Con le falde ai minimi storici a causa della straordinaria siccità, il Veneto vede messo a rischio, oltre all’idropotabile e all’irrigazione, anche una componente significativa del proprio patrimonio ambientale e paesaggistico: le risorgive.


Le risorgive sono sorgenti naturali che costellano la fascia che scorre parallela alla linea pedemontana tra le province di Verona e Treviso, nella cerniera tra la media e l’alta pianura veneta, laddove l’acqua, che più a monte si era infiltrata a causa dell’alta permeabilità del suolo composto da ghiaie, incontra la roccia, arresta la sua discesa, si accumula e riaffiora in superficie senza riuscire più a percolare a causa dell’impermeabilità del suolo argilloso. Ne deriva così un paesaggio d’acqua che originariamente era caratterizzato da acquitrini e paludi ma che nei secoli, grazie al lavoro dell’uomo, è stato reso salubre e riordinato attraverso la conterminazione delle sorgenti spontanee in polle (conosciute anche come “fontanili”) e corsi d’acqua. Il reticolo idraulico generato ha assunto importanza fondamentale per l’irrigazione e anche per il proliferare di opifici basati sulla forza motrice dell’acqua: mulini, tessitorie, segherie e fucine per la lavorazione di metalli.

La letteratura sulle risorgive è ampia ma risulta frammentata e, alla luce dell’accelerazione dei mutamenti climatici, datata. Da questo scenario nasce l’idea della ricognizione “Le Risorgive in Veneto Strategie per la tutela e la valorizzazione di un patrimonio storico, culturale e ambientale unico al mondo” realizzato da ANBI Veneto, l’associazione che riunisce i consorzi di bonifica regionali, e sostenuto da Credit Agricole FriulAdria, presentata questa mattina a Padova presso Le Village by CA Triveneto. In particolare, il documento – che ANBI Veneto ha realizzato con Etifor, società spinoff dell’Università di Padova – cerca di unificare la letteratura esistente sull’argomento e si pone come il primo tentativo di presentare in modo integrato gli studi e le iniziative che sono state realizzate sul tema, presentando anche la prima mappatura inedita di tutte le 869 risorgive presenti sul territorio regionale.

Oltre a indagare nel complesso il sistema delle risorgive regionali, il lavoro approfondisce la loro valenza ecologica, paesaggistica, storico-culturale ed economica, evidenziando le pressioni che negli anni hanno costituito una minaccia per la loro esistenza e la conseguente pianificazione che è stata adottata a vari livelli per la loro tutela. Azioni di salvaguardia non più rinviabili visto che tra tutte le risorgive ben 215 risultano estinte a causa dei livelli di falda troppo bassi.

“Proprio il tema della tutela si pone come particolarmente attuale – spiega il presidente di ANBI Veneto Francesco Cazzaro – alcune risorgive sono state ben valorizzate e costituiscono un elemento di attrazione turistica, altre versano tutt’oggi in stato di abbandono e degrado con danni significativi per ambiente, agricoltura e le comunità che attorno ad esse si sono sviluppate negli anni. Un processo aggravato dai mutamenti climatici ma nel quale incide anche il grande utilizzo di risorsa da parte dell’uomo.”

La focalizzazione sulla sostenibilità, che ci caratterizza come Banca nel Triveneto e come Gruppo in Italia, è alla base della partnership con Anbi Veneto, con cui circa due anni fa abbiamo avviato una collaborazione proficua e strategica finalizzata a promuovere un uso più sostenibile della risorsa acqua – ha dichiarato Carlo Piana, direttore generale di Crédit Agricole FriulAdria – All’interno dell’ecosistema veneto le risorgive sono uno degli elementi più importanti per l’equilibrio idrografico, ma anche più minacciati a causa del cambiamento climatico. Per questo sosteniamo l’impegno dei Consorzi di bonifica nel tracciare un percorso di sostenibilità che tuteli questa peculiarità ambientale.

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