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Terrevolute – Un progetto per valorizzare il patrimonio materiale e immateriale nelle aree di bonifica del Veneto

Padova, 20 dicembre. Terre “evolute”, perché frutto di un secolare processo di evoluzione e miglioramento produttivo, economico e sociale, e terre “volute”, perché fortemente desiderate, ritenute indispensabili per le esigenze di una popolazione in continua crescita. È dunque un gioco di parole il nome del progetto scientifico Terrevolute. Valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale nelle aree di bonifica del Veneto realizzato dal Laboratorio di storia orale del Dipartimento di Scienze Storiche Geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova sotto la responsabilità scientifica della prof.ssa Elisabetta Novello, con il cofinanziamento di Consorzio di bonifica Bacchiglione e Consorzio di bonifica Adige Euganeo e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, i cui risultati sono stati presentati oggi nel corso di un convegno a Palazzo Bo, sede centrale dell’Ateneo patavino. (altro…)

14 novembre 1951 – La rotta del Po

Alluvione, memoria e opere idrauliche – Dalla rotta del Po ad oggi

Sala polivalente gremita a Pincara per la conferenza “Polesine, terra di alluvioni, per ricordare e programmare un futuro sicuro”. Chiara e David Vicentini sono stati portavoce della testimonianza del padre Vittorino, fissata con foto e pensieri nell’opera postuma “14 novembre 1951. La rotta del Po”. Dalle immagini è emersa la forte volontà di documentare dell’autore: «Bisognava scattare e fermare, per gli increduli di domani, bestie annegate, case, stalle, fienili sventrati, strade sconvolte da voragini inaccessibili, binari contorti e sollevati sulla loro pista sconvolta come da un terremoto».

La storia di una famiglia come esempio di tutte le altre, nel momento della fuga, dell’accoglienza e ricostruzione. Giancarlo Mantovani direttore dei due consorzi di bonifica Delta del Po e Adige Po, ha invece illustrato il tema dello sviluppo della difesa idraulica in Polesine partendo dagli interventi realizzati per la chiusura delle rotte. Sono stati descritti i vari interventi di rialzo e ringrosso delle arginature negli anni successivi, a evitare eventi come quello del 1951 grazie a opere di regimazione delle golene nel medio corso del Po o bacini di laminazione realizzati, per motivi tecnici, in destra idraulica del fiume.

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Si è passato poi a descrivere gli interventi realizzati per la sicurezza dalle acque interne, che devono essere espulse dal Polesine solo grazie agli oltre 100 impianti idrovori capaci di sollevare circa 500.000 litri al secondo, essendo la nostra provincia totalmente soggiacente il livello dei fiumi. Dalla serata è emersa la consapevolezza che il Polesine oggi è un luogo sicuro da un punto di vista idraulico, sia per quanto riguarda il Po che per quanto riguarda il sistema di scolo fatte salve criticità dovute a cause antropiche quali subsidenza, urbanizzazione incontrollata, chiusura di gran parte della rete di scolo privata costituita da fossi e scoline, presenza incontrollata di animali nocivi quali nutrie, volpi, tassi e istrici e in generale la poca attenzione dell’uomo.

A.N.B.I. E U.V.B.: La realtà della bonifica in poche righe

I Consorzi di bonifica affondano le radici nella storia, ma hanno saputo adeguarsi all’evolversi dei tempi ed oggi sono deputati a compiti di salvaguardia idrogeologica, gestione delle acque di superficie (irrigazione), protezione ambientale e tutela della salubrità alimentare; in anni recenti hanno incrementato la presenza nel campo delle energie rinnovabili e dell’innovazione tecnologica.
Sono enti democratici di autogoverno del territorio: hanno capacità impositiva (il contributo di bonifica) e, ogni cinque anni, i consorziati (proprietari di immobili urbani ed extraurbani, che ricevono un beneficio dimostrabile dall’attività del Consorzio di bonifica) sono chiamati a votare per l’elezione degli organi amministrativi; sono esempio, studiato internazionalmente, di federalismo fiscale applicato, perché investono sul territorio le risorse, che da questo ricevono.
In Italia, i Consorzi di bonifica, rappresentati dall’ANBI, sono 145, cui aggiungerne 4 di secondo grado; hanno competenza su 16.327.247 ettari pari al 54,19% della superficie italiana.
Nel Veneto sono 10 più uno di secondo grado (Consorzio L.E.B. – Lessino Euganeo Berico); fanno riferimento all’Unione Veneta Bonifiche ed hanno competenza su 1.182.858 ettari pari al 64,40% del territorio regionale.

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