Gli eventi di questi giorni ci ricordano per l’ennesima volta che una priorità del Paese è l’approvazione della legge del consumo del suolo e che bisogna mettere mano a un piano nazionale di manutenzione perché non possiamo più ragionare in ottica di emergenza ma lavorare costantemente per la prevenzione. I consorzi di bonifica non possono essere lasciati soli in questa sfida per la sicurezza” ad affermarlo è il direttore generale di Anbi Massimo Gargano ai margini dell’incontro tenutosi a Venezia con i presidenti e i direttori dei Consorzi veneti, tenutosi venerdì 22 novembre presso la sede di Anbi Veneto.

I Consorzi di Bonifica del Veneto stanno affrontando un mese di novembre caratterizzato da un indice di piovosità ben al di sopra della media del periodo – ha spiegato il presidente di Anbi Veneto Giuseppe Romano, citando i dati pubblicati da Arpav -. Nella decade tra l’11 e il 20 novembre si è verificata una perturbazione eccezionale che anche a causa del forte scirocco ha causato notevoli danni nella fascia costiera. La situazione meteo appare incerta e il livello di attenzione rimane alto“.

Arpav, ha spiegato Romano, ha evidenziato come tra l’1 e il 19 novembre in alcune aree della Regione i valori pluviometrici siano stati superiori ai valori che mediamente si raggiungono nell’arco dell’intera stagione, che solitamente risulta essere la più piovosa dell’anno. A Fossalta di Portogruaro (Ve) nelle prime due decadi del mese si sono registrati oltre 300 mm di pioggia, valore più alto degli ultimi 25 anni. In generale, nel Veneto Orientale, si sono verificati i problemi più gravi dell’entroterra veneto, il forte vento dall’Adriatico ha infatti impedito il deflusso a mare dei fiumi che di conseguenza non sono stati in grado di accogliere a pieno l’acqua delle rogge; ne sono derivati allagamenti che hanno impegnato duramente gli uomini del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale e della Protezione Civile.

Sempre secondo Arpav, complessivamente in tutta la Regione, nelle prime due decadi del mese, sono caduti dai 200 ai 350 mm sulle zone pedemontane e sulla pianura nord-orientale e dai 350 ai 600 mm su gran parte delle zone montane con punte massime di 630-710 mm nel Bellunese.

L’attento e costante lavoro di prevenzione e la capacità di gestire le criticità meteorologiche del personale dei Consorzi di Bonifica ha ridotto al minimo le situazioni di disagio nell’entroterra Veneto dove, fermo restando le già citate criticità nel Veneto Orientale, non si sono verificati allagamenti se non in alcune, circoscritte, aree agricole nella bassa Veronese, prive comunque di abitazioni. Le città e i centri abitati anche minori sono rimasti al sicuro grazie alla presenza di bacini di laminazione, all’utilizzo di idrovore e alla capacità ricettiva dei canali di bonifica che i Consorzi hanno svuotato nei giorni precedenti alle forti piogge.

Nell’ottica di uscire da un approccio emergenziale e lavorare costantemente per prevenire i danni causati da violenti fenomeni meteorici, i Consorzi di Bonifica, cui spetta la gestione della rete idrica minore, hanno messo a punto una macchina operativa sempre più efficiente grazie alla competenza dei 1.500 dipendenti che operano su 27mila chilometri di canali, con 400 idrovore, oltre 1.000 pompe, per una capacità di sollevamento complessiva di 1.577.709 litri d’acqua al secondo.

Senza l’esperienza e la dedizione dei nostri 1.500 operai e tecnici, che per questo vanno ringraziati ogni giorno, il nostro territorio sarebbe molto meno sicuro – spiega Giuseppe Romano, presidente di Anbi Veneto – Va evidenziato comunque anche un altro aspetto – continua – sta cominciando a dare i frutti l’opera di sensibilizzazione che i Consorzi svolgono verso le amministrazioni comunali per l’adozione di un Piano Acque, con il quale, in collaborazione con i Consorzi stessi, si individuano le criticità delle reti comunali e private e vengono approntate le misure necessarie per evitare allagamenti nelle reti urbane causati da condutture non più adeguate ai nuovi abitati. L’introduzione del principio di “invarianza idraulica” nei piani d’intervento urbani, adottato per legge dalla Regione del Veneto – prima in Italia – e recepito dai Consorzi di Bonifica, ha poi comportato la realizzazione di casse d’espansione in prossimità dei nuovi edifici e quartieri rispondendo alle necessità idrauliche degli abitati”.

Tra il 2010 e il 2017 i Consorzi di Bonifica del Veneto hanno realizzato 420 opere per la sicurezza idraulica per 201 milioni di euro investendo proprie risorse per 21 milioni di euro (su 170 cantieri) e per 180 milioni di euro provenienti da Regione Veneto – Legge Speciale per Venezia Fondi POR – FSC (250 cantieri)

Lo sguardo è sempre rivolto al cielo e soprattutto ai sofisticati sistemi di allerta meteo, ma vi è la consapevolezza che nonostante la grande quantità di pioggia caduta sul territorio tra qualche mese il Veneto potrebbe trovarsi in situazione di siccità. Oltre l’80% dell’acqua che cade nel terreno va infatti a mare, un patrimonio per l’agricoltura che ogni anno, in mancanza di sistemi di immagazzinamento, va disperso.

Un momento della conferenza stampa tenutasi presso la sede di Anbi Veneto venerdì 22 novembre alla quale hanno partecipato il Direttore generale di Anbi Massimo Gargano e i presidenti dei Consorzi di Bonifica del Veneto.