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    I LAVORI DEL CONSORZIO DI BONIFICA A MIRA: INCONTRO PUBBLICO

I LAVORI DEL CONSORZIO DI BONIFICA A MIRA: INCONTRO PUBBLICO

Giovedì 23 marzo presso il centro civico il presidente Cazzaro e il direttore Bendoricchio incontreranno la cittadinanza per illustrare i lavori del Consorzio

I lavori nella zona dell’Idrovia e al parco Giare saranno oggetto di un incontro pubblico promosso dal Consorzio di bonifica Acque Risorgive con i cittadini del comune di Mira.

L’invito è per giovedì 23 marzo, alle ore 20.30, presso il centro civico di piazza Vecchia, in via Porto Menai. Dopo il saluto dell’assessore ai lavori pubblici, Luciano Claut, prenderanno la parola il presidente Francesco Cazzaro e il direttore Carlo Bendoricchio che illustreranno funzioni e compiti del consorzio di bonifica, gli interventi di manutenzione eseguiti sul territorio comunale di Mira, con particolare rilievo ai lavori nella zona dell’idrovora e al parco Giare.

 

Enrico Scotton

Acque Risorgive

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    PRESIDENTE E DIRETTORE IN SOPRALLUOGO AI CANTIERI APERTI SUL COMPRENSORIO

PRESIDENTE E DIRETTORE IN SOPRALLUOGO AI CANTIERI APERTI SUL COMPRENSORIO

Il Presidente del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale Giorgio Piazza e il Direttore Sergio Grego martedì 28 febbraio hanno effettuato un sopralluogo di verifica dello stato di avanzamento dei cantieri che il Consorzio sta realizzando per il potenziamento della rete idraulica di bonifica a salvaguardia del comprensorio, finanziati dalla Regione Veneto.

La visita è partita dal cantiere dei lavori di potenziamento dell’impianto idrovoro Palù Grande, in comune di Concordia Sagittaria, intervento da 1,5 milioni di Euro ormai prossimo alla fase di collaudo. Si tratta di un intervento di particolare importanza in quanto riguarda l’idrovora a servizio di gran parte dell’abitato di Concordia Sagittaria, e in particolare delle aree più basse come il Paludetto, soggette a frequenti episodi di allagamento in caso di precipitazioni intense. La portata dell’impianto, al termine dei lavori passerà da 2500 a 9900 litri al secondo.

Piazza e Grego si sono poi recati sui luoghi oggetto del secondo stralcio dei lavori sopra descritti, anch’esso da 1,5 milioni di Euro e che riguarda il risezionamento del canale Fosson e la realizzazione di un nuovo canale deviatore di collegamento tra il canale delle Basse e lo stesso canale Fosson facente capo all’impianto idrovoro Palù Grande. Questi lavori prenderanno il via non appena concluse le procedure di affidamento, nella primavera 2017.

mercoledì 1 marzo, 2017|Notizie, Sicurezza idraulica
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    Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta – Importante ripresa frane agli scoli Biniega e Sarega ad Albaredo d’Adige (VR)

Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta – Importante ripresa frane agli scoli Biniega e Sarega ad Albaredo d’Adige (VR)

Il presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta Silvio Parise: “un intervento di messa in sicurezza a tutela di abitazioni ed imprese”

La forza dell’acqua è tanta e tale, che spesso ci si rende conto dei danni che può provocare soltanto dinnanzi al fatto compiuto. È il caso degli scoli Biniega e Sarega ad Albaredo d’Adige (VR), dove il Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta è prontamente intervenuto per porre rimedio alla frana di una sponda che, in occasione di una piena avrebbe potuto determinare danni significativi alle abituazioni ed alle imprese limitrofe.

“Intervenire prontamente è fondamentale per mettere in sicurezza il territorio – spiega il presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, Silvio Parise – e così è avvenuto allo scolo Biniega, dove il personale specializzato ha consolidato la sponda ceduta per effetto dell’erosione dell’acqua, con ben 120 t di pietrame, mentre allo scolo Sarega la messa in sicurezza è avvenuta attraverso l’applicazione di appositi pali”. L’erosione dell’acqua, specie a valle, non è l’unica insidia. Infatti, come più volte ribadito dal Consorzio, la presenza numerosa di nutrie rappresenta una vera e propria minaccia per la sicurezza idraulica.

“Le nutrie sono dei roditori importati parecchi anni fa nel Vicentino e che oggi risultano del tutto ingestibili. Questi animali – prosegue il presidente Parise – creano veri e propri canali sotto alle sponde che le indeboliscono e le rendono facilmente danneggiabili dal flusso idrico”. La sorveglianza del territorio e dei corsi d’acqua, quindi, risulta determinante per scongiurare allagamenti anche di vasta portata. “Il territorio viene battuto a tappeto con meticolosità ed una professionalità di alto livello – conclude il presidente Parise – e, nel caso degli scoli Biniega e Sarega, è stato eseguito un accurato ripristino di alcuni tratti spondali danneggiati dal normale deflusso dell’acqua, nonché la pulizia ed il risezionamento del fondo, interventi importanti per la sicurezza idraulica”.


Matteo Crestani
Giornalista

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giovedì 26 gennaio, 2017|Notizie, Sicurezza idraulica

La nutria e i danni sul territorio veneto

La nutria (Myocastor coypus) è una specie invasiva presente sul territorio Italiano, diffusa nel centro e nord Italia con piccoli nuclei isolati nell’Italia meridionale. Ad essa sono attribuiti diversi danni ambientali, soprattutto in aree agricole di pianura, tra i quali emerge l’erosione delle sponde dei canali e l’indebolimento della tenuta degli argini a causa delle gallerie scavate.

A questo si aggiungono i rischi legati al cedimento del terreno in corrispondenza delle gallerie, cedimento che può provocare il ribaltamento di trattori e altri mezzi agricoli. Tale problematica ha assunto negli ultimi anni grossa rilevanza, impegnando i Consorzi di bonifica con spese ingenti e continuo impiego di personale. Il problema nutrie è stato affrontato anche a livello locale suscitando una crescente (e contrastante) reazione da parte dei cittadini, oltre che degli enti di gestione del territorio, per le implicazioni di tipo economico, idraulico e sociale.

Nonostante la proliferazione delle nutrie provochi gravi danni alle sistemazioni idraulico-agrarie, l’importanza dell’erosione indotta dagli animali è stata sino ad ora raramente quantificata e le informazioni disponibili sono limitate alla conoscenza locale o perizie tecniche in loco.

lunedì 16 gennaio, 2017|Notizie, Sicurezza idraulica

Consorzio di bonifica Adige Po – Nuovo look al Ceresolo

Si intravedono i primi risultati del lavoro messo in piedi dal Consorzio di bonifica Adige Po per sistemare il Ceresolo. Sono a buon punto i lavori di risezionamento e presidio delle sponde del canale e a Badia buona parte dell’intervento è stato concluso.

I lavori procedono spediti e chi transita lungo via Colombano può notare come sia decisamente cambiato il look del canale. Sulle sponde sono stati inseriti i pali, le burghe e le pietre che stanno caratterizzando il tratto, dando di fatto una nuova immagine al Ceresolo. I lavori per il consolidamento delle sponde dell’alveo riguardano anche Lendinara e Lusia e proprio in ragione di ciò, l’ente di bonifica sta tenendo in piedi più cantieri.

venerdì 13 gennaio, 2017|Notizie, Sicurezza idraulica
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    Consorzio di bonifica Veronese – sistemato il fosso storto a Ronco d’Adige

Consorzio di bonifica Veronese – sistemato il fosso storto a Ronco d’Adige

Il Consorzio di Bonifica Veronese ha iniziato lo scorso maggio i lavori di sistemazione e riqualificazione del Fosso Storto, nel tratto che fiancheggia la strada comunale in località Colombarotto. Il Fosso Storto, che si trova sul confine tra i Comuni di Ronco all’Adige e di Palù, ha origine in località Albaro e dopo un percorso rettilineo verso sud attraversa il comune di Oppeano, dove piega bruscamente verso est descrivendo un sinuoso semicerchio, immettendosi nel Bussè a nord del Bastiello.

Tra il 1194 e il 1199 venne realizzata la bonifica integrale del Comune di Palù. La maggior parte delle acque che defluivano dall’area bonificata si immettevano nel Fosso Storto, che ne costituiva il limite sud-orientale. Successivamente confluirono nel Fosso Storto anche le colaticce delle nuove irrigazioni. La situazione odierna rispecchia quella del passato. A monte del tratto oggetto di intervento, confluiscono nel Fosso Storto, la Fossa Sagramosa Tramarine, lo scolo Mirandolo e lo scolo Bolognese.

Lo scolo Mirandolo, fu scavato tra il 1194 e 1199 in occasione sempre della bonifica integrale di Palù. Ha origine da una sorgente situata in contrada Rivalunga in Comune di Zevio e, dopo aver costeggiato i confini settentrionali-orientali di Palù, si immette nel Fosso Storto in contrada Motte, dopo aver superato la pila omonima ormai dismessa.

La rete idraulica in questa zona è frutto di un’azione di bonifica che ha avuto inizio nel 1200. Risolto il problema dello scolo delle acque, la rete successivamente è stata integrata con corsi d’acqua aventi lo scopo di veicolare le portate per l’irrigazione. Con l’evoluzione dell’agricoltura, i mulini e le pile, presenti in questa zona hanno perso la loro funzionalità e con loro anche la rete di collettori necessari al loro funzionamento.

A questo vanno aggiunti, i diversi lavori che si sono resi necessari negli ultimi anni, per estendere il servizio irriguo che hanno portato a modificare parte della rete a servizio del bacino del Fosso Storto.

Il presidente

La condizione attuale – spiega il Presidente del Consorzio di Bonifica Veronese Antonio Tomezzoli – creava però problemi per il deflusso, perché la vicinanza della strada e gli esili argini, che dividono il fosso Storto dagli altri corsi d’acqua, causavano frane che ne riducevano la sezione e che non potevano essere sistemate per l’impossibilità di accedere sugli argini, che sono in parte privati e che hanno soprattutto dimensioni troppo esigue per il transito dei mezzi operativi.

L’intervento di ripristino della funzionalità idraulica del Fosso Storto – prosegue il Presidente del Consorzio che ha sede in Strada della Genovesa a Verona – ha rappresentato quindi anche l’occasione per porre in sicurezza la strada comunale e, al tempo stesso, ha anche permesso un importante intervento di riqualificazione ambientale del corso d’acqua.

Tra i vari interventi eseguiti dal Consorzio di Bonifica Veronese sul Fosso Storto, si è provveduto alla rimozione degli argini e al deposito del terreno per la chiusura degli scoli Turchetto delle Motte e Scolo delle Canne, alla realizzazione della nuova sponda sinistra del corso d’acqua con conseguente allargamento della strada e creazione di una banchina stradale e all’esecuzione di opere di ricomposizione ambientale, che consistono nella creazione di una fascia alberata lungo tutto lo sviluppo dell’intervento sul lato campagna.

I lavori sono terminati in dicembre, ma si è dovuto aspettare qualche giorno per riaprire la strada per attendere il perfetto compattamento della nuova banchina.

I lavori hanno avuto un costo complessivo di 280mila euro, dei quali 230mila a carico del Comune di Ronco all’Adige e 50mila a carico della Regione del Veneto.

 

Ufficio stampa

Consorzio di bonifica Veronese

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    Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta – L’intervento ad Arzignano

Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta – L’intervento ad Arzignano

Il presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta Silvio Parise: “messa in sicurezza un’area in cui si trovano abitazioni a rischio idraulico”

Pulizia è sinonimo di sicurezza per i corsi d’acqua.

È questo il caso dello scolo Restena-Carlette ad Arzignano, dove il Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta ha recentemente portato a termine delle importanti attività di manutenzione, con il taglio delle piante e la pulizia del fondo.

“Lo scolo Restena-Carlette è piuttosto importante – spiega il presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, Silvio Parise – in quanto ubicato in una vasta area, in parte residenziale, di Arzignano, dove il rischio idraulico è sempre stato significativo negli ultimi anni. La manutenzione, quindi, riveste oggi un carattere di particolare importanza, così come la sua esecuzione costante e meticolosità”. Il lavoro svolto è stato decisamente importante al fine di consentire il deflusso regolare delle acque.

“Sono interventi che vengono eseguiti quotidianamente dal Consorzio di bonifica in più scoli dei territori serviti – sottolinea il presidente Parise – e che spesso non destano la dovuta attenzione e non vengono considerati per l’effettiva utilità che hanno. L’attività viene svolta nell’ambito di un piano di manutenzione territoriale programmata, resa possibile grazie ad una rete di attenti tecnici presenti nel territorio e costantemente impegnati nella salvaguardia della rete idraulica”.

La messa in sicurezza degli scoli, che si sostanzia prioritariamente attraverso la pulizia e fresatura dei fondi e delle rive, è fondamentale per garantire a cittadini ed attività produttive una buona vivibilità del territorio, rispondendo al contempo ad una logica di pulizia generale che certamente non guasta. “Le attività svolte – conclude il presidente Parise – richiamano l’importante azione che il Consorzio di bonifica svolge in stretta sinergia con le amministrazioni comunali, al fine di manutenere nel migliore dei modi il territorio, così da renderlo fruibile ai cittadini, ma anche per preservarlo da rovinosi eventi naturali che potrebbero verificarsi in caso di abbandono e noncuranza”.

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Matteo Crestani

Ufficio stampa Consorzio APV

martedì 10 gennaio, 2017|Notizie, Sicurezza idraulica
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    Terrevolute – Un progetto per valorizzare il patrimonio materiale e immateriale nelle aree di bonifica del Veneto

Terrevolute – Un progetto per valorizzare il patrimonio materiale e immateriale nelle aree di bonifica del Veneto

Padova, 20 dicembre. Terre “evolute”, perché frutto di un secolare processo di evoluzione e miglioramento produttivo, economico e sociale, e terre “volute”, perché fortemente desiderate, ritenute indispensabili per le esigenze di una popolazione in continua crescita. È dunque un gioco di parole il nome del progetto scientifico Terrevolute. Valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale nelle aree di bonifica del Veneto realizzato dal Laboratorio di storia orale del Dipartimento di Scienze Storiche Geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova sotto la responsabilità scientifica della prof.ssa Elisabetta Novello, con il cofinanziamento di Consorzio di bonifica Bacchiglione e Consorzio di bonifica Adige Euganeo e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, i cui risultati sono stati presentati oggi nel corso di un convegno a Palazzo Bo, sede centrale dell’Ateneo patavino.

INIZIATI I LAVORI PER DUE NUOVI BACINI DI ESPANSIONE

Il Consorzio di bonifica Veronese ha dato il via in questo giorni ad un importante intervento di sicurezza idraulica, finalizzato alla riduzione delle portate delle acque di pioggia, che confluiscono dalle condotte fognarie del centro urbano di Bovolone e che vengono scaricate nel fiume Menago e nello scolo Menaghetto. Scopo dell’intervento è quello di arginare le situazioni di piena ed evitare, quindi, problemi di allagamento per i centri abitati circostanti.
“Queste situazioni, che una volta erano assolutamente episodiche – spiega il presidente del Consorzio di bonifica Veronese, Antonio Tomezzoli – tendono invece ora ripetersi frequentemente a causa dalle mutate condizioni climatiche, che determinano condizioni di precipitazioni più estreme, dando origine alle cosiddette bombe d’acqua. Parliamo di precipitazione di breve durata, ma di grande intensità – prosegue Tomezzoli – che causano deflussi tali da non risultare compatibili con le capacità attuali di portata dei canali di scolo, determinando pericolosi allagamenti ed esondazioni in aree urbane e agricole.”

Le opere, che sta realizzando il Consorzio di bonifica, prevedono, quindi, la realizzazione di due bacini di laminazione, pensati proprio per arginare le portate di piena, causate da precipitazioni di forte intensità.
Il primo dei due bacini (capacità: oltre 19.000 metri cubi) verrà realizzato immediatamente a valle dello scarico della zona industriale di Bovolone sul fiume Menago, in località Montagne; il secondo (volume: 7.000 metri cubi) verrà realizzato per ricevere le portate dell’area residenziale, che scarica nello scolo Menaghetto in località Crosare, sempre in comune di Bovolone.

Questo secondo intervento, che prevede anche lavori di riqualificazione ambientale come la plantumazione di aree boscate, sarà attuato in coordinamento con “Acque Veronesi”, che ha previsto uno studio di fattibilità per il potenziamento della rete fognaria, che andrà a scaricare proprio in questa vasca di laminazione, prima di essere evacuata.

I lavori sono previsti concludersi nel febbraio 2017.

venerdì 16 dicembre, 2016|Notizie, Sicurezza idraulica
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    Manutenzione: Importante fresatura di rive e fondo al Rio Albo a Montecchia di Crosara (VR)

Manutenzione: Importante fresatura di rive e fondo al Rio Albo a Montecchia di Crosara (VR)

Silvio Parise, Presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta

“Un detto da tenere sempre in considerazione suggerisce che prevenire è meglio che curare. Niente di più vero, anche per quanto concerne la sicurezza idraulica. La manutenzione idraulica programmata, infatti, è fondamentale per la sicurezza del territorio ed il Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta ne ha fatto un cavallo di battaglia, a tutto vantaggio della comunità locale”.

Con queste parole il presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, Silvio Parise, descrive i lavori recentemente conclusi al Rio Albo a Montecchia di Crosara, dove è stata effettuata un’attenta fresatura del fondo e delle rive con un escavatore cingolato. “Un territorio idraulicamente sicuro e pulito – aggiunge il presidente Parise – è un territorio migliore, in quanto migliore è la sua vivibilità, sia per i cittadini che per le attività professionali che in esso sono ubicate.

Con questo spirito e con grande senso etico, il Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta lavora ogni giorno per garantire ai cittadini un futuro sicuro e sereno, mettendo al riparo dai rischi abitazioni ed imprese”. Un lavoro di monitoraggio costante e capillare, in quanto bisogna ridurre al massimo le aree scoperte.

“Il territorio viene battuto a tappeto con meticolosità ed una professionalità di alto livello – conclude il presidente Parise – e, nel caso dello scolo Rio Albo, è stata eseguita un’accurata fresatura di rive e fondo, un intervento rilevante per la sicurezza idraulica e, quindi, per la tutela del territorio”.

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lunedì 12 dicembre, 2016|Notizie, Sicurezza idraulica