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Consumo del suolo – Ecco le regole dei Consorzi di bonifica

“Ad oggi viviamo in un territorio devastato dal cemento, secondo per urbanizzazione solo alla Lombardia. Si è da sempre costruito in aree fragilissime dal punto di vista idraulico. Si pensi che la nostra regione è per un terzo sotto il livello del mare e che in quell’area il 32% è stato edificato”.

Forte dell’esperienza quotidiana nella gestione del territorio anche ANBI (Associazione Nazionale Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue) Veneto interviene nel dibattito sulla nuova Legge Regionale sul consumo del suolo.

“I compiti istituzionali assegnati ci obbligano a richiamare l’attenzione su alcuni dati fondamentali, affinchè il Consiglio Regionale possa assumere le decisioni migliori” commenta Giuseppe Romano, Presidente di ANBI Veneto, che rilancia le 7 regole proposte dai Consorzi di bonifica della regione:

1)      Fermare l’urbanizzazione non governata

2)      Rispetto assoluto dei pareri di compatibilità idraulica sulle nuove urbanizzazioni

3)      Perseguire accordi e convenzioni con i Comuni anche con il superamento del Patto di Stabilità

4)      Ricreare l’invarianza idraulica nelle aree già edificate

5)      Recuperare gli scoli nelle aree residenziali private

6)      Recuperare la capacità di invaso con la pulizia di tutti i fossi e delle scoline private nelle campagne

7)      Estendere i Piani delle Acque a tutto il Veneto

Dopo la Lombardia, il Veneto è, infatti, la regione italiana con la più alta percentuale di suolo urbanizzato: oltre il 9%; negli anni ’50 era meno della metà. La provincia con la più alta percentuale è Padova (18,8%), seguita da Treviso (16,5%).

Nel 1970, il 54% del territorio era agricolo, nel 2010 tale percentuale è scesa al 44% con una trasformazione media annua di circa 4.495 ettari di superficie agricola utilizzata; il periodo di maggior trasformazione di suolo agricolo è compreso fra il 1970 ed il 1980 con una media di 7.725 ettari all’anno.

“Per qualsiasi scelta – conclude il Presidente di ANBI Veneto – bisogna tener presente che un terzo della pianura veneta, vale a dire 240.000 ettari, è sotto il livello del mare; a ciò vanno aggiunti ulteriori 215.000 ettari, per un totale di 450.000 ettari, sono considerati ad alto rischio idrogeologico in quanto in questi territori le acque non defluiscono al mare senza l’azione di sollevamento e pompaggio dei circa 400 impianti idrovori necessari a mantenere asciutto il territorio. Superficie che senza questa azione potrebbe ritornare territorio acquitrinoso. Su questo grande catino che circonda l’arco lagunare di Venezia che lambisce le città di Treviso, Padova e Verona, purtroppo abbiamo trasformato più del 32% dell’intera superficie che da agricola è diventata artificiale e cioè circa 70.000 ettari di aree urbane. E’ intuitivo che un’area cementificata assorbe assai meno di un’area agricola; be’, nel decennio 2000-2010, sono stati consumati, cioè impermeabilizzati ben 4.130 ettari di suolo agricolo all’anno, corrispondenti a circa 13 campi da calcio al giorno!”

 

SICCITÀ: I CONSORZI DI BONIFICA FANNO SQUADRA PER L’ADIGE

Lunedì 8 maggio è stato convocato a Trento il prossimo Osservatorio per la crisi idrica

In queste ultime settimane, prima che un po’ di pioggia attenuasse il grave stato di carenza idrica del fiume Adige, si è evidenziato, in tutta la sua drammaticità, il delicato equilibrio delle sue portate.

Ad oggi sull’Adige gravano forti pressioni dovute ai vari utilizzi della risorsa idrica, tra cui: i bacini idroelettrici montani, le varie derivazioni irrigue che alimentano un’area agricola di circa 250mila ettari di produzioni DOP e di eccellenza, oltre agli usi idropotabili nel Polesine. Un equilibrio alterato che ha prodotto la risalita del cuneo salino.

Si è evidenziata ulteriormente l’annosa questione della mancanza di rapporto tra le amministrazioni regionali per una gestione coordinata e condivisa della risorsa del fiume Adige. L’Osservatorio per le crisi idriche, istituito con Protocollo d’intesa del MATTM, che funge anche da cabina di regia, presso il Distretto Idrografico dell’Alto Adriatico, sta supportando, con l’analisi degli scenari futuri, le azioni da porre in essere per mitigare la crisi e coordinare le stesse.

“La situazione di grave criticità idrica è solo stata sfiorata e il blocco di tutte le derivazioni irrigue per garantire il solo uso umano, potrà ripetersi anche nelle prossime settimane, mettendo quindi a repentaglio il sistema irriguo e l’agricoltura” commenta il Presidente di Anbi Veneto Giuseppe Romano.

I Consorzi di bonifica, forti della loro capacità progettuale e della loro conoscenza del territorio, hanno deciso di incontrarsi e dare vita ad un gruppo di lavoro per risolvere le criticità dell’Adige.

Con il coordinamento di Anbi Veneto, i Consorzi di bonifica Delta del Po, Adige Po, Veronese, LEB, Adige Euganeo, Bacchiglione, Alta Pianura Veneta, si sono quindi riuniti, lo scorso 28 aprile presso la sala assemblee del Consorzio di bonifica Adige Po, per dare una risposta definitiva al problema della risalita del cuneo salino e a quello dei bassi livelli in prossimità delle derivazioni irrigue e potabili.

La soluzione prevede la realizzazione di una nuova barriera anti-sale alla foce dell’Adige, sul modello di quella nel tratto terminale del Brenta. Inoltre, sono in fase di studio alcune “traverse”, anche mobili, che hanno la finalità di innalzare i livelli a valle delle derivazioni, sia potabili che irrigue, per assicurare maggiori tiranti idraulici, garantendo quindi il funzionamento della barriera e delle pompe anche in condizioni di portate minori.

“Stiamo presentando al MIPAAF i progetti per l’ammodernamento delle infrastrutture irrigue consortili da finanziare con il Piano Irriguo Nazionale (PSRN misura 4.3.1)”.

Si tratta di importanti progetti di riconversione irrigua, che, solo se se finanziati, permetteranno di utilizzare la risorsa idrica in maniera più efficiente e oculata, con una riduzione dei prelievi sui fiumi.

La proposta verrà studiata, analizzata e progettata dal gruppo di lavoro dei Consorzi, attivando un confronto con la Regione del Veneto e l’Autorità di Distretto. L’obiettivo è quello di individuare le risorse finanziarie utili a risolvere la problematica.

“La reazione alle criticità e la capacità progettuale hanno sempre contraddistinto il lavoro dei Consorzi di bonifica che anche in questo momento di crisi sanno guardare avanti con lungimiranza affinché queste emergenze non si verifichino più”, conclude Giuseppe Romano.

Gennaio 2017

MAGAZINE

ANBI VENETO CHIEDE UN TAVOLO REGIONALE PER LA GESTIONE DELLA CRISI IDRICA

“Siamo in crisi idrica. Chiediamo alla Regione del Veneto che venga convocato un tavolo di concertazione per la gestione dell’emergenza, che ormai ogni anno crea danni ingentissimi al mondo dell’agricoltura e al paesaggio.”

La richiesta parte da Giuseppe Romano, Presidente di Anbi Veneto, a margine degli Osservatori per le crisi idriche che si sono tenuti in questi giorni presso le Autorità di Distretto “Padano” ed “Alpi Orientali”.

Gli Osservatori sono cabine di regia, che analizzano i dati tecnici per fornire indicazioni utili alla Regione del Veneto al fine di prendere provvedimenti. (altro…)

Irrigazioni al via senza riserve d’acqua

A un mese dall’avvio delle irrigazioni, la situazione per la disponibilità dell’acqua nel Veneto si presenta difficile. Giuseppe Romano è presidente dell’Anbi Veneto, presidente del Consorzio di bonifica Piave e imprenditore agricolo.

Come vede questa situazione?

«Il problema non si nota ora, ma le temperature si stanno alzando, presto comincerà a esserci bisogno di irrigazione per l’agricoltura che finora non ha
utilizzato nemmeno un litro d’acqua per le proprie attività e la prospettiva non è delle migliori. Speriamo che possa esserci una primavera e un’estate sopra la media per le piovosità altrimenti avremmo una grandissima difficoltà a garantire l’irrigazione».
I bacini montani sono una riserva sufficiente?
«I bacini montani hanno acqua sufficiente a garantire l’irrigazione agricola per 35, 40 giorni. Normalmente è previsto che lo scioglimento delle nevi li
riempia di nuovo man mano che si svuotano,mase in montagna non c’è riserva nevosa e i laghi sono al 60, 65%, non si può andare avanti a lungo».
Sarà di nuovo emergenza siccità?
«Più che un’emergenza, la siccità è una costante. Abbiamo avuto problemi di siccità nel 2003 – 2005 – 2009 – 2015 – 2016. Qui c’è una forte miopia da parte del sistema politico che sta facendo pochissimo per infrastrutturare i sistemi irrigui, per ammodernarli in modo da utilizzare meglio le scarse risorse idriche e poter avere con la stessa acqua maggiore capacità di irrigazione».
Quanto servirebbe per ammodernare il sistema irriguo veneto?
«Sono presidente del consorzio Piave: a noi servirebbero 350 milioni di euro. La beffa è che l’ultimo piano irriguo nazionale stanzia per 7 anni (2014 – 2021) 280 milioni di euro per tutta l’Italia. Sono fondi comunitari co-finanziati tra Stato e Regioni, ma sono assolutamente insufficienti, non siamo neppure nell’ordine di grandezza della necessità dei dieci Consorzi di bonifica del Veneto».
E a livello veneto quale sarebbe la necessità?
«Il prodotto interno lordo dell’agricoltura nel Veneto è di 5 miliardi e 500 milioni. Questo è il dato da cui bisogna partire in termini di ricchezza. Abbiamo progetti cantierabili per l’irrigazione per oltre un miliardo, per il sistema complessivamente potrebbero servire 3,5 miliardi. Può sembra una cifra alta, ma bisogna considerare qual è il Pil dell’agricoltura in questa Regione e quanti sono i posti di lavoro coinvolti. La siccità è destinata ad essere una costante, non possiamo continuare a pregare e sperare senza fare nulla di concreto».
Com’è organizzata l’irrigazione in questomomento?
«Abbiamo 600 mila ettari di irrigazione strutturati, di cui 50 mila con l’irrigazione goccia a goccia che è quella che dà risultati migliori con un consumo
d’acqua molto inferiore. Bisognerebbe allargare questo tipo di irrigazione e quella a pioggia. Abbiamo poi altri 200 mila ettari di irrigazione “di soccorso” che si fa a un terreno quando si verificano condizioni non previste tali da pregiudicare la resa della coltura in atto».

 

NMT

UN TRIVIAL PURSUIT PER SCOPRIRE IL TERRITORIO

A promuoverlo Anbi Veneto, con la collaborazione del Consorzio di bonifica Adige Euganeo

I ragazzi di quarta della scuola primaria Pilastro di Este (PD) stanno realizzando un trivial pursuit dedicato al territorio, con particolare interesse agli aspetti ambientale, idraulico e agricolo.

Si tratta di un progetto multimediale, che rientra tra le attività di “Acqua, ambiente e territorio – Alla scoperta del meraviglioso mondo dell’acqua”, il percorso didattico-creativo, ideato da ANBI Veneto (Unione Regionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue), dedicato alle scuole medie ed elementari della regione; il programma scolastico 2016/2017 coinvolge 10 istituti comprensivi, uno per ogni comprensorio consortile.  (altro…)

NON PIOVE, IN VENETO SI TEME UN ALTRO INVERNO SICCITOSO

I Consorzi di bonifica del Veneto mostrano preoccupazione riguardo all’andamento climatico: negli ultimi due mesi, secondo dati ARPAV, le precipitazioni sono state in calo del 97% rispetto alla media. Una situazione già vista l’anno scorso che mette in serio pericolo le nostre coltivazioni.

2 millimetri: Questa la quantità di pioggia caduta dal cielo lo scorso dicembre. Il mese di gennaio non ha segnato una svolta, anzi, solo precipitazioni modeste: mm 10-25 sul Veneto centrale, mm 2-10 sulle Prealpi, mm 1-10 nella parte meridionale veneta.

Un film già visto nel 2015 che ha fatto scattare la paura di un’altra stagione invernale siccitosa. Se analizziamo la media stagionale (1994-2015) nel trimestre ottobre-dicembre del 2016 gli apporti precipitazionali sono stati di 228 millimetri ovvero del 30% inferiori alla media. (altro…)

Cos’è stato fatto dall’alluvione del 2010?

Si è tenuto a San Donà di Piave un convegno dal titolo “A 50 anni dall’alluvione”. Un momento di confronto e riflessione sulle problematiche idrauliche venete che ha visto una nutrita partecipazione di Autorità, tra cui gli Assessori regionali Giuseppe Pan e Gianluca Forcolin, oltre al Presidente Nazionale Anbi Francesco Vincenzi. Nell’occasione è stata presentata, alla presenza del Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, anche la mostra fotografica “L’alluvione del ’66”.

Una fotografia del presente ci è stata illustrata dal Presidente di Anbi Veneto, Giuseppe Romano: “all’indomani dell’alluvione del 2010, i Consorzi di bonifica hanno agito secondo priorità, presentando immediatamente un quadro delle opere cantierabili necessarie e indispensabili per garantire ai cittadini una maggiore sicurezza idraulica.”

Dal 2010 ad oggi sono stati realizzati 251 cantieri di opere in concessione con un investimento pari a 192 milioni di euro, con risorse di provenienza regionale, in alcuni casi commissariale o della Legge Speciale di Venezia. 

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Ai 251 cantieri di opere in concessione si aggiungono altri 155 cantieri che hanno comportato un investimento totale di 20 milioni di euro con risorse proprie consortili.

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#italiasicura

A seguito dei gravi eventi alluvionali che, tra ottobre 2013 e aprile 2014, hanno colpito numerose regioni italiane, è stata istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri la Struttura di Missione contro il Dissesto Idrogeologico denominata #ITALIASICURA.

La Struttura di missione ha approvato un Piano nazionale di prevenzione e di contrasto al dissesto per gli anni 2015-2020 che prevede un investimento di circa 7 miliardi in 6 anni, da sostenere con la programmazione del Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020 e con quote di cofinanziamento regionale.

La conoscenza capillare del territorio e l’impegno nel mantenere in efficienza la rete idraulica di competenza, ha permesso ai Consorzi di bonifica di veder riconosciuti ed apprezzati i propri sforzi, entrando di diritto nella cabina di regia dell’Unità di missione contro il dissesto idrogeologico come “braccio” operativo per la realizzazione del grande progetto “#italiasicura”.

I Consorzi di bonifica del Veneto partecipano al Piano nazionale di prevenzione e di contrasto al dissesto per gli anni 2015-2020 con 123 progetti per un importo complessivo di 389 milioni di euro.

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I Progetti dei Consorzi veneti sono inseriti nel Piano di gestione del Rischio Alluvioni del Distretto delle Alpi Orientali (PRGA), definitivamente approvato la scorsa settimana, requisito essenziale e vincolante per poter essere inseriti nella banca dati ufficiale dei ItaliaSicura attraverso la quale vengono assegnate le risorse finanziarie ovvero ReNDiS-Web (Repertorio Nazionale degli Interventi per la Difesa Suolo).

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Tutti i dati:

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Consorzi di Bonifica e amministrazione trasparente alla luce della riforma del D. lgs. 33/13

Allo scopo di favorire l’approfondimento delle tematiche tramite il confronto delle diverse realtà degli enti di Bonifica, Hunext Consulting, in collaborazione con ANBI Veneto, propone un incontro ai Consorzi di Bonifica della Regione Veneto e alle regioni limitrofe che si terrà il giorno 26 ottobre 2016.

Programma

Trasparenza e “accesso”.
Le modifiche del D.lgs 33/13 ai sensi del D.lgs 97/16.
Applicazione della riforma ai Consorzi di Bonifica.
L’adeguamento del sito amministrazione trasparente dell’Ente.
Un nuovo istituto giuridico: F.O.I.A. e l’accesso totale agli atti della PA.
Le vigenti forme di accesso:
1. accesso classico L. 241/90;
2. accesso civico
3. accesso FOIA
L’accesso civico ai sensi dell’art. 5 del d.lg 33/13.
Novità del FOIA rispetto il diritto di accesso classico.
Presupposti e limiti dell’accesso totale – Dall’ostensione del documento al diritto all’informazione.
Come gestire l’istanza di accesso totale – Il procedimento.
La nuova sezione “Amministrazione Trasparente” e la riforma del d.lgs 33/13.
Analisi delle singole novità del sito Amministrazione trasparente (sinossi con norma previgente).
Analisi singoli obblighi di pubblicazione – Aspetti operativi.
Il nuovo art. 9 bis e l’allegato 1 al decreto 33 (banche dati nazionali).
Semplificazioni per pubblicazioni su banche dati nazionali (consulenti, personale, bilanci ecc.).
Le principali novità per organi politici.
Le nuove pubblicazioni obbligatorie per i dirigenti e PO con funzioni dirigenziali.
Cosa non serve più pubblicare – Semplificazioni.
Provvedimenti e trasparenza: delibere, determine, contributi, sussidi.
La tutela della riservatezza nella trasparenza (linee guida e principi del Garante Privacy).

La sede dell’evento è il Double Tree by Hilton Hotel Venice – North, in via Bonfadini, 1 a Mogliano Veneto

Per maggiori informazioni contattateci

Per iscriversi compilare il form presente al seguente link

 

A SCUOLA DI TERRITORIO

É stato firmato ieri al FLORMART, storica fiera dedicata al florovivaismo in scena a PadovaFiere, un protocollo d’intesa tra ANBI Veneto e la rete delle scuole agrarie e forestali del Triveneto.

Gli obiettivi dono quelli di promuovere negli Istituti agrari l’educazione alla tutela del paesaggio, della biodiversità, dell’uso corretto del suolo e delle risorse irrigue. Si stimolerà la conoscenza del territorio del Veneto, le sue fragilità e il fondamentale ruolo rivestito dell’agricoltura. Si elaboreranno quindi per gli studenti metodologie di apprendimento attivo con utilizzo di attività laboratoriali, attività di alternanza scuola-lavoro e sperimentazione diretta di processi ecologici.

Queste attività porteranno a realizzare progetti sperimentali di ricerca-azione che potranno essere utilizzati come modello di educazione all’uso corretto del territorio da parte di altre strutture educative e formative regionali e nazionali.

Giuseppe Romano, Presidente Anbi Veneto: “In occasione dell’Expo, l’Associazione nazionale bonifiche ed irrigazioni (ANBI), ha presentato lo slogan “La terra nutre, l’uomo la divora” che in poche parole esprime la drammatica situazione del nostro territorio, sempre più cementificato, antropizzato e sottoposto anche alla notevole pressione del mutamento climatico e ai sempre più eccezionali eventi metereologici.” (altro…)

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