CONSORZIO LEB | Parte la stagione irrigua 2017

 

Il Consorzio Leb apre la stagione irrigua «Servono però manutenzioni»

Il Consorzio ha alzato le paratie che consentono di irrigare 83mila ettari di campagna con l’acqua dell’Adige

L’ente presieduto da Zampicinini reclama però l’aumento di portata da 26,5 a 45 metri cubi al secondo e fondi per rinforzare le sponde

Arriva l’acqua del Leb nei campi veronesi, vicentini e padovani ma non spegne il fuoco delle polemiche sulla penuria di fondi per le manutenzioni e sulla mancata concessione di un aumento di portata del canale irriguo più importante del Veneto centrale. Ieri mattina, con una cerimonia nella sede del Consorzio Leb (Lessinio-Euganeo-Berico), alla presenza del presidente Luciano Zampicinini e dei parroci fra Paolo Costa e don Stefano Piccolo, sono state aperte le paratie che consentono all’acqua dell’Adige, prelevata tramite il canale ex Sava, di irrigare terreni agricoli per una superficie complessiva di quasi 83mila ettari, fino ai confini con il Veneziano.

giovedì 16 marzo, 2017|Irrigazione, Notizie
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    ANBI VENETO CHIEDE UN TAVOLO REGIONALE PER LA GESTIONE DELLA CRISI IDRICA

ANBI VENETO CHIEDE UN TAVOLO REGIONALE PER LA GESTIONE DELLA CRISI IDRICA

“Siamo in crisi idrica. Chiediamo alla Regione del Veneto che venga convocato un tavolo di concertazione per la gestione dell’emergenza, che ormai ogni anno crea danni ingentissimi al mondo dell’agricoltura e al paesaggio.”

La richiesta parte da Giuseppe Romano, Presidente di Anbi Veneto, a margine degli Osservatori per le crisi idriche che si sono tenuti in questi giorni presso le Autorità di Distretto “Padano” ed “Alpi Orientali”.

Gli Osservatori sono cabine di regia, che analizzano i dati tecnici per fornire indicazioni utili alla Regione del Veneto al fine di prendere provvedimenti.

giovedì 16 marzo, 2017|Irrigazione, Notizie

Irrigazioni al via senza riserve d’acqua

A un mese dall’avvio delle irrigazioni, la situazione per la disponibilità dell’acqua nel Veneto si presenta difficile. Giuseppe Romano è presidente dell’Anbi Veneto, presidente del Consorzio di bonifica Piave e imprenditore agricolo.

Come vede questa situazione?

«Il problema non si nota ora, ma le temperature si stanno alzando, presto comincerà a esserci bisogno di irrigazione per l’agricoltura che finora non ha
utilizzato nemmeno un litro d’acqua per le proprie attività e la prospettiva non è delle migliori. Speriamo che possa esserci una primavera e un’estate sopra la media per le piovosità altrimenti avremmo una grandissima difficoltà a garantire l’irrigazione».
I bacini montani sono una riserva sufficiente?
«I bacini montani hanno acqua sufficiente a garantire l’irrigazione agricola per 35, 40 giorni. Normalmente è previsto che lo scioglimento delle nevi li
riempia di nuovo man mano che si svuotano,mase in montagna non c’è riserva nevosa e i laghi sono al 60, 65%, non si può andare avanti a lungo».
Sarà di nuovo emergenza siccità?
«Più che un’emergenza, la siccità è una costante. Abbiamo avuto problemi di siccità nel 2003 – 2005 – 2009 – 2015 – 2016. Qui c’è una forte miopia da parte del sistema politico che sta facendo pochissimo per infrastrutturare i sistemi irrigui, per ammodernarli in modo da utilizzare meglio le scarse risorse idriche e poter avere con la stessa acqua maggiore capacità di irrigazione».
Quanto servirebbe per ammodernare il sistema irriguo veneto?
«Sono presidente del consorzio Piave: a noi servirebbero 350 milioni di euro. La beffa è che l’ultimo piano irriguo nazionale stanzia per 7 anni (2014 – 2021) 280 milioni di euro per tutta l’Italia. Sono fondi comunitari co-finanziati tra Stato e Regioni, ma sono assolutamente insufficienti, non siamo neppure nell’ordine di grandezza della necessità dei dieci Consorzi di bonifica del Veneto».
E a livello veneto quale sarebbe la necessità?
«Il prodotto interno lordo dell’agricoltura nel Veneto è di 5 miliardi e 500 milioni. Questo è il dato da cui bisogna partire in termini di ricchezza. Abbiamo progetti cantierabili per l’irrigazione per oltre un miliardo, per il sistema complessivamente potrebbero servire 3,5 miliardi. Può sembra una cifra alta, ma bisogna considerare qual è il Pil dell’agricoltura in questa Regione e quanti sono i posti di lavoro coinvolti. La siccità è destinata ad essere una costante, non possiamo continuare a pregare e sperare senza fare nulla di concreto».
Com’è organizzata l’irrigazione in questomomento?
«Abbiamo 600 mila ettari di irrigazione strutturati, di cui 50 mila con l’irrigazione goccia a goccia che è quella che dà risultati migliori con un consumo
d’acqua molto inferiore. Bisognerebbe allargare questo tipo di irrigazione e quella a pioggia. Abbiamo poi altri 200 mila ettari di irrigazione “di soccorso” che si fa a un terreno quando si verificano condizioni non previste tali da pregiudicare la resa della coltura in atto».

 

NMT

mercoledì 8 marzo, 2017|Irrigazione, Notizie
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    Villafranca: il Consorzio di Bonifica Veronese prosegue con le manutenzioni sulla rete irrigua

Villafranca: il Consorzio di Bonifica Veronese prosegue con le manutenzioni sulla rete irrigua

Arriva marzo, si avvicina a grandi passi l’apertura della prossima stagione irrigua, e proseguono sull’intero comprensorio consortile le attività di manutenzione degli impianti e delle reti di distribuzione dell’acqua.

Nel Comune di Villafranca si sono succeduti negli scorsi giorni alcuni interventi di rilievo.

In via Cefalonia, lungo il Canale Raccoglitore Secondario Feriadon tecnici e mezzi del Consorzio di Bonifica Veronese hanno provveduto a sostituire 140 metri di tubazione interrata del diametro 100 con tubi in cemento armato del diametro di 140 centimetri. Scopo dell’intervento è stato quello di aumentare la capacita di scarico del canale.

Sempre a Villafranca, lungo il Canale Terziario in località Gallinelle il Consorzio ha sostituito settanta metri di canale in terra, ormai inadeguato, posando tubazioni in cemento armato del diametro di 70 centimetri e della lunghezza di 3.60 metri.

In località Prabiano tecnici e mezzi del Consorzio hanno poi sostituito settanta metri di tubazione interrata del Canale Terziario 574/s, sostituendola con tubazioni di cemento armato anche qui del diametro di 70 centimetri e della lunghezza di 3.60 metri.

lunedì 6 marzo, 2017|Irrigazione, Notizie

#LEBisgreen – Giornata dell’irrigazione 2017

Il canale L.E.B. può diventare una grande opportunità per l’agricoltura del Veneto centrale e le sue coltivazioni di pregio, in quanto arteria irrigua per eccellenza di un’area che si estende su 82 mila ettari, che oggi si trova ad affrontare la problematica dell’inquinamento da pfas nelle falde sotterranee.

Il Consorzio di bonifica di II grado L.E.B., in data 15 marzo, metterà in luce i benefici di questa opera irrigua nel corso della Giornata dell’irrigazione veneta 2017.

L’evento è realizzato in collaborazione con Anbi Veneto e i tre consorzi di bonifica Alta Pianura, Adige Euganeo e Bacchiglione.

Il programma prevede alle ore 9.30 un convegno dal titolo “#LEB is green”, che si terrà presso la sala Bressan della sede Coldiretti di Cologna Veneta, in via Serenissima/Strada provinciale, 7.

La conferenza terminerà con l’apertura delle paratoie del canale L.E.B., alle ore 12.30, in via Tiro a segno 7, dando il via ufficiale alla stagione irrigua 2017.  

La locadina dell’evento

Il programma della giornata

PROGRAMMA

9.30

Introduzione
Luciano Zampicini
Presidente Consorzio LEB

Manuel Scalzotto
Sindaco di Cologna Veneta

Giuseppe Romano
Presidente ANBI Veneto

Matteo Dani
Consorzio LEB

Alessandro Manzardo
Università di Padova

Giuseppe Pan
Assessore all’Agricoltura Regione del Veneto

Francesco Vincenzi
Presidente ANBI

12.30

Apertura delle paratoie del canale LEB

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    ANBI CHIEDE AL Mi.P.A.A.F. UN TAVOLO PER L’ACQUA IRRIGUA, L’AMBIENTE E LA QUALITA’ DEI TERRITORI

ANBI CHIEDE AL Mi.P.A.A.F. UN TAVOLO PER L’ACQUA IRRIGUA, L’AMBIENTE E LA QUALITA’ DEI TERRITORI

Anbi: “L’acqua irrigua torna ad essere strategica nelle scelte del Paese ed anche in vista del summit europeo a Malta e della prossima riunione del G20 in Italia, proponiamo la costituzione, presso il Mi.P.A.A.F., di un tavolo, che abbia protagonista l’intera filiera agricola e che affronti il tema dell’irrigazione dal punto di vista della sostenibilità d’uso, ma soprattutto delle ricadute positive per l’ambiente, il territorio e l’economia italiana.”

A chiederlo è l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela  del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), tramite il direttore generale, Massimo Gargano, intervenuto alla Giornata di Studio, organizzata a Roma dal GRU.S.I.  (Gruppo Studi sull’Irrigazione) nella sede del Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali, rappresentato dal capo dipartimento, Giuseppe Blasi, sull’applicazione delle metodologie di stima dei volumi irrigui, previste dalle Linee Guida del Mi.P.A.A.F. e recepite da quasi tutte le Regioni con appositi regolamenti.

MASSIMO GARGANO, DIRETTORE ANBI

“La conoscenza dei dati irrigui – conclude il direttore generale ANBI – obbliga ad un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti interessati, ma soprattutto è fondamentale per la correttezza delle scelte politiche su un fattore determinante per l’agricoltura, comparto strategico per il futuro del Paese e della sua economia. Il protagonismo costruttivo, che stanno dimostrando i consorzi di bonifica, apre una pagina nuova, oggi significativamente rappresentata dalla convergenza fra le culture del sapere e del fare.”

martedì 21 febbraio, 2017|Irrigazione, Notizie
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    Prevenire l’emergenza: un protocollo per gestire le crisi idriche di Naviglio Brenta e Novissimo

Prevenire l’emergenza: un protocollo per gestire le crisi idriche di Naviglio Brenta e Novissimo

Un protocollo per gestire le crisi idriche di Naviglio Brenta e Novissimo nei periodi di siccità: se ne è discusso oggi all’idrovora di Santa Margherita di Codevigo nella riunione convocata dal presidente del Consorzio di bonifica Bacchiglione Paolo Ferraresso, con l’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan, il presidente di Anbi Veneto Giuseppe Romano, il presidente del Consorzio di bonifica Acque Risorgive Francesco Cazzaro e i rappresentanti delle associazioni di categoria Coldiretti, Confagricoltura e Cia di Padova e Venezia.

La carenza idrica che, nella stagione estiva, da un paio d’anni riguarda i corsi d’acqua a valle del nodo idraulico di Stra – Naviglio Brenta e Novissimo – provoca infatti seri problemi per le aziende agricole dalla Riviera del Brenta al Piovese fino a Chioggia, interessando i Comuni di Codevigo, Piove di Sacco, Vigonovo, Stra, Dolo, Fossò, Camponogara e Campolongo Maggiore.

giovedì 9 febbraio, 2017|Irrigazione, Notizie

Consorzio di bonifica Piave: allarme siccità

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Il Piave è in secca e l’emergenza idrica diventa sempre più realistica. Non piove e in montagna non nevica, l’inverno particolarmente siccitoso sta pregiudicando la possibilità irrigua per il 2017.
Qui siamo a Quero, ponte di Fener.
L’anomalia è l’assenza di precipitazioni, ma che d’inverno piova poco è normale.
Il Piave è in regime di magra, anche se appare “in secca”, come è scontato sia in questo periodo, è garantito il minimo deflusso vitale (DMV) stabilito e le nostre derivazioni di Fener e Nervesa si adeguano alle condizioni imposte dalla norma. Oggi abbiamo una riduzione delle portate derivate a Fener del 35% e a Nervesa del 70%.
Ci apprestiamo nei prossimi giorni a chiudere progressivamente altri canali derivati, al fine di garantire il DMV nel Piave.

 

 

 

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mercoledì 25 gennaio, 2017|Irrigazione, Notizie
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    Consorzio di bonifica Delta del PO – 1,9 milioni per adeguare gli impianti irrigui obsoleti

Consorzio di bonifica Delta del PO – 1,9 milioni per adeguare gli impianti irrigui obsoleti

È ritornato il sereno al Consorzio di bonifica delta del Po per l’arrivo dalla Regione di due importanti finanziamenti per complessivi 1 milione e 900 mila euro, finanziamenti che stanno ritornando ad essere concretamente visibile per l’importanza del Consorzio di bonifica per il territorio deltizio.

Le tante progettazioni redatte dall’Ufficio tecnico dell’ente consortile, esecutive e previsionali, cominciano ad essere finanziate per cui saranno realizzati dei lavori di natura urgente ed indifferibile per la difesa e tutela del territorio. Il Consorzio di bonifica Delta del Po è l’unica vera garanzia per la vivibilità del territorio fortemente abitato e coltivato in maniera tradizionale e specializzata, anche nelle lagune, ma soltanto se a questo ente saranno garantite le risorse per il mantenimento della sicurezza idraulica che per il delta non vuol dire solamente arginature solide ma anche l’espulsione delle acque superflue dovute sia alle piogge e quelle che escono per filtrazione dagli argini dei canali e dei fiumi Po e Adige essendo un territorio, a causa della subsidenza, sotto il livello del medio mare anche di 4 metri.

venerdì 13 gennaio, 2017|Irrigazione, Notizie
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    Consorzio di bonifica Veronese – sistemato il fosso storto a Ronco d’Adige

Consorzio di bonifica Veronese – sistemato il fosso storto a Ronco d’Adige

Il Consorzio di Bonifica Veronese ha iniziato lo scorso maggio i lavori di sistemazione e riqualificazione del Fosso Storto, nel tratto che fiancheggia la strada comunale in località Colombarotto. Il Fosso Storto, che si trova sul confine tra i Comuni di Ronco all’Adige e di Palù, ha origine in località Albaro e dopo un percorso rettilineo verso sud attraversa il comune di Oppeano, dove piega bruscamente verso est descrivendo un sinuoso semicerchio, immettendosi nel Bussè a nord del Bastiello.

Tra il 1194 e il 1199 venne realizzata la bonifica integrale del Comune di Palù. La maggior parte delle acque che defluivano dall’area bonificata si immettevano nel Fosso Storto, che ne costituiva il limite sud-orientale. Successivamente confluirono nel Fosso Storto anche le colaticce delle nuove irrigazioni. La situazione odierna rispecchia quella del passato. A monte del tratto oggetto di intervento, confluiscono nel Fosso Storto, la Fossa Sagramosa Tramarine, lo scolo Mirandolo e lo scolo Bolognese.

Lo scolo Mirandolo, fu scavato tra il 1194 e 1199 in occasione sempre della bonifica integrale di Palù. Ha origine da una sorgente situata in contrada Rivalunga in Comune di Zevio e, dopo aver costeggiato i confini settentrionali-orientali di Palù, si immette nel Fosso Storto in contrada Motte, dopo aver superato la pila omonima ormai dismessa.

La rete idraulica in questa zona è frutto di un’azione di bonifica che ha avuto inizio nel 1200. Risolto il problema dello scolo delle acque, la rete successivamente è stata integrata con corsi d’acqua aventi lo scopo di veicolare le portate per l’irrigazione. Con l’evoluzione dell’agricoltura, i mulini e le pile, presenti in questa zona hanno perso la loro funzionalità e con loro anche la rete di collettori necessari al loro funzionamento.

A questo vanno aggiunti, i diversi lavori che si sono resi necessari negli ultimi anni, per estendere il servizio irriguo che hanno portato a modificare parte della rete a servizio del bacino del Fosso Storto.

Il presidente

La condizione attuale – spiega il Presidente del Consorzio di Bonifica Veronese Antonio Tomezzoli – creava però problemi per il deflusso, perché la vicinanza della strada e gli esili argini, che dividono il fosso Storto dagli altri corsi d’acqua, causavano frane che ne riducevano la sezione e che non potevano essere sistemate per l’impossibilità di accedere sugli argini, che sono in parte privati e che hanno soprattutto dimensioni troppo esigue per il transito dei mezzi operativi.

L’intervento di ripristino della funzionalità idraulica del Fosso Storto – prosegue il Presidente del Consorzio che ha sede in Strada della Genovesa a Verona – ha rappresentato quindi anche l’occasione per porre in sicurezza la strada comunale e, al tempo stesso, ha anche permesso un importante intervento di riqualificazione ambientale del corso d’acqua.

Tra i vari interventi eseguiti dal Consorzio di Bonifica Veronese sul Fosso Storto, si è provveduto alla rimozione degli argini e al deposito del terreno per la chiusura degli scoli Turchetto delle Motte e Scolo delle Canne, alla realizzazione della nuova sponda sinistra del corso d’acqua con conseguente allargamento della strada e creazione di una banchina stradale e all’esecuzione di opere di ricomposizione ambientale, che consistono nella creazione di una fascia alberata lungo tutto lo sviluppo dell’intervento sul lato campagna.

I lavori sono terminati in dicembre, ma si è dovuto aspettare qualche giorno per riaprire la strada per attendere il perfetto compattamento della nuova banchina.

I lavori hanno avuto un costo complessivo di 280mila euro, dei quali 230mila a carico del Comune di Ronco all’Adige e 50mila a carico della Regione del Veneto.

 

Ufficio stampa

Consorzio di bonifica Veronese