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Siccità | la situazione di Adige e Po

Le portate dell’Adige, a Boara Pisani, sono sui 70 mc/s, il livello idrometrico invece è pari a -3,83 m (ore 9:30). È importante ricordare che sotto ai -3,50 metri la barriera anti intrusione del cuneo salino va in crisi.
La portata del Po, a Pontelagoscuro, è invece di 474,4 mc/s, con un livello idrometrico pari a -6,40 m (ore 10:00). Anche per il Po i livelli sono preoccupanti.
 
Questo ha comportato la chiusura di tutte le derivazioni nel tratto compromesso dal sale, che ha risalito la corrente dei fiumi per circa 10 km. E’ una situazione che perdura ormai da aprile e solo una portata d’acqua importante può lavare via il sale che finora ha risalito il fiume, con le relative conseguenze per l’agricoltura e gli impianti idropotabili.
Per fare un paragone, lo scorso luglio la portata media del fiume era intorno ai 600 metri cubi al secondo.

Siccità: necessario modernizzare l’irrigazione

“Le notizie allarmanti di questi giorni in tema di siccità – spiega Antonio Tomezzoli, il Presidente del Consorzio di Bonifica Veronese, l’ente che fornisce l’acqua di irrigazione a settanta Comuni della provincia scaligera – riportano purtroppo in primo piano il problema della grave carenza di infrastrutture idriche, anche sul nostro territorio. A questo si aggiunge che in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua sono stati pubblicati da Istat dati relativi all’anno 2015 legati all’ammontare delle perdite della risorsa idrica in Italia. Numeri allarmanti: in Italia sfiora, infatti, il tetto del 40% l’acqua potabile che, immessa nelle reti di distribuzione, non raggiunge i cittadini. Questo dato si riferisce all’acqua potabile, ma una contabilità analoga si può fare anche per l’acqua di irrigazione. E’quindi giusto informare sul fatto che questo non è un problema che riguardi la provincia di Verona in quanto l’attenta, quotidiana e costante opera di manutenzione che il Consorzio di Bonifica Veronese esegue sui suoi 4000 chilometri di reti irrigue permette di ridurre veramente al minimo fisiologico le perdite”. (altro…)

Irrigazione, il Consorzio di bonifica Bacchiglione garantisce più acqua per l’agricoltura grazie a un accordo con le valli da pesca

25 luglio. Acqua, poca e contesa. È un esempio di diplomazia e buonsenso l’accordo che il Consorzio di bonifica Bacchiglione sta definendo con una decina di gestori delle valli da pesca della laguna di Venezia. Una regolamentazione delle derivazioni dell’acqua dal canale Novissimo che limiti gli orari e riduca le portate è quanto il Presidente del Consorzio Paolo Ferraresso ha chiesto alle valli da pesca.

«È assurdo che noi centelliniamo l’acqua e facciamo di tutto per trattenerla se poi loro svuotano il Novissimo derivandola senza alcun regolamento – afferma Ferraresso –. In accordo con il genio civile regionale abbiamo chiesto ai gestori delle valli da pesca un intervento per non compromettere ulteriormente la situazione già critica. Non abbiamo ancora ricevuto le risposte di tutti, ma per il momento stanno dimostrando grande disponibilità a coordinarsi con noi mettendo un limite alle loro derivazioni». (altro…)

Siccità: LA SITUAZIONE E’ PIU’ GRAVE AL NORD

Mentre l’attenzione mediatica si concentra sulle prospettive d’utilizzo delle acque del lago di Bracciano nel Lazio, resta l’Emilia Romagna, la regione con la più grave crisi idrica del Paese: l’invaso di Mignano, in provincia di Piacenza, è sceso a 700.000 metri cubi, riserva considerata indispensabile per l’uso idropotabile nell’area  e di conseguenza sono stati sospesi i prelievi per l’irrigazione; analogamente succederà entro breve al vicino bacino del Molato, contenente ormai solo circa 250.000 metri cubi d’acqua, pari al 5% della capienza. Duplice è il danno per l’agricoltura: la carenza d’acqua per l’irrigazione non solo ha pregiudicato i raccolti, ma ha condizionato fortemente le semine, impedendo, ad esempio, quelle di mais dolce, pomodori e fagiolini. (altro…)

BRENTA | IRRIGAZIONE IN CORSO

Da questo inverno si sta vivendo una notevole carenza idrica: piogge assai scarse; limitato manto nevoso in montagna, scomparso ormai da tempo, anche a fronte di elevate temperature dell’aria mantenutesi per lungo tempo, sia all’inizio che al termine della primavera; falde eccezionalmente basse; risorgive ai minimi valori di affioro. Il nostro Consorzio, gestore delle acque nel comprensorio di interesse, già dal 27 dicembre scorso era stato costretto a chiudere alcuni canali principali non essendo disponibile in Brenta una portata sufficiente nemmeno per i flussi di vivificazione, cosa mai avvenuta in passato se non nel 2015. La siccità è proseguita e ad aprile le derivazioni d’acqua nei canali erano arrivate addirittura a metà di quelle medie stagionali, e nello stesso fiume Brenta la situazione non era migliore, con valori di deflusso molto ridotti. Le falde a Cittadella erano ben 2 metri sotto la media, e le risorgive hanno toccato valori minimi storici, di circa 1 metro cubo al secondo (contro i 14 metri cubi al secondo degli anni Sessanta). (altro…)

Siccità: 20 miliardi in 20 anni per conservare l’acqua

Un programma di investimenti da 20 miliardi in 20 anni per oltre 2000 nuovi piccoli e medi invasi per “contenere l’acqua quando c’e’ e distribuirla ai diversi usi in caso di necessità, in particolare all’agricoltura e in caso di nubifragi per contenere alluvioni”. Un programma in cui sono già pronti per partire 218 progetti cantierabili, individuati e progettati dai Consorzi di bonifica in ciascuna regione, per un investimento totale di circa oltre 3 miliardi di euro. Sono i principali numeri e obiettivi della proposta per un Piano Nazionale Invasi per il recupero della risorsa idrica presentati da Anbi, Associazione nazionale consorzi gestione tutela territorio ed acque irrigue e da #italiasicura, Struttura di Missione di Palazzo Chigi che si occupa dello sviluppo delle infrastrutture idriche e dissesto idrogeologico, questa mattina a Roma nel corso di una conferenza stampa presso la Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio. (altro…)

Siccità e risalita del cuneo salino preoccupano il Veneto

Sul fronte climatico sicuramente quest’anno verrà ricordato tra i più siccitosi degli ultimi anni. Anche il territorio agricolo veneto è stato interessato dal fenomeno aggravato dal problema della risalita del cuneo salino.

Giancarlo Mantovani, direttore dei Consorzi di bonifica Delta del Po e Adige Po ed il presidente del Consorzio Delta del Po Adriano Tugnolo hanno affermato che “nel mese di aprile il cuneo salino ha sormontato la barriera anti sale esistente sull’Adige, insalando il tratto terminale per oltre 12 km dalla foce fino a monte della Strada statale 309 Romea e che per questo c’è stata l’impossibilità di derivare l’acqua ad uso irriguo, in quanto la quantità di sale presente nell’acqua avrebbe causato danni gravissimi alle culture dei territori di Chioggia e Rosolina posti in fregio al fiume Adige che costituisce l’unico corpo idrico da cui poter derivare la risorsa idrica”. (altro…)

Anbi Veneto | 147 milioni per le risorse idriche

Può una regione come il Veneto, il cui Pil sta trascinando l’economia italiana grazie soprattutto all’agricoltura, non investire in irrigazione?

Per superare i danni dei cambiamenti climatici ed efficientare l’irrigazione veneta, i consorzi di bonifica hanno pronti 20 progetti per un totale di 147 milioni di euro di investimenti. Si tratta di interventi prioritari come l’infrastrutturazione e la modernizzazione delle reti irrigue. Opere in grado di produrre un risparmio idrico che, rispettando l’obiettivo del bando del PSRN (Piano di Sviluppo Rurale Nazionale), va dal 5 al 25%.

“Per un’agricoltura efficiente, la disponibilità idrica è il primo fattore di produzione. Riteniamo indispensabile agire in prevenzione anziché intervenire in emergenza. Per farlo serve un piano regionale pluriennale che soddisfi appieno la progettualità esecutiva manifestata dai Consorzi di bonifica, che vada a compensazione degli investimenti all’interno del PSRN”, commenta Giuseppe Romano, Presidente di Anbi Veneto. (altro…)

28/6 Siccità e infrastrutture irrigue, paradosso Italia

Un paradosso italiano: l’agricoltura veneta traina l’economia italiana ma non si investe in infrastrutture e bacini irrigui. I dati Istat dicono che il Nord Est sta trainando l’Italia. In base alle recenti stime preliminari sul Pil, emerse settimana scorsa, è stato messo a segno il rialzo più alto: +1,2% rispetto allo 0,9% del Paese.

La ripresa italiana riparte quindi dal Nord Est che torna ad essere un po’ la «locomotiva» del Paese, grazie soprattutto alle produzioni agricole ed alle filiere agroalimentari venete che segnano un +4,5%.

Una situazione economica che ci ricorda un nostro slogan: il cibo è irriguo. Senza una gestione strutturata della risorsa idrica, in grado di contrastare queste emergenze siccitose sempre più ripetitive e produrre superiori risparmi d’acqua, si mette a repentaglio l’intero settore agricolo, volano economico italiano. La garanzia delle produzioni agricole, con il cambiamento climatico in atto, può avvenire solamente attraverso adeguati investimenti in infrastrutture irrigue che permettono l’uso efficiente e razionale della risorsa idrica.

Serve un piano di investimenti. I Consorzi hanno dei progetti pronti a partire. Ne parleremo, nel corso di una conferenza stampa, (DOMANI) mercoledì 28 giugno alle ore 11.00 nella sede del Consorzio di bonifica Acque Risorgive, in via Rovereto 12 a Venezia Mestre.

Con noi ci sarà anche l’Assessore all’Agricoltura della Regione del Veneto Giuseppe Pan.

 

L’ACQUA SCARSEGGIA: se non piove scatta l’emergenza

Le modeste piogge di lunedì notte, pari a pochi millimetri, non hanno fatto cessare le preoccupazioni: se non pioverà ancora saremo in emergenza. Le falde sono ancora molto basse, le risorgive ridotte ai minimi termini e l’assenza di neve in montagna non dà al fiume Brenta grandi potenzialità.

E’ bene quindi avvisare fin d’ora che potrebbe essere difficile garantire la stagione irrigua, essenziale per l’agricoltura del nostro comprensorio, e al contempo assicurare un adeguato livello d’acqua nei canali che pure ospitano fauna ittica. (altro…)

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