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IN ARRIVO IN VENETO RISORSE PER IL MIGLIORAMENTO DELLA RETE IRRIGUA

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari Forestali e del Turismo ha premiato la capacità della Regione e dei Consorzi di bonifica veneti di garantire la massima efficienza possibile alle infrastrutture di adduzione e distribuzione della risorsa idrica irrigua.

I dettagli sulle risorse che arriveranno in Veneto sono stati dati nel corso di una conferenza stampa, a Padova, presso la sede di Avepa, venerdì 12 ottobre. Alla conferenza stampa hanno partecipato il presidente e il direttore di Anbi Veneto, rispettivamente Giuseppe Romano

Delle 19 proposte progettuali ammesse a finanziamento nell’ambito degli investimenti in infrastrutture irrigue del Programma di Sviluppo Rurale Nazionale (PSRN) 2014-2020 ben 6 Consorzi di bonifica veneti hanno visto riconosciute le loro proposte per la realizzazione di un totale di 11 interventi irrigui, per un contributo complessivo di quasi 91 milioni di euro. “Questo colloca il Veneto in prima posizione a livello nazionale, in quanto destinataria di un terzo dell’importo complessivo messo a bando attraverso un complicatissimo sistema di punteggi”, ha sottolineato l’assessore Giuseppe Pan.

Grande soddisfazione è stata espressa anche dal Presidente di ANBI Veneto Giuseppe Romano. “i Consorzi di Bonifica veneti – ha detto – dimostrano di essere i più attivi ed efficienti anche nella capacità di recuperare finanziamenti. Basti pensare che, per quanto riguarda il PSRN sono stati presentati a livello nazionale 84 piani e dei 19 finanziati 6 sono piani dei consorzi del Veneto. Su 283 milioni di risorse disponibili, oltre 90 sono andati al Veneto per opere irrigue fondamentali”.

“E’ stata particolarmente premiata – ha aggiunto l’assessore Pan – la capacità progettuale dimostrata dai Consorzi di bonifica veneti che, in pochissimo tempo, hanno presentato progetti esecutivi, già completamente istruiti per quanto riguarda le diverse autorizzazioni e ritenuti ammissibili al finanziamento, soprattutto per quanto attiene il risparmio della risorsa idrica”.

Il direttore dell’ANBI Andrea Crestani ha parlato di un grande lavoro di squadra. “I Consorzi del Veneto sono riusciti a recuperare finanziamenti per progettualità che interessano ben 15 mila ettari di territorio. Siamo riusciti a fare un ottimo lavoro, ma non intendiamo fermarci qui. La sfida ora è riuscire a ottenere risorse per le altre opere non finanziate. Si tratta di progetti definitivi e già cantierabili, particolarmente utili nell’ottica del risparmio idrico e quindi per affrontare periodi siccitosi sempre più frequenti a causa dei mutamenti climatici.”

Altra importante assegnazione di risorse ai Consorzi di bonifica veneti è quella del Piano invasi. “Parliamo di 23,450 milioni”, ha ricordato l’assessore. “Di questi, 20 milioni sono stati destinati al Consorzio di bonifica di 2° grado Lessinio Euganeo Berico per la manutenzione del canale artificiale LEB che veicola le acque di qualità derivate dall’Adige, garantendo la riduzione del rischio di siccità e la vivificazione della rete superficiale in una vastissima area della pianura a nord dell’Adige”.

A questi fondi, si aggiunge il finanziamento di 46 milioni di euro al Consorzio di bonifica Adige Euganeo da parte del MIPAAFT nei primi mesi del 2018, per la realizzazione della condotta irrigua sotterranea alternativa al Fratta-Gorzone che assicurerà acqua pulita ai campi e agli allevamenti delle terre contaminate dai Pfas, dalla Bassa Veronese al Basso Vicentino alla Bassa Padovana.

“Le risorse stanziate a favore del Veneto nel corso del 2018 superano quindi i 160 milioni di euro – ha concluso Pan – e vanno a finanziare gli interventi che la Giunta regionale aveva individuato come prioritari per il territorio nell’ambito del provvedimento di approvazione del Piano Irriguo Regionale.”

 

 

 

L’INCONTRO: “ACQUA, RICCHEZZA PER UN TERRITORIO PRODUTTIVO”, TEZZE SUL BRENTA (VI), 11 OTTOBRE

Anbi Veneto e Coldiretti Vicenza, in collaborazione con il Consorzio di Bonifica del Brenta, presentano l’incontro “Acqua, ricchezza per un territorio produttivo“, in programma giovedì 11 ottobre alle 20.00 a Tezze sul Brenta (Vi), al Parco dell’Amicizia.

Protagonista dell’incontro sarà il territorio solcato dal fiume Brenta, una delle aree economicamente più dinamiche del Paese, della quale si affronteranno le problematiche, le progettualità, le potenzialità connesse alla risorsa idrica.

L’incontro si aprirà con gli interventi del direttore del Consorzio di Bonifica Brenta, Umberto Niceforo, e del direttore del Genio Civile di Vicenza Mauro Roncada inerenti rispettivamente ai piccoli corsi e al fiume Brenta.

Seguirà la tavola rotonda moderata dal direttore de Il Giornale di Vicenza Luca Ancetti, alla quale parteciperanno: Giuseppe Pan, assessore regionale all’Agricoltura; Luigi De Lucchi, Dirigente del Servizio Bonifica della Direzione regionale Difesa del Suolo; Francesco Baruffi, Segretario dell’Autorità di Bacino Distrettuale Alpi Orientali; Valerio Lago, sindaco di Tezze sul Brenta; Giuseppe Romano, presidente di Anbi Veneto; Martino Cerantola, presidente di Coldiretti Vicenza.

 

LA COMMISSIONE AGRICOLTURA DEL SENATO HA INCONTRATO I CONSORZI DI BONIFICA DEL VENETO

Una delegazione della Commissione Agricoltura del Senato, guidata dal presidente, il trevigiano Gianpaolo Vallardi, ha incontrato in missione ufficiale i rappresentanti della bonifica del Veneto nel Delta del Po.

Foto, da sx a dx: Gianpaolo Vallardi,  pres. Commissione Agricoltura del Senato; Giancarlo Mantovani, dir. Consorzi di Bonifica Delta del Po e Adige Po; Francesco Vincenzi, pres. Anbi; Giuseppe Romano, pres. Anbi Veneto; Francesco Mollame, segr. Commissione Agricoltura del Senato; Andrea Crestani, dir. Anbi Veneto; Giancarlo Serafini, vicepres. Commissione Agricoltura del Senato; Mauro Visentin, pres. Consorzio Adige Po; Adriano Tugnolo, pres. Consorzio Delta del Po; Giancarlo Salone, Consigliere Parlamentare.

La visita, svoltasi il 4 e il 5 ottobre, si pone in continuità con il lavoro di Anbi Veneto, l’associazione dei consorzi di Bonifica, nel sensibilizzare le istituzioni, anche nazionali, sulle tematiche fondamentali per il territorio Veneto, tematiche che i Consorzi affrontano, con gran sforzo, quotidianamente. La scelta del Delta è motivata dal fatto che questo territorio si trova ad affrontare gran parte delle questioni fondamentali per la bonifica: sicurezza idraulica e irrigazione in primis, ma anche pianificazione ambientale (si pensi alla vivificazione della laguna), contrasto al cuneo salino e subsidenza.

Nello specifico le istanze dei Consorzi, per voce del presidente nazionale di Anbi Francesco Vincenzi, del presidente regionale Giuseppe Romano, e del direttore regionale Andrea Crestani, sono state tre: l’alto costo dell’energia elettrica per il funzionamento degli impianti idrovori, la necessità di una legge nazionale sul consumo del suolo e la necessità di una posizione forte in ambito europeo per la ridefinizione dei criteri del deflusso ecologico, contenuto nella direttiva comunitaria acque, che prevede limiti al prelievo idrico dai fiumi su criteri basati sulle portate dei corsi d’acqua del nord Europa, ben diversi dai fiumi a carattere torrentizio tipici dell’Italia.

La delegazione – composta oltre che dal presidente Gianpaolo Vallardi dal vicepresidente Giancarlo Serafini, dal segretario Francesco Mollame e dal consigliere parlamentare Giancarlo Salone – ha visitato le idrovore di Ca’ Dolfin  e Ca’ Vendramin, successivamente ha potuto apprezzare, in barca, alcuni aspetti del delta del Po, osservando gli effetti della subsidenza nell’isola sommersa della Batteria e la barriera per il contrasto al cuneo salino sul Po di Tolle, all’altezza del porto di Scardovari. A far da guida, il direttore dei Consorzi Delta del Po e Adige Po, Giancarlo Mantovani, e i presidenti dei due consorzi, rispettivamente Adriano Tugnolo e Mauro Visentin.

Siamo consapevoli delle sfide che la bonifica e l’agricoltura in generale si troveranno ad affrontare nei prossimi mesi, soprattutto in Europa, dove il Governo intende farsi valere senza più atteggiamenti di sudditanza – ha affermato il presidente della Commissione Agricoltura al Senato Gianpaolo Vallardi – . Con il documento economico finanziario si aprirà una stagione di finanziamenti importanti, direi una sorta di rinascimento; la prossima settimana inoltre incardiniamo la legge sul consumo del suolo e la Pac (Politica Agricola Comune). Siamo inoltre consapevoli che uno dei temi fondamentali per la bonifica è il costo dell’energia elettrica necessaria per tenere attivi gli impianti. I Consorzi non possono pagare quanto un privato dato che a loro l’energia serve per tenere in sicurezza il territorio e chi lo abita; è un tema che qui in Veneto possiamo toccare direttamente con mano.

I Consorzi di Bonifica proseguono nel lavoro di relazione con le istituzioni per sensibilizzarle sui temi della sicurezza idrogeologica, dell’irrigazione e più in generale, dell’ambiente – ha affermato il presidente di Anbi Veneto Giuseppe Romano – In particolare abbiamo fatto presente che i consorzi del Veneto, con quasi 30 milioni di euro di spesa per l’energia elettrica all’anno, sono equiparabili a industrie energivore ma non beneficiano di agevolazioni fiscali. L’energia elettrica è fondamentale per la sicurezza del territorio.

Altro tema fondamentale è quello legato ai mutamenti climatici – aggiunge il presidente nazionale di Anbi Francesco Vincenzi -, ci troviamo troppo spesso ad affrontare problemi legati all’eccesso o alla scarsità di precipitazioni. È una partita che si gioca sia sul fronte culturale sia sul fronte delle infrastrutture basti pensare che solo il 10 % dell’acqua piovana è trattenuto dagli invasi di montagna, il resto viene disperso in mare. Ma la sfida più grossa è quella culturale che va affrontata in Europa. Mi riferisco alla direttiva quadro acque scritta da paesi del nord Europa senza tenere conto delle caratteristiche dei nostri fiumi e dei nostri torrenti. In particolare le disposizioni sul deflusso ecologico rischiano di creare ostacoli nell’utilizzo dell’acqua, e senz’acqua, per esempio, non ci può essere agricoltura.

 

 

 

RINNOVATO IL PROTOCOLLO CON LE SCUOLE AGRARIE PER LA FORMAZIONE DI DOCENTI E ALTERNANZA-SCUOLA LAVORO DEGLI STUDENTI

Nel contesto di Flormart, l’expo & conference sul florovivaismo di Padova Fiere, Anbi Veneto ha rinnovato giovedì 20 settembre 2018 il protocollo d’intesa con la Rete delle Scuole Agrarie del Triveneto che prevede attività di formazione per docenti e studenti di Istituti Agrari del Veneto, tramite lezioni frontali e visite didattiche nei luoghi della bonifica del Veneto. Il protocollo avrà durata triennale (anni scolastici 2018-19; 2019-20; 2020-21) e dà continuità al progetto formativo iniziato nel 2016.

L’aspetto più rilevante dell’accordo è il progetto di alternanza scuola-lavoro che consentirà ad alcuni tra gli studenti più meritevoli degli istituti agrari coinvolti di operare per un breve periodo in Consorzio di Bonifica, seguiti da un tutor interno alla struttura, e improntare un vero e proprio project work, un progetto di lavoro su una tematica di carattere ambientale che verrà poi attuato dal Consorzio.

L’iniziativa prevede il coinvolgimento di tutti i Consorzi di Bonifica del Veneto e che da quest’anno è stato allargato anche al Friuli Venezia Giulia, con il coinvolgimento della corrispettiva Anbi regionale.

FLORMART, UN CONVEGNO DI ANBI VENETO PER RACCONTARE PAESAGGI D’ACQUA E SERVIZI ECOSISTEMICI

Anbi Veneto rinnova anche quest’anno il legame con Flormart, l’expo & conference internazionale del florovivaismo in programma alla Fiera di Padova dal 19 al 21 settembre, in un’ottica di sistema tra soggetti che, pur con finalità e ruoli diversi, condividono l’attenzione per il territorio e l’innovazione applicata all’ambiente.

In quest’ottica Anbi Veneto organizza venerdì 21 settembre alle 11.00, presso il Pad. 11, area GPP Lab (dove GPP sta per Green Public Procurement) della Fiera, il convegno dal titolo “PAESAGGI FLUIDI: COME L’ACQUA DISEGNA I TERRITORI” dedicato a territori di pianura, gestione della risorsa idrica e servizi ecosistemici.

Abstract

L’acqua è l’elemento costitutivo di ciascun territorio: regioni prospere, con elevati standard di qualità della vita, sono regioni dove l’acqua è ben distribuita in una rete di grandi, medi e piccoli corsi, naturali o artificiali, che rappresentano un tessuto connettivo di territori e mettono in relazioni spazi urbani, agricoli, prati, boschi, oasi.

La gestione della risorsa idrica, a partire dalla sua distribuzione a fini irrigui, genera infatti servizi ecosistemici di cui si avvantaggiano i luoghi e le comunità. 

L’acqua è dunque un alleato dell’uomo, ma il rapporto non è incondizionato. Quando le sue esigenze non sono rispettate e l’edificazione consuma territorio irresponsabilmente, l’acqua finisce col prendersi lo spazio che le spetta: è il caso di esondazioni, allagamenti e frane.

Il continuo lavoro di manutenzione e riconfigurazione del territorio non può non tenerne conto. Organizzare un territorio significa in gran parte amministrarne il regime idraulico.

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accesso gratuito alla Fiera, registrazione attraverso form online sul sito di Flormart


Anbi Veneto sarà protagonista anche il giorno precedente, giovedì 20, dalle 14.30 alle 15.30, presso l’Auditorium Platanus nel Padiglione 14 per il rinnovo del PROTOCOLLO D’INTESA PER L’EDUCAZIONE AMBIENTALE E L’ALTERNANZA SCUOLA – LAVORO CON LA RETE SCUOLE AGRARIE E FORESTALI DEL TRIVENETO da quest’anno allargato anche all’Anbi Friuli Venezia Giulia.


L’ingresso alla Fiera è riservato agli operatori ed è gratuito, è sufficiente accreditarsi in loco o attraverso il sito www.flormart.it nella sezione “richiedi biglietto” (menù laterale a destra). 

VERONA, NUBIFRAGI DELL’1 E 2 SETTEMBRE: GLI INTERVENTI DEL CONSORZIO VERONESE

La straordinaria quantità di pioggia che ha investito Verona e provincia sabato 1 e domenica 2 settembre ha messo a durissima prova i corsi d’acqua, sia della zona nord tra Negrar e Verona, dove sono caduti oltre 170 mm di pioggia in tre ore, sia della bassa veronese, soprattutto a Roverchiara, dove sono caduti oltre 100 mm a Zevio, Ronco, Palù e Oppeano.

Fin dal pomeriggio di sabato i mezzi e tecnici del Consorzio di Bonifica Veronese si sono messi in azione lungo tutto il comprensorio, da nord a sud della provincia scaligera, per monitorare la situazione ed intervenire nei punti di maggiore criticità.

I numerosi interventi sono proseguiti senza sosta tutta la notte di sabato e per l’intera giornata di domenica.

Nella zona nord-ovest di Verona si sono registrati momenti realmente critici, particolarmente nella serata di sabato. Gli uomini del Consorzio di Bonifica Veronese hanno concentrato la loro azione a Parona ed Arbizzano, dove il progno del Ghetto-Novare-Arbizzano-Parona è esondato in più punti anche a causa della ulteriore quantità d’acqua che vi si è immessa dal Progno di Negrar, a sua volta esondato in località S.Maria.

Il Vaio delle Bernardinelle, affluente del progno del Ghetto proveniente dalla collina di Montericco, durante la piena ha trasportato a valle una enorme quantità di ramaglie e sedimenti staccatisi dai pendii sovrastanti franati in molti punti. Un grosso tronco d’albero messo di traverso ha innescato la rapida ostruzione del ponte lungo la strada comunale di via Sparavieri, determinando la fuoriuscita della intera portata d’acqua nei vigneti e nelle abitazioni circostanti.

Per tutta la notte di sabato sono intervenute le pompe idrovore del Consorzio di Bonifica a svuotare alcuni interrati completamente sommersi, mentre domenica mattina sono arrivati anche gli escavatori e i camion per liberare le strade dai detriti e rimuovere l’ostruzione nel vaio delle Bernardinelle.

L’intervento del Consorzio è stato attuato in stretta collaborazione con il Comune di Negrar e la Protezione Civile, a sua volta impegnata in numerosi altri punti critici.

A scanso delle inevitabili polemiche cui eventi come questo danno solitamente origine, va precisato che la pulizia dell’alveo del progno di Arbizzano-Parona era stata ultimata dai mezzi del Consorzio giusto la settimana scorsa. Si ribadisce che l’evento accaduto, non previsto e non prevedibile in tutta la sua gravità da nessun servizio di previsione meteorologica, è assolutamente eccezionale e non noto a memoria d’uomo.

Nella zona sud della provincia scaligera il Consorzio di Bonifica è intervenuto fin da sabato con gli escavatori per ripristinare le sponde in seguito ad alcune frane che si sono verificate lungo numerosi corsi d’acqua a causa delle piogge torrenziali. Posizionate e pronte anche le idrovore, in maniera da evitare il rischio di esondazioni che sarebbero potute diventare pericolose anche per i centri abitati.

Già nel pomeriggio della domenica la situazione dei corsi d’acqua nella bassa veronese è, fortunatamente, rientrata ad un livello di rischio moderato. Qualche preoccupazione desta ancora la Nichesola a Legnago, che si presenta ancora molto piena e fatica a smaltire l’acqua in eccesso.

“Il pronto, mirato e massiccio intervento del personale e dei mezzi del Consorzio di Bonifica Veronese – spiega il Presidente Antonio Tomezzoli – unito al costante e quotidiano lavoro di manutenzione che portiamo avanti lungo tutti i corsi d’acqua di nostra competenza nella provincia ha impedito che una situazione comunque complessa e del tutto straordinaria potesse trasformarsi in una tragedia. L’ennesima conferma dell’importanza di investire nella sicurezza idraulica del territorio”.

 

  • cassa di espansione a Lugugnano

CASSA DI ESPANSIONE A LUGUGNANO (VR) PER PREVENIRE IL RISCHIO IDROGEOLOGICO

Il Consorzio di Bonifica del Veronese ha da pochi giorni ultimato lo scavo di una cassa di laminazione tra Sona e Bussolengo per il contenimento dell’acqua di irrigazione in eccesso in grado di prevenire così problemi di sicurezza idraulica. Il bacino, che sorge nella frazione di Sona Lugugnano, in adiacenza di via Cao Prà, occupa una superficie di 3.600 metri quadri e servirà le aziende agricole che derivano l’acqua dal canale Terziario 8.

“Per mantenere sempre alla massima efficienza tutti gli impianti irrigui e per garantire la sicurezza idraulica del territorio in un periodo così delicato – spiega il Vicepresidente Renzo Bonizzato -, il Consorzio di Bonifica Veronese opera quotidianamente su tutto il comprensorio di competenza sia con capillari interventi di manutenzione sia con lavori infrastrutturali”.

Oltre alla cassa di espansione a Lugugnano, in questi giorni il Consorzio di Bonifica sta portando avanti sul territorio di Sona anche un’intensa attività di sfalcio, pulizia e spurgo, finalizzata proprio ad un migliore deflusso delle acque. I lavori hanno riguardato numerosi corsi d’acqua: il Vaio dei Rotti, il Progno Brigaldola, il Progno Galletto, il Vaio Corbola, il Vaio Bindel, la Prognetta del Bosco, il Progno dei Gentili, il Progno di Mancalacqua, il Fosso San Quirico, il Progno dei Cappelloni, il Progno della Giacomona ed il Progno delle Caselle

 

portale.bonificaveronese.it/

AMPLIAMENTO DELLA RETE IRRIGUA NELL’AREA TERMALE DEI COLLI EUGANEI

Continuano gli interventi del Consorzio di bonifica Bacchiglione, con sede a Padova, per l’ampliamento della rete irrigua nell’area termale dei Colli Euganei. I lavori prevedono la realizzazione di reti di distribuzione mediante impianti tubati, alimentati da condotte di grande diametro recentemente ultimate dall’ente consortile (6.600 metri complessivamente).

Le opere realizzate con finanziamento statale sono dimensionate per garantire il servizio irriguo a 3.000 ettari ricadenti nei comuni di Abano Terme, Cervarese S. Croce, Montegrotto Terme, Padova, Rovolon, Saccolongo, Selvazzano Dentro, Teolo, Torreglia e Veggiano. Per consegnare l’acqua alle aziende agricole si dovranno ora realizzare reti di distribuzione mediante i finanziamenti del Piano Irriguo Regionale.

Nel frattempo, l’ente consorziale, con interventi di minima, è riuscito a servire alcune zone agricole: attraverso la posa di tratti di tubazione e idonee saracinesche di regolazione sono state servite una ventina di aziende rurali su un’area di circa cinquanta ettari nei comuni di Cervarese Santa Croce e Saccolongo.

«Siamo contenti dei lavori fin qui realizzati e, in particolar modo, ci fa piacere aver soddisfatto alcune richieste che ci sono state fatte dalle aziende agricole – afferma Paolo Ferraresso, Presidente del Consorzio di bonifica Bacchiglione-. Ora attendiamo i finanziamenti del piano irriguo regionale per proseguire con gli interventi».

  • Assemblea Anbi 2018

ASSEMBLEA ANBI 2018: ANCHE I CONSORZI VENETI CHIEDONO ALLE ISTITUZIONI TEMPI CERTI

Anbi Veneto e  i suoi undici consorzi di bonifica hanno partecipato, il 3 e il 4 luglio, all’Assemblea nazionale Anbi che si è tenuta all’hotel Sheraton Parco De’ Medici di Roma.

Il messaggio forte che è uscito dall’Assemblea è un appello verso le Istituzioni per snellire la burocrazia che sta ostacolando l’apertura di cantieri fondamentali per l’irrigazione e per la sicurezza idrogeologica di tutto il Paese.

Per il Veneto quello dei tempi di cantierizzazione è un tema fondamentale vista l’importanza che l’opera di bonifica ha per la regione: sono 1.056.335 (su 1.839.900 complessivi) gli ettari di superficie che necessitano del lavoro dei Consorzi di bonifica per restare asciutti; di questi, 513 mila ettari necessitano anche di opere di irrigazione a favore dell’agricoltura. Gli argini a fiume o a mare sono 2.069 km, oltre un quinto del totale di argini di tutta Italia (che sono 9.233 km).

Di fatto, risorse economiche per realizzare invasi, bacini di laminazione, argini, impianti di sollevamento, pur non bastando a soddisfare tutte le progettualità, ci sono. Il rischio è che a causa dei ritardi dei cosiddetti “tempi di attraversamento” ovvero l’iter burocratico necessario per realizzare le opere pubbliche, tali risorse vengano restituite all’Unione Europea, o dirottate su altre emergenze del Paese.

Un paio di esempi danno la misura del problema.

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha approvato il bando di selezione delle proposte progettuali del Piano di Sviluppo Rurale Nazionale (P.S.R.N.) 2014-2020, che prevede un finanziamento destinato ai Consorzi di bonifica di tutta Italia per infrastrutture irrigue pari a 291 milioni di euro. A tal proposito sono stati presentati dai Consorzi 84 progetti per oltre un miliardo di euro ma l’iter di approvazione delle opere da finanziare ad oggi non risulta ancora completato.

Inoltre nulla è stato realizzato per attivare procedure di spesa dei 295 milioni di euro (ormai già ridotti a 245 per altre “emergenze Paese”) previsti dal Fondo Sviluppo e Coesione (F.S.C.) per altre opere di irrigazione: anche l’utilizzo di tale finanziamento, infatti, è penalizzato dal ritardo dell’attuazione del P.S.R.N.

Quella per i tempi burocratici è dunque una battaglia che vede uniti tutti i consorzi del Paese a partire dai consorzi di bonifica del Veneto e dall’Anbi regionale.

  • Idrovora di Santa Margherita

L’IDROVORA DI SANTA MARGHERITA NELLA RETE MONDIALE DEI MUSEI D’ACQUA

L’Ottocentesca idrovora di Santa Margherita di Codevigo (Pd), uno dei più scenografici impianti storici di sollevamento dell’acqua del Consorzio di bonifica Bacchiglione, sarà inserita nella Rete Mondiale dei Musei d’Acqua dell’UNESCO, iniziativa promossa da Centro internazionale Civiltà dell’Acqua ONLUS, Università Ca’ Foscari di Venezia e l’Ufficio Regionale UNESCO per la Scienza e la Cultura in Europa di Venezia.

Santa Margherita rappresenta un vero e proprio “museo vivente” poiché tutt’oggi svolge il suo fondamentale lavoro per mantenere l’equilibrio tra terra e acqua, tra i fiumi Brenta e Bacchiglione: grazie alle sei pompe centrifughe, quattro motori elettrici e due motori diesel, è in grado di sollevare fino a 13.500 litri al secondo.

«Siamo orgogliosi di poter contribuire ad un progetto così lungimirante per le sfide future. Il sito di Santa Margherita è un museo vivo e in continua evoluzione, nonché uno dei più antichi testimoni della bonifica meccanica in Italia. Non solo, quindi, una valenza tecnica ma anche storica è racchiusa nella nostra idrovora. Speriamo che questa iniziativa di respiro internazionale porti a una maggiore conoscenza e consapevolezza dell’importanza di rispettare e valorizzare l’acqua dei nostri territori » afferma il Presidente del Consorzio Bacchiglione, Paolo Ferraresso.

 

21 giugno 2018

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