallela al canale stesso lungo la sua sponda sinistra. Il corso d’acqua ha importante valenza ai fini idrici. Nel progetto è prevista la sistemazione del tratto in esame mediante espurgo e risezionamento del canalemcon esecuzione di un rivestimento in roccia lastrolare, sia del fondo che delle sponde, limitatamente alla effettiva sezione idraulica.

5) Ripristino delle difese spondali, ristrutturazione dei manufatti e recupero ambientale nel tratto della Roggia Dolfina denominato “Livelloni”.

La portata fluente della Roggia Dolfina, in comune di Rosà, viene suddivisa in tre rogge minori attraverso un apposito manufatto idraulico partitore denominato “Livelloni”. Detto manufatto riveste notevole importanza anche storica ed è caratterizzato da elementi (ponti carrai e pedonali) realizzati con mattoni faccia a vista e strutture ad arco. Anche le sponde del manufatto sono state a suo tempo costruite con mattoni lavorati a vista e, in corrispondenza dei partitori, sono presenti pregevoli elementi in pietra naturale. A tratti sono presenti anche rivestimenti del fondo sempre in cotto posato a spina di pesce.

Nel tempo la vegetazione circostante, il continuo flusso d’acqua e il transito dei mezzi nelle strade limitrofe hanno portato ad un degrado sempre più accentuato dei manufatti, evidenziato da numerosi cedimenti che stanno compromettendone seriamente la stabilità.

L’intervento in progetto prevede il recupero dell’intero manufatto, nel rispetto dell’architettura esistente, mediante restauro e/o rifacimento delle murature di sponda, consolidamento delle fondazioni e rifacimento delle struttura del ponte sempre in mattoni faccia a vista come l’esistente.

I lavori consentiranno quindi una riqualificazione del sito, che si presta anche come memoria degli antichi manufatti del territorio e degli antichi percorsi delle acque, in molti casi tuttora vitali.

6) Riqualificazione dell’area boschiva denominata “Prese” di proprietà del Comune di Rosà in Comune di Tezze sul Brenta (VI), mediante realizzazione di un’AFI, Area Forestale di Infiltrazione.

Il Comune di Rosà è proprietario di un’area boscata di circa 18 ettari denominata “Bosco delle Prese” posta appena al di fuori del limite sud del territorio comunale, ricadente nel Comune di Tezze sul Brenta; detto appezzamento è stato a suo tempo acquistato dal Comune per realizzare un impianto per la produzione di bio-massa. Tale area è attualmente irrigata tramite il bocchetto “Campagnaro” con una dotazione idrica di circa 150 litri/sec; il bocchetto è derivato dalla Roggia Michiela. L’intervento proposto consiste nel creare, all’interno dell’area boscata, una AFI “Area Forestale di Infiltrazione”, con trincee drenanti in cui verrà immessa acqua nelle stagioni di abbondanza, utile sia come per la mitigazione di rischio idraulico che per attuare un processo di ricarica artificiale delle falde durante il periodo extra irriguo.

I principali obiettivi dell’intervento, che riveste anche una importante valenza ambientale, possono essere così brevemente riassunti:

– costituire una cassa di espansione in occasione di eventi di piena a favore del territorio circostante;

– incremento della disponibilità idrica della falda;

– fitodepurazione dell’acqua in entrata nell’area boscata;

– valorizzazione di un’area boscata per la riduzione della CO2 in atmosfera;

– aumento delle biodiversità presenti nell’area;

– possibilità di fruizione e sensibilizzazione della popolazione sui temi ambientali.

Il Consorzio ha già realizzato 10 aree forestali di infiltrazione, concorrendo così alla ricarica della falda: tema molto sentito anche alla luce dei nuovi prelievi idrici dalle falde del Brenta previsti a

favore del basso Veneto. Una di queste aree già realizzate è il bosco Limite di Carmignano, che ha assunto importanti valenze naturalistiche e di fruizione didattica e a cui ci si è ispirati nella progettazione in esame.

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(esempio di un’area forestale di infiltrazione già realizzata dal Consorzio a Tezze sul Brenta, a breve distanza)

Sicurezza idraulica | L’intervento a Meolo

Un’ottima notizia per la sicurezza idraulica del territorio tra Meolo, Ca’ Tron e Quarto d’Altino. Sono terminati i cantieri per la ristrutturazione e l’adeguamento strutturale della botte a sifone sottopassante il collettore Acque Alte di Meolo. Lavori ritenuti «urgenti e indifferibili» per la sicurezza del territorio e costati 600 mila euro, interamente finanziati dal Consorzio di bonifica Piave.

L’opera

Realizzata negli anni Trenta, la botte a sifone è una sorta di ponte-canale, che consente l’incrocio delle “acque alte”, sversate direttamente nella laguna, con le “acque basse” di bonifica, scaricate nel Sile e sollevate dall’idrovora di Portesine. In particolare, il collettore Acque Alte raccoglie le acque dei fiumi Meolo, Vallio e Arnasa e le riversa direttamente nella laguna nord, dopo aver incrociato a raso il canale Fossetta e sottopassato il Taglio del Sile. Un eventuale cedimento della botte a sifone, dunque, avrebbe causato un maxi-allagamento.

Il Presidente Romano

«L’opera eseguita è un intervento estremamente importante per la sicurezza idraulica del territorio», spiega il presidente del consorzio, Giuseppe Romano. «Nella malaugurata ipotesi che questa struttura si fosse rotta, si sarebbero allagati circa 8-10 mila ettari di terreno».

 

meolo

Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta – Torrente Gogna a Schio in sicurezza

Il torrente Gogna è assolutamente efficiente ed in grado di far fronte ad eventuali precipitazioni che dovessero interessare l’Alto Vicentino. La pulizia dei fondali, il consolidamento delle sponde e molte altre attività che il Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta svolge nel territorio rientrano nel tradizionale piano di lavoro che l’ente effettua con assoluto rigore ed ottemperando, nel limite delle risorse disponibili, alle esigenze manifestate dai 98 sindaci del territorio di competenza.

Il parere del presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta

parise“Il territorio viene battuto a tappeto con meticolosità ed una professionalità che non può essere messa in discussione – commenta il presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, Silvio Parise – e nel caso del torrente Gogna a Schio la pulizia delle sponde e dell’alveo è stata eseguita assolutamente nei termini programmati, in linea con le priorità che l’area del Consorzio aveva stabilito”.

I lavori sono in fase di conclusione, proprio in questi giorni, ad opera del personale del Consorzio ed oltre ai periodici interventi di decespugliamento delle sponde e rimozione della vegetazione intrusiva presente in alveo, è in atto una profonda pulizia con espurgo e livellamento del fondo, mediante l’utilizzo di idonee macchine operatrici.

I tratti interessati dagli interventi sono tra via Lungogogna e via Rossani, fino alla confluenza del torrente Gogna con il Leogra, per una lunghezza complessiva di circa un chilometro. “Un’attività decisamente importante, dunque, quella attuata in un torrente fondamentale per garantire la sicurezza idraulica nel territorio di Schio.

E si è trattato di un lavoro, è bene ribadirlo – conclude il presidente Parise – non lasciato al caso, ma frutto del monitoraggio costante del territorio eseguito dal personale del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, in stretta sinergia con gli enti locali e, non di rado, con i cittadini, che spesso non mancano di segnalare situazioni sulle quali occorre intervenire. Resta inteso, però, che stiamo parlando di sicurezza idraulica, un ambito ben preciso dell’ingegneria, che richiede competenze tecniche che non si possono improvvisare ed una capacità di valutazione dei rischi frutto di un bagaglio di competenze ed esperienze che necessariamente si intrecciano”.

Matteo Crestani

Giornalista

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