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DEFLUSSO ECOLOGICO, ROMANO (ANBI VENETO): “SPERIMENTAZIONE TENGA CONTO DI SPECIFICITÀ SITI”

Deflusso ecologico, qualcosa si muove. Il tema è approdato lunedì 13 novembre alla III Commissione (Agricoltura) del Consiglio Regionale del Veneto; nei prossimi 15 giorni sarà oggetto di due iniziative promosse dall’Autorità di bacino Alpi Orientali a Vicenza e Pordenone.

“Il tema del deflusso ecologico va oltre l’applicazione di asettiche formule matematiche, per questo è necessario sperimentare misure sostenibili che tengano in considerazione le specificità dei singoli siti. La sperimentazione è necessaria per evitare che venga compromessa la distribuzione della risorsa idrica”. Con queste parole il presidente di Anbi Veneto Giuseppe Romano si è rivolto, lunedì 13 novembre, alla III Commissione (Agricoltura) del Consiglio Regionale del Veneto riunitosi, su richiesta di Anbi Veneto e delle autorità di bacino Alpi Orientali e fiume Po, per affrontare il tema del deflusso minimo ecologico.

“I fiumi – ha spiegato Romano – devono essere salvaguardati ma anche il territorio deve vivere, senza compromettere l’agricoltura e anche gli altri usi. È importante che la Regione ne sia consapevole e fa ben sperare il fatto che si sia espressa nei termini proposti da Anbi Veneto”.

La discussione sul deflusso ecologico, ormai entrata nel vivo, avrà altri importanti appuntamenti nelle prossime due settimane. L’Autorità di Bacino delle Alpi Orientali ha infatti promosso due iniziative che si terranno a Vicenza (il 22 e 30 novembre) e a Pordenone (il 24 e il 29 novembre): due sedi localizzate in aree diverse del Distretto per facilitare un’ampia partecipazione. In entrambi i casi, il primo appuntamento sarà dedicato all’illustrazione del metodo di riferimento distrettuale per la determinazione del deflusso ecologico, il secondo sarà dedicato all’ascolto e alla condivisione delle idee. “Gli incontri promossi dall’Autorità di bacino delle Alpi Orientali – ha affermato il presidente di Anbi Veneto – rappresentano un ulteriore, fondamentale, passo in avanti nella discussione sui parametri del deflusso ecologico. È dunque importante che tutti i portatori di interesse vi partecipino, a partire dai consorzi di bonifica.

L’Ordine del Giorno nella pagina della Consiglio Regionale Veneto

PIANO INVASI E PREVENZIONE IDROGEOLOGICA: SERVE IL SOSTEGNO DELLA REGIONE

Sulla carta le opere sono 697, per un valore complessivo che supera il miliardo e settecento milioni di euro. Di queste, 25 sono già progetti esecutivi pronti cioè ad essere realizzati, appena arriveranno i 65 milioni necessari a pagarle. Sono le opere di cui il Veneto ha bisogno per la sicurezza idrogeologica, secondo quanto segnalato dai consorzi di bonifica. Nel grande libro dei progetti figurano anche 56 tra bacini idrici e opere di riconversione irrigua che entreranno nel nascente Piano Invasi nazionale previsto nella legge di Stabilità 2018 per il quale saranno stanziati fino al 2022 50 milioni di euro annui. Romano (presidente di Anbi Veneto): “Dallo Stato una concreta presenza di coscienza dell’importanza di tali opere, ma è fondamentale che anche la Regione del Veneto faccia la sua parte, a partire dalla legge di Bilancio”.

(.pdf dei documenti in fondo pagina)

Si è svolta lunedì 7 novembre presso il Consorzio di Bonifica Veronese la conferenza stampa, promossa da Anbi Veneto (l’associazione che riunisce i consorzi di bonifica), di presentazione dei dati relativi alle opere necessarie per la messa in sicurezza idrogeologica del Veneto; contestualmente sono state presentate anche le opere che verranno inserite nel nascente Piano Invasi previsto nella Legge di Stabilità 2018. Alla conferenza hanno partecipato il direttore generale di Anbi Massimo Gargano, il presidente di Anbi Veneto, Giuseppe Romano, il direttore di Anbi Veneto, Andrea Crestani, e il presidente del Consorzio di Bonifica Veronese, Antonio Tomezzoli.

Manutenzione Veneto

Sono ben 697, per un valore complessivo stimato in  € 1.745.551.167, le opere necessarie alla prevenzione del rischio di dissesto idrogeologico nel Veneto. L’elenco, redatto da Anbi Veneto, raccoglie le segnalazione dei 11 Consorzi di Bonifica della Regione ed è inserito nel rapporto Anbi 2017 dal titolo “Manutenzione Italia: Azioni per l’Italia Sicura” presentato lo scorso 16 ottobre alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Si tratta di un piano dettagliato che a livello nazionale presenta ben 3.709 interventi per un importo complessivo che sfiora gli 8 miliardi di euro  (€ 7.961.215.488). Il Veneto è la prima regione per valore economico complessivo degli interventi, la terza per numero.

Una dettagliata lista di misure dunque, in cui le opere sono catalogate a seconda dello stato di avanzamento dei progetti. Al livello iniziale della scala figurano le Idee progettuali; nella parte alta si trovano i Progetti esecutivi, ovvero i progetti approvati che attendono solo i finanziamento per essere cantierati. Nel mezzo sono indicate anche le opere all’esame di Fattibilità, i progetti Preliminari (primi elaborati di progetto) e i Definitivi (approvati ma ancora privi di autorizzazioni necessarie all’esecutività).

Le opere allo stato “esecutivo”, in attesa cioè di stanziamenti per essere realizzate, sono state inserite nella piattaforma ReNDiS (Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo), il database digitale di Ispra che costituisce di fatto il registro delle opere da finanziare. Le opere sono state individuate coerentemente con le indicazioni di Italia Sicura, l’unità di missione istituita nel 2014 in seno alla Presidenza del Consigli dei Ministri contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche. Per il Veneto si tratta di 25 progetti esecutivi per un valore complessivo di 65 milioni di euro.

Il Piano Invasi

Il rapporto “Manutenzione Italia” include anche gli invasi multifunzione, ovvero bacini per il risparmio di acqua negli usi agricoli e civili nonché fondamentali riserve idriche per mitigare gli effetti della siccità. Per queste opere si è aperta una strada diretta di finanziamento con la Legge di Stabilità che prevede un vero e proprio Piano Invasi e stanzia risorse a livello nazionale per 50 milioni di euro annui per il periodo 2018 – 2022. Tale valore, pur lontano dal finanziare tutte le opere del Piano – solo il Veneto indica come necessari ben 56 invasi (circa un terzo dei 188 nazionali) per un valore complessivo di 549.231.519 di euro (il 13,4% rispetto ai 4 miliardi che costituiscono il valore complessivo nazionale) -, rappresenta comunque una prima concreta forma di intervento per un problema sempre più attuale. “L’inserimento del Piano Invasi nella Legge di Stabilità prevede lo stanziamento di complessivo di 250 milioni di euro in cinque anni, dal 2018 al 2022 – spiega Andrea Crestani direttore di Anbi Veneto -. Sono risorse non sufficienti, se si pensa che 250 milioni non coprono neanche un decimo del valore delle opere di cui il solo Veneto ha bisogno, ma rappresentano comunque un primo passo importante”.

“Da Governo segnali concreti di attenzione, ora anche la Regione del Veneto faccia la sua parte”

Anche il Veneto, come del resto tutta l’Italia, deve uscire da un’ottica di emergenza e lavorare in maniera sistemica alla messa in sicurezza idrogeologica dei territori – afferma il presidente di Anbi Veneto Giuseppe Romano – . Per questi fondamentali obiettivi serve l’impegno sia dello Stato che della Regione; il primo sta cominciando a fare la sua parte, anche se non abbiamo ancora visto i finanziamenti. Il nostro auspicio ora è che anche la Regione del Veneto, già nella legge di Bilancio che sta discutendo in questi giorni, metta in campo le risorse necessarie per contribuire al finanziamento a opere fondamentali per il territorio e i cittadini. Si tratta di interventi che non possono essere più procrastinati”.

Il Paese – ha affermato il direttore generale di Anbi Massimo Gargano – ha bisogno di un nuovo modello di sviluppo che metta al centro il territorio e i suoi valori, penso in particolare al Made in Italy agroalimentare, alle grandi bellezze artistiche, paesaggistiche e ambientali di cui l’Italia è ricchissima. Tutto questo patrimonio non può essere impaludato in una logica che grida alla siccità, allo smog, agli eventi alluvionali, soprattutto oggi che un qualcuno, rimboccandosi le maniche, ha regalato al Paese importanti progettualità tese a contrastare in maniera efficace ed economica queste tematiche, rispetto al quale sono state fatte anche delle scelte a livello centrale con risorse importanti che però oggi si riesce con grande difficoltà a spendere. Questa è la sfida per il futuro per i giovani, per il lavoro e per la competitività del Paese sui mercati globali”.

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Progetti esecutivi inseriti nella piattaforma ReNDiS (in attesa di finanziamenti per aprire i cantieri)

Progetti che verranno inseriti nel nascente Piano Invasi

Sintesi dei progetti di Manutenzione Italia, ReNDiS e Piano Invasi 

Consolidamento delle sponde alle Rogge Franzana ed Igna (Montecchio Precalcino) e Negri (Dueville)

Ben 400 tonnellate di pietrame per mettere in sicurezza tre rogge situate tra Montecchio Precalcino e Dueville, nel Vicentino. Questi i numeri relativi agli interventi che il Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta ha da poco concluso alle rogge Franzana ed Igna a Montecchio Precalcino e Negri a Dueville. Gli interventi sono conseguenti al normale fenomeno di erosione che l’acqua provoca sulle sponde dei corsi d’acqua. Accanto a tale irrisolvibile problema, si aggiunge il costante pericoloso traforo eseguito dalle nutrie, che non ha ancora trovato un’efficace soluzione.

“I lavori in questione sono stati eseguiti con uomini e mezzi del Consorzio – spiega il presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, Silvio Parise – e rientrano nell’attività di manutenzione ordinaria che l’ente attua nel territorio di competenza, costituito da ben 98 Comuni tra Padova, Verona e Vicenza. L’attenzione è sempre alta e la collaborazione stretta con le amministrazioni comunali appare fondamentale per la salvaguardia e sicurezza del territorio”. Per l’intervento di consolidamento spondale della Roggia Franzana sono state impiegate 35 tonnellate di pietrame e 18 metri cubi di calcestruzzo. (altro…)

Interventi di manutenzione alle Rogge Roggetta (Trissino Vaccheria), Seriola e Tribolo a Vicenza

L’erosione dell’acqua non è l’unica insidia sulle sponde dei corsi d’acqua. Il costante pericoloso traforo eseguito dalle nutrie, infatti, non ha ancora trovato un’efficace soluzione. Risolti i problemi idraulici alle Rogge Roggetta, meglio nota come Trissino Vaccheria, Seriola e Tribolo, in territorio comunale di Vicenza, recentemente interessate da interventi di consolidamento spondale con palificata e pietrame, nonché di ripresa frane.

I tre corsi d’acqua, infatti, potevano essere oggetto di pericolosi cedimenti in alcuni tratti di sponda, a causa della normale azione erosiva dell’acqua e della presenza, ad oggi irrisolta, delle nutrie. “I lavori in questione sono stati eseguiti con uomini e mezzi del Consorzio – spiega il presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, Silvio Parise – e rientrano nell’attività di manutenzione ordinaria che l’ente effettua nel territorio di competenza, formato da ben 98 Comuni tra Padova, Verona e Vicenza. L’attenzione è sempre alta e la collaborazione stretta con le amministrazioni comunali appare fondamentale per la salvaguardia e sicurezza del territorio”. (altro…)

Bacchiglione | Porta Trento, terminati i lavori

Conclusi i lavori a Porta Trento, il Consorzio di bonifica Bacchiglione ha terminato la realizzazione della nuova apertura di scarico lungo lo scolo Fossa Bastioni. In sinergia con il nuovo collettore di diversione delle acque bianche realizzato da Acegas Aps Amga s.p.a, il nuovo varco idraulico costruito in corrispondenza dell’opera di sostegno della porta padovana, che risale agli anni tra il 1925 e il 1930, contribuirà a garantire la sicurezza idraulica del bacino Ovest di Padova. In seguito all’intervento di Acegas Aps, che scarica le acque nello scolo Fossa Bastioni a monte del sostegno consorziale, infatti, si era resa necessaria la realizzazione di un’idonea sezione idraulica in corrispondenza del sostegno stesso. (altro…)

APV | Consolidamento delle sponde con palificata e pietrame alla Roggia Feriana di Caldogno

L’erosione dell’acqua non è l’unica insidia sulle sponde dei corsi d’acqua. Il costante pericoloso traforo eseguito dalle nutrie, infatti, non ha ancora trovato un’efficace soluzione. Risolti i problemi idraulici alla Roggia Feriana, in via Preara a Caldogno (VI), recentemente interessata da un intervento di consolidamento spondale con palificata e pietrame. (altro…)

BACCHIGLIONE | Sicurezza idraulica: rialzo degli argini e un nuovo impianto idrovoro

Rialzo degli argini e un nuovo impianto idrovoro, il Consorzio di bonifica Bacchiglione dà il via ai lavori a Montegrotto Terme. Conclusa positivamente la bonifica bellica e terminata la prima fase di rilievi archeologici, con la consegna dei lavori avvenuta giovedì 29 giugno, il Consorzio Bacchiglione ha dato il via all’apertura del cantiere.

«Dopo gli allagamenti avvenuti nel febbraio 2014, quando a causa delle intense precipitazioni l’acqua ha sormontato gli argini degli scoli consorziali, il Consorzio ha approvato un progetto di messa in sicurezza del nodo idraulico di Montegrotto e Battaglia Terme – ha affermato il Presidente del Consorzio Bacchiglione, Paolo Ferraresso –. La realizzazione di questo intervento si inserisce in un piano che il Consorzio ha portato a termine nel corso degli ultimi quindici anni nel bacino Colli Euganei, come la nuova botte del Pigozzo e gli interventi sugli scoli Rialto, Poggese e Menona. Si tratta quindi di un’opera ideata per garantire una maggiore sicurezza idraulica a Montegrotto in una logica di bacino». (altro…)

Importanti lavori di adeguamento al manufatto Aldegheri ad Arcole (VR)

Il presidente Silvio Parise: “lavoriamo ogni giorno per il miglior uso e la razionalizzazione dell’acqua”

San Bonifacio, 29 giugno 2017. “L’acqua è un bene prezioso, occorre salvaguardarne ogni singola goccia. Sentiamo dirlo praticamente ogni giorno, ma occorre passare dalle parole ai fatti, attraverso la formazione ed informazione dei cittadini, a partire dai più piccoli. E con questo spirito il Consorzio di bonifica ha recentemente effettuato dei lavori di sistemazione del sostegno irriguo allo scolo Masera ad Arcole (VR)”. Con queste parole il presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, Silvio Parise, descrive i lavori recentemente effettuati al manufatto Aldegheri ad Arcole, dove sono state cambiate le paratie con altre a settore per meglio regolare i livelli irrigui e, quindi, per un uso più razionale dell’acqua.

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PRIMO TEST PER I CANALI DI GRONDA DELLA A4

Un sopralluogo congiunto dei Tecnici del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale, di Autovie Venete e delle imprese appaltatrici si è svolto ieri mercoledì 7 giugno presso i cantieri dei lavori di realizzazione dei canali paralleli al tracciato dell’autostrada A4, per valutare la situazione e verificare lo stato di avanzamento dei lavori.
Si tratta di importanti opere di salvaguardia idraulica connesse con i lavori per la realizzazione della terza corsia autostradale fortemente volute dal Consorzio che, a realizzazione completata, seguiranno il tracciato autostradale dal Livenza al Tagliamento, agevolando il deflusso delle acque dei territori posti a nord della A4.
I lavori hanno preso avvio dall’estremo est del nostro comprensorio, nel tratto posto fra il canale Taglio e il nuovo ponte sul fiume Tagliamento, ed hanno già avuto modo di svolgere una prima azione di invaso e trattenimento delle portate durante le intense precipitazioni temporalesche di martedì scorso.
Il Presidente del Consorzio Giorgio Piazza esprime grande soddisfazione per un’ulteriore importante serie di opere che ha preso avvio e che produrrà un maggior grado di sicurezza idraulica ed una migliore gestione delle risorse idriche nel Veneto Orientale.
I lavori si protrarranno per tutto il 2017 e in continuità proseguiranno con gli altri lotti fino al fiume Livenza.

 

 

Conclusi i lavori sulla botte del Pigozzo antica

Ferraresso: «Lavoriamo in sinergia con le amministrazioni comunali per rispondere all’esigenza del territorio. Ora la zona è più bella e sicura»

6 giugno, Battaglia Terme. Niente più acqua stagnante. I lavori del Consorzio restituiscono valore all’area a valle dell’antica botte del Pigozzo, un manufatto scavato in uno spuntone di roccia, su cui sorge l’antica chiesetta intitolata a S. Maria Assunta, per sottopassare il canale Battaglia e collegare lo scolo Rialto con il Sottobattaglia. I lavori cominciati a marzo sono ormai conclusi.

«Abbiamo terminato i lavori con grande soddisfazione – afferma il Presidente del Consorzio di bonifica Bacchiglione, Paolo Ferraresso. Questo intervento è nato da un sopralluogo fatto sul posto insieme al Sindaco di Battaglia Terme Massimo Momolo ed è un chiaro esempio di come l’attuale amministrazione del nostro Consorzio sia intenzionata ad operare per il territorio in sinergia con le amministrazioni locali. Ora la zona non è solo più sicura dal punto di vista idraulico ma anche più bella».

I lavori di pulizia e risezionamento dell’alveo dello scolo Rialto, eseguiti in diretta amministrazione dal Consorzio, oltre a creare una nuova pista di passaggio per la futura manutenzione, hanno costituito anche un importante intervento di vivificazione ambientale e riqualificazione paesaggistica.

La nuova botte del Pigozzo, entrata in funzione nel 2001, aveva già migliorato il deflusso delle acque dello scolo Rialto, che raccoglie tutte le acque piovane del bacino Colli Euganei (un’area di oltre 11 mila ettari), garantendo così la sicurezza idraulica dell’intera zona. In seguito a questo intervento però, la vecchia botte aveva acquisito una funzione idraulica meno importante e il corso d’acqua finiva spesso con il trasformarsi in una pozza stagnante. Oggi, grazie ai lavori realizzati dal Consorzio di bonifica Bacchiglione, il problema è stato risolto con beneficio del bel paesaggio che circonda il Castello del Catajo.

 

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