Il Consorzio di Bonifica Adige Euganeo (sede a Este – Pd) sta mettendo a punto un nuovo modello irriguo per le zone collinari basato su invasi scavati artificialmente in cui raccogliere le acque piovane per poi convogliarli verso le colture nei momenti di bisogno, sfruttando impianti di irrigazione efficienti, riducendo così gli sprechi di acqua ed energia.

L’idea che sottende il progetto è insomma quella di creare una sorta di magazzino diffuso, un reticolo di bacini di mezza costa, nei quali raccogliere l’acqua piovana senza dover ricorrere al pompaggio da fondovalle, una soluzione quasi obbligata vista la difficoltà di raggiungere con acqua di pianura gli oltre 6mila ettari collinari. La sperimentazione partirà dal comune padovano di Vo’, a ridosso dei colli Euganei, simbolo della ripartenza post coronavirus, ma anche al centro di un territorio che produce ottimi vini e che quest’anno sta soffrendo particolarmente la scarsità di piogge. A Vo’ il Consorzio, in collaborazione con la Regione del Veneto, il Parco Colli Euganei, il dipartimento Tesaf (Territorio e sistemi Agro-forestali) dell’Università di Padova e l’Amministrazione comunale realizzeranno un invaso per la captazione delle acque meteoriche portate a fondo valle dai torrentelli che si formano durante i periodi piovosi, il costo previsto è di 300mila euro e dovrebbe fornire un sostanzioso contributo in termini di risorsa irrigua per numerose aziende agricole. La sperimentazione servirà a verificare aspetti tecnici (esempio, dimensioni e profondità del bacino), la sostenibilità ambientale e i costi.