Dalla siccità alla piena

Attivati ieri notte tutti gli impianti idrovori che recapitano nei fiumi Livenza e Monticano.

Una precipitazione cumulata di oltre 120 mm in 36 ore, misurata su Conegliano, ha determinato una piena moderata tale da far intervenire tutte le squadre reperibili degli operatori consorziali nella notte.
Dalle 18 di ieri sera abbiamo aperto anche lo scolmatore del fiume Meschio nella cava Merotto di Colle Umberto. Pur non essendo il torrente Meschio in nostra gestione ma del Genio Civile, l’intervento tempestivo ha consentito di contenere la piena nei centri situati a valle (Cordignano in primis).
Rilevanti e comprese tra 50 e 100 mm anche le precipitazioni nel bacino montano del Piave.

Il personale consorziale presidia da ieri sera la traversa di Nervesa sul Piave, non è il fiume a far paura, per ora si attesta su poco meno di 200 mc/s, ma la grande quantità di trasporto solido (ramaglie, vegetazione, alghe) che dopo mesi di tempo secco viene raccolta e trasportata dall’acqua limacciosa.
Di positivo c’è la speranza che le piogge diano un contributo importante ai laghi montani per la prossima stagione irrigua.

venerdì 28 aprile, 2017|Notizie, Sicurezza idraulica
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    Alta Pianura Veneta | Messa in sicurezza del torrente Refosco a San Vito di Leguzzano

Alta Pianura Veneta | Messa in sicurezza del torrente Refosco a San Vito di Leguzzano

Sono stati recentemente portati a termine degli importanti interventi di espurgo, disboscamento, taglio piante e risagomatura di alcuni tratti del torrente Refosco a San Vito di Leguzzano (VI). Attività di rilievo per la messa in sicurezza di un corso d’acqua importante per l’Alto Vicentino, effettuata con una spesa di 15.749,94 euro.

“I lavori effettuati hanno una valenza non indifferente dal punto di vista della sicurezza idraulica – spiega il presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, Silvio Parise – ed il Consorzio di bonifica opera sempre tenendo conto anche dei cambiamenti climatici in atto, che mettono a dura prova i nostri corsi d’acqua, spesso interessati da eventi improvvisi ed abbondanti precipitazioni, che portano acqua impetuosa capace di danneggiare le sponde.

mercoledì 12 aprile, 2017|Notizie, Sicurezza idraulica
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    Bacchiglione | Sistemare i fossi privati per la sicurezza idraulica di tutti

Bacchiglione | Sistemare i fossi privati per la sicurezza idraulica di tutti

Al via i lavori a Saonara, capofila di quindici Comuni in un progetto da 1 milione di euro

Padova, 3 aprile. Sistemare la fossatura privata per migliorare la sicurezza idraulica del territorio. Questa settimana il Consorzio di bonifica Bacchiglione ha dato il via alla realizzazione dei lavori di manutenzione della maglia idraulica in sede privata nel Comune di Saonara.

Si tratta di un intervento del valore di 75 mila euro finanziato dalla Regione Veneto e dal Comune che, tuttavia, rientra in un progetto più ampio. Saonara, infatti, fa da apri pista per altri quattordici Comuni risultati vincitori del bando regionale per la realizzazione di interventi manutentori di carattere straordinario sulla maglia idraulica territoriale. Un progetto dal valore complessivo di quasi 1 milione e mezzo di euro, in cui il Consorzio di bonifica Bacchiglione è il soggetto esecutore.

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    Adige Po – Progetti in attesa di fondi per oltre 8 milioni di euro

Adige Po – Progetti in attesa di fondi per oltre 8 milioni di euro

Il progetto di un “repertorio nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo” – identificato con l’acronimo Rendis – nasce nel 2005 per conto del ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare, sull’attuazione di piani e programmi di interventi urgenti per la mitigazione del rischio idrogeologico finanziati dal Ministero

L’obbiettivo era quello ci creare un quadro unitario, delle opere e delle risorse impegnate nel campo di difesa del suolo, condiviso tra tutte le amministrazioni che operano sul territorio. Si tratta di uno strumento per migliorare il coordinamento dei lavori e ottimizzare la spesa nazionale per la difesa del suolo, con l’intento di far conoscere meglio ciò che le pubbliche amministrazioni realizzano sul territorio per ridurre il rischio geologico-idraulico.

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    I LAVORI DEL CONSORZIO DI BONIFICA A MIRA: INCONTRO PUBBLICO

I LAVORI DEL CONSORZIO DI BONIFICA A MIRA: INCONTRO PUBBLICO

Giovedì 23 marzo presso il centro civico il presidente Cazzaro e il direttore Bendoricchio incontreranno la cittadinanza per illustrare i lavori del Consorzio

I lavori nella zona dell’Idrovia e al parco Giare saranno oggetto di un incontro pubblico promosso dal Consorzio di bonifica Acque Risorgive con i cittadini del comune di Mira.

L’invito è per giovedì 23 marzo, alle ore 20.30, presso il centro civico di piazza Vecchia, in via Porto Menai. Dopo il saluto dell’assessore ai lavori pubblici, Luciano Claut, prenderanno la parola il presidente Francesco Cazzaro e il direttore Carlo Bendoricchio che illustreranno funzioni e compiti del consorzio di bonifica, gli interventi di manutenzione eseguiti sul territorio comunale di Mira, con particolare rilievo ai lavori nella zona dell’idrovora e al parco Giare.

 

Enrico Scotton

Acque Risorgive

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    PRESIDENTE E DIRETTORE IN SOPRALLUOGO AI CANTIERI APERTI SUL COMPRENSORIO

PRESIDENTE E DIRETTORE IN SOPRALLUOGO AI CANTIERI APERTI SUL COMPRENSORIO

Il Presidente del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale Giorgio Piazza e il Direttore Sergio Grego martedì 28 febbraio hanno effettuato un sopralluogo di verifica dello stato di avanzamento dei cantieri che il Consorzio sta realizzando per il potenziamento della rete idraulica di bonifica a salvaguardia del comprensorio, finanziati dalla Regione Veneto.

La visita è partita dal cantiere dei lavori di potenziamento dell’impianto idrovoro Palù Grande, in comune di Concordia Sagittaria, intervento da 1,5 milioni di Euro ormai prossimo alla fase di collaudo. Si tratta di un intervento di particolare importanza in quanto riguarda l’idrovora a servizio di gran parte dell’abitato di Concordia Sagittaria, e in particolare delle aree più basse come il Paludetto, soggette a frequenti episodi di allagamento in caso di precipitazioni intense. La portata dell’impianto, al termine dei lavori passerà da 2500 a 9900 litri al secondo.

Piazza e Grego si sono poi recati sui luoghi oggetto del secondo stralcio dei lavori sopra descritti, anch’esso da 1,5 milioni di Euro e che riguarda il risezionamento del canale Fosson e la realizzazione di un nuovo canale deviatore di collegamento tra il canale delle Basse e lo stesso canale Fosson facente capo all’impianto idrovoro Palù Grande. Questi lavori prenderanno il via non appena concluse le procedure di affidamento, nella primavera 2017.

mercoledì 1 marzo, 2017|Notizie, Sicurezza idraulica
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    Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta – Importante ripresa frane agli scoli Biniega e Sarega ad Albaredo d’Adige (VR)

Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta – Importante ripresa frane agli scoli Biniega e Sarega ad Albaredo d’Adige (VR)

Il presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta Silvio Parise: “un intervento di messa in sicurezza a tutela di abitazioni ed imprese”

La forza dell’acqua è tanta e tale, che spesso ci si rende conto dei danni che può provocare soltanto dinnanzi al fatto compiuto. È il caso degli scoli Biniega e Sarega ad Albaredo d’Adige (VR), dove il Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta è prontamente intervenuto per porre rimedio alla frana di una sponda che, in occasione di una piena avrebbe potuto determinare danni significativi alle abituazioni ed alle imprese limitrofe.

“Intervenire prontamente è fondamentale per mettere in sicurezza il territorio – spiega il presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, Silvio Parise – e così è avvenuto allo scolo Biniega, dove il personale specializzato ha consolidato la sponda ceduta per effetto dell’erosione dell’acqua, con ben 120 t di pietrame, mentre allo scolo Sarega la messa in sicurezza è avvenuta attraverso l’applicazione di appositi pali”. L’erosione dell’acqua, specie a valle, non è l’unica insidia. Infatti, come più volte ribadito dal Consorzio, la presenza numerosa di nutrie rappresenta una vera e propria minaccia per la sicurezza idraulica.

“Le nutrie sono dei roditori importati parecchi anni fa nel Vicentino e che oggi risultano del tutto ingestibili. Questi animali – prosegue il presidente Parise – creano veri e propri canali sotto alle sponde che le indeboliscono e le rendono facilmente danneggiabili dal flusso idrico”. La sorveglianza del territorio e dei corsi d’acqua, quindi, risulta determinante per scongiurare allagamenti anche di vasta portata. “Il territorio viene battuto a tappeto con meticolosità ed una professionalità di alto livello – conclude il presidente Parise – e, nel caso degli scoli Biniega e Sarega, è stato eseguito un accurato ripristino di alcuni tratti spondali danneggiati dal normale deflusso dell’acqua, nonché la pulizia ed il risezionamento del fondo, interventi importanti per la sicurezza idraulica”.


Matteo Crestani
Giornalista

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giovedì 26 gennaio, 2017|Notizie, Sicurezza idraulica

La nutria e i danni sul territorio veneto

La nutria (Myocastor coypus) è una specie invasiva presente sul territorio Italiano, diffusa nel centro e nord Italia con piccoli nuclei isolati nell’Italia meridionale. Ad essa sono attribuiti diversi danni ambientali, soprattutto in aree agricole di pianura, tra i quali emerge l’erosione delle sponde dei canali e l’indebolimento della tenuta degli argini a causa delle gallerie scavate.

A questo si aggiungono i rischi legati al cedimento del terreno in corrispondenza delle gallerie, cedimento che può provocare il ribaltamento di trattori e altri mezzi agricoli. Tale problematica ha assunto negli ultimi anni grossa rilevanza, impegnando i Consorzi di bonifica con spese ingenti e continuo impiego di personale. Il problema nutrie è stato affrontato anche a livello locale suscitando una crescente (e contrastante) reazione da parte dei cittadini, oltre che degli enti di gestione del territorio, per le implicazioni di tipo economico, idraulico e sociale.

Nonostante la proliferazione delle nutrie provochi gravi danni alle sistemazioni idraulico-agrarie, l’importanza dell’erosione indotta dagli animali è stata sino ad ora raramente quantificata e le informazioni disponibili sono limitate alla conoscenza locale o perizie tecniche in loco.

lunedì 16 gennaio, 2017|Notizie, Sicurezza idraulica

Consorzio di bonifica Adige Po – Nuovo look al Ceresolo

Si intravedono i primi risultati del lavoro messo in piedi dal Consorzio di bonifica Adige Po per sistemare il Ceresolo. Sono a buon punto i lavori di risezionamento e presidio delle sponde del canale e a Badia buona parte dell’intervento è stato concluso.

I lavori procedono spediti e chi transita lungo via Colombano può notare come sia decisamente cambiato il look del canale. Sulle sponde sono stati inseriti i pali, le burghe e le pietre che stanno caratterizzando il tratto, dando di fatto una nuova immagine al Ceresolo. I lavori per il consolidamento delle sponde dell’alveo riguardano anche Lendinara e Lusia e proprio in ragione di ciò, l’ente di bonifica sta tenendo in piedi più cantieri.

venerdì 13 gennaio, 2017|Notizie, Sicurezza idraulica
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    Consorzio di bonifica Veronese – sistemato il fosso storto a Ronco d’Adige

Consorzio di bonifica Veronese – sistemato il fosso storto a Ronco d’Adige

Il Consorzio di Bonifica Veronese ha iniziato lo scorso maggio i lavori di sistemazione e riqualificazione del Fosso Storto, nel tratto che fiancheggia la strada comunale in località Colombarotto. Il Fosso Storto, che si trova sul confine tra i Comuni di Ronco all’Adige e di Palù, ha origine in località Albaro e dopo un percorso rettilineo verso sud attraversa il comune di Oppeano, dove piega bruscamente verso est descrivendo un sinuoso semicerchio, immettendosi nel Bussè a nord del Bastiello.

Tra il 1194 e il 1199 venne realizzata la bonifica integrale del Comune di Palù. La maggior parte delle acque che defluivano dall’area bonificata si immettevano nel Fosso Storto, che ne costituiva il limite sud-orientale. Successivamente confluirono nel Fosso Storto anche le colaticce delle nuove irrigazioni. La situazione odierna rispecchia quella del passato. A monte del tratto oggetto di intervento, confluiscono nel Fosso Storto, la Fossa Sagramosa Tramarine, lo scolo Mirandolo e lo scolo Bolognese.

Lo scolo Mirandolo, fu scavato tra il 1194 e 1199 in occasione sempre della bonifica integrale di Palù. Ha origine da una sorgente situata in contrada Rivalunga in Comune di Zevio e, dopo aver costeggiato i confini settentrionali-orientali di Palù, si immette nel Fosso Storto in contrada Motte, dopo aver superato la pila omonima ormai dismessa.

La rete idraulica in questa zona è frutto di un’azione di bonifica che ha avuto inizio nel 1200. Risolto il problema dello scolo delle acque, la rete successivamente è stata integrata con corsi d’acqua aventi lo scopo di veicolare le portate per l’irrigazione. Con l’evoluzione dell’agricoltura, i mulini e le pile, presenti in questa zona hanno perso la loro funzionalità e con loro anche la rete di collettori necessari al loro funzionamento.

A questo vanno aggiunti, i diversi lavori che si sono resi necessari negli ultimi anni, per estendere il servizio irriguo che hanno portato a modificare parte della rete a servizio del bacino del Fosso Storto.

Il presidente

La condizione attuale – spiega il Presidente del Consorzio di Bonifica Veronese Antonio Tomezzoli – creava però problemi per il deflusso, perché la vicinanza della strada e gli esili argini, che dividono il fosso Storto dagli altri corsi d’acqua, causavano frane che ne riducevano la sezione e che non potevano essere sistemate per l’impossibilità di accedere sugli argini, che sono in parte privati e che hanno soprattutto dimensioni troppo esigue per il transito dei mezzi operativi.

L’intervento di ripristino della funzionalità idraulica del Fosso Storto – prosegue il Presidente del Consorzio che ha sede in Strada della Genovesa a Verona – ha rappresentato quindi anche l’occasione per porre in sicurezza la strada comunale e, al tempo stesso, ha anche permesso un importante intervento di riqualificazione ambientale del corso d’acqua.

Tra i vari interventi eseguiti dal Consorzio di Bonifica Veronese sul Fosso Storto, si è provveduto alla rimozione degli argini e al deposito del terreno per la chiusura degli scoli Turchetto delle Motte e Scolo delle Canne, alla realizzazione della nuova sponda sinistra del corso d’acqua con conseguente allargamento della strada e creazione di una banchina stradale e all’esecuzione di opere di ricomposizione ambientale, che consistono nella creazione di una fascia alberata lungo tutto lo sviluppo dell’intervento sul lato campagna.

I lavori sono terminati in dicembre, ma si è dovuto aspettare qualche giorno per riaprire la strada per attendere il perfetto compattamento della nuova banchina.

I lavori hanno avuto un costo complessivo di 280mila euro, dei quali 230mila a carico del Comune di Ronco all’Adige e 50mila a carico della Regione del Veneto.

 

Ufficio stampa

Consorzio di bonifica Veronese